mercoledì 15 maggio 2024

VIAGGIO DI TRE GIORNI AD OSLO

 Aprile 2024

Si parte da Roma per raggiungere una delle capitali scandinave: Oslo. Christania, così fu battezzata la capitale norvegese nel XVII secolo, fu terra di conquista dei Vichinghi. Divenne con il nome che oggi la conosciamo nel 1925.

La Compagnia aerea è la Norvegian, primo viaggio con loro. Funziona tutto come una low cost. Nessun problema, tranne un ritardo di 30 minuti, sembra , per un malfunzionamento del sistema nella Norvegia meridionale.

L'uscita dall'aeroporto è veloce. Seguo le indicazioni terno/metro ed arrivo alla stazione dove il Fly1 o Fly2 ti trasporta verso il centro città. Il prezzo del biglietto è di 240 corone , circa 21 euro con il cambio attuale. 

I treni partono dalle 5.30 fino alle 0.50 dall'aeroporto. 

La mia fermata è Nationaltheatret, dove nelle vicinanze c'è il mio albergo. 

Smarthotel (Hotel).


Prendo possesso della stanza (Check-in online) e , dopo una doccia, vado a scoprire la città. 

Tempreture non rigide (11/12 gradi). A 10 minuti a piedi c'è la Cattedrale della città. La Chiesa del Nostro Salvatore, Domkirke per i norvegesi. Le cinque campane della torre appartengono all'antica cattedrale della Trinità, distrutta in un incendio. Inoltre, l'orologio della torre della Cattedrale di Oslo, datato 1718, è il più antico della Norvegia.


Fino al 1950, la chiesa era chiamata Vår Frelsers kirke ("Chiesa del Redentore"). Fu poi rinominata Domkirke per il 900° anniversario della città.


Bellissima la  decorazione pittorica delle volte, ragion per cui il mio sguardo era rivolto in alto per godere appieno della bellezza della Cattedrale norvegese.





Diversi matrimoni hanno avuto luogo nella chiesa della cattedrale. Sia l'attuale re Harald V che l'erede al trono, il principe ereditario Haakoon, si sono sposati nella cattedrale di Oslo.

Orari d'ingresso sono dalle 10.00 alle 23.30- Gratis.

Entro in un negozio di souvenir, per rendermi idea di cosa riportare in Italia. 

Attraverso la strada per incamminarmi verso Akershus Castle, la fortezza. 

Questo edificio risalente al 1299,  si sviluppò in fortezza nel 1592 e fu ricostruito in castello rinascimentale tra il 1637 e il 1648.

Il castello di Akershus è visitabile esternamente , con una bellissima vista sul fiordo. Qualche cannone di ordinanza per abbellimento. All'interno c'è anche un palazzo con il museo della Resistenza Norvegese.

Alcuni regnanti sono sepolti all'interno del castello.


Orari di apertura dalle 6 alle 21. All'ingresso un cartello con il divieto di dare cibo alle volpi. 

Esco e mi incammino verso il teatro dell'opera
(Operahuset) che è la sede della Den Norske Opera & Ballett (Norwegian National Opera and Ballet).

La parte interessante ,oggetto della visita di tutti i turisti ad Oslo , è la camminata sul suo tetto. 

La salita è abbastanza ripida , ma si gode tutto il paesaggio del fiordo. 

Alla tua destra, l'arcipelago del fiordo con le piccole, tradizionali case estive in legno dipinte con colori luminosi e allegri. Alla tua sinistra, un rapido sguardo sul centro della città di Oslo. E più in là: colline e montagne che abbracciano Oslo, la capitale europea.

Costruito Nel 2008, dallo studio di architetti norvegesi Snøhetta, ha rivoluzionato l'assetto architettonico di Oslo. Emerge dalla acque del Mare del Nord con stile avanguardista, con la facciata interamente rivestita di marmo e vetro.

Di fronte potresti notare le casette di legno , le saune norvegesi. Dove tra una sauna all'altra ci scappa un tuffetto nelle fredde acque del fiordo. 

Spettacolo magnifico. 

Si va verso all'interno dove c'è una statua di donna. Torno indietro e attraverso Oslo Station. All'interno ci sono un bel po' di ristoranti. 

Percorro Karl Johans Gate, famosa strada dello shopping Norvegese. Si punta ad un supermercato e poi in albergo.

2° GIORNO

Ta lykken varlig, den vender seg snarlig

Prendi sul serio la tua felicità, presto girerà
Proverbio Norvegese

Parto dall'albergo verso le 9. In Norvegia tutto avviene con calma, prima delle 10 niente è aperto. 


Prima tappa Palazzo Reale(Abbreviato come Slottet).
La costruzione venne approvata nel 1821 e la prima pietra venne posata  nel 1825. Il palazzo venne poi ultimato nel 1849.

Residenza ufficiale della monarchia norvegese. La visita all'interno del Palazzo Reale è solo nel periodo estivo.

Ci sono turisti , come me, che fotografano in tutte le angolazioni il Palazzo. 


Belli da vedere è anche il parco che circonda il Palazzo. Alberi e statue ne fanno da paesaggio al tuo cammino. 

Alle 13.30 potreste ammirare il cambio della guardia , che parte dalla Fortezza.

Le previsioni meteo segnalavano nevischio nella giornata, invece torno in albergo a prendere occhiali da sole. Giornata bellissima con temperature ragionevoli. 

Ripasso davanti al Teatro Nazionale per incamminarmi sulla Princens Gate. Il mio obiettivo è il museo Munch (Munchmuseet). 



Al museo MUNCH si può ammirare il lascito di Edvard Munch alla città . Questo include ben 1100 dipinti, 4500 disegni e acquerelli, 18000 opere grafiche, 6000 libri, lettere e altri documenti.

Il prezzo d'ingresso è di 180 Corone ( circa 15,50 € al cambio attuale). 
Orari :Dall'11 giugno al 9 settembre:
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00.
Dal 10 settembre al 25 settembre:
Tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00.
Dal 29 settembre al 23 dicembre:
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 16:00.

L'urlo ( o The Scream), il più famoso dipinto di Munch, si trova al 4° piano. Sono esposte le diverse versioni dell'iconico dipinto, compreso il primo studio: un pastello risalente al 1893.  controllato da un operatore fisso. A fianco del dipinto c'è anche un ritratto di Nietzsche.

Il Museo è diviso in gallerie , rispetto ai dipinti, in più piani. Il museo ha all'interno 13 piani. Per salire ci sono scale mobili o ascensore. 

La struttura sfiora i 60 metri di altezza.  Complessivamente dispone il museo dispone di 26mila metri quadri di superficie e di 11 gallerie espositive. La facciata, in alluminio traslucido e perforato, è stata concepita dagli architetti per riflettere i colori e le mutevoli condizioni dei cielo della capitale norvegese, che diventa protagonista assoluta nell'ultimo livello dell'edificio. Al 13° piano, infatti, si trovano  il ristorante e la terrazza panoramica. La vista della città è spettacolare. 

Al 7° piano sono esposti gli oggetti della casa di Ekely, con la cronologia della sua vita.

Bellissimo anche il dipinto monumentale The Sun, largo 8 metri.

Visto e goduto il museo, parto per il pranzo. Giungo a Mathallen Market, famoso mercato al chiuso di Oslo. Ci sono banchi di cibo (alcuni tipicamente norvegesi) e ristoranti. Per questi ultimi un po' di delusione. Solo uno era norvegese. La maggior parte sono italiani, o con piatti italiani. 

Io ho mangiato un hamburger di Alce all'Helt Vilt, accompagnato da una birra analcolica ( ma erano presenti anche quelle alcoliche). Il ristorante vendeva anche salami.

Il prezzo abbastanza alto, ma ne valeva la pena. 

Parto per Vigeland Park. Uno dei parchi , forse il più, bello di Oslo. Questo parco con sculture tematiche costituisce l'opera di tutta una vita dello scultore Gustav Vigeland (1869-1943), con più di 200 sculture in bronzo, granito e ferro battuto. Vigeland si occupò anche del design e della progettazione architettonica del parco.

Sul ponte è famosa la statua di bronzo del Bambino Arrabbiato o Piccola Testa calda (Sinnataggen in norvegese). Nota anche come la Monnalisa di Vigeland. Bellissima alla fine del parco con il Monolite (Monolitten) e la Ruota della Vita (Livshjulet).


Nel ponte , dove si trova il bambino, ci sono altre 58 statue di bronzo (212 in tutto il parco) che rappresentano i vari stati d'animo. Le varie statue sono assolutamente nude. 


Al centro del parco c'è una bellissima fontana con 6 giganti. Bella da vedere.
Le 121 figure che appaiono sulla scultura della Ruota della vita sembrano arrampicarsi una sull’altra per raggiungere il paradiso, come metafora del desiderio dell’uomo di avvicinarsi al divino e alla spiritualità.

Nel parco è presente anche il vecchio studio dello scultore, rimasto così dalla sua morte,  avvenuta nel 1943.

Prendetevi del tempo. E' veramente spettacolare.


Il percorso tra parco e il centro della città è usato da una corsa campestre, sono veramente tantissimi. Spesso si sentono degli incitamenti.

Un giro al centro e ,  visto l'orario, torno in albergo.











 Giorno

“I colori vivono una vita straordinaria dopo essere stati applicati alla tela.”

Edward Munch

Oggi piove.

Vado verso Aker Brygge, il terminal dei traghetti. Vedo e fotografo il Municipio. Inaugurato nel 1950 , dal 1990  accoglie la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la pace.

Entrata è gratis , stranamente per un municipio. Le pareti della hall principale sono decorate da meravigliosi murales che rappresentano la storia e la cultura norvegese, così come diverse scene della Seconda Guerra Mondiale.

Io non ho dedicato molto tempo alla visita, ma è assolutamente da inserire tra le tappe delle città. 

Dal porto si incammina verso Fran Museum. Io la distanza l'ho percorsa a piedi, sono 1h e 15' di camminata, ma per arrivarci si può prendere il traghetto B9 o il bus 30.


Superò l'Astrup Fearnley Museet (Museo d'arte moderna) cui ingresso è di 160 corone. 

Arrivo al quartiere Bryggetorget dove tra ristoranti e negozi , emergono 2 statue di donna a prendere il sole (una è nuda) ed una statua di un astronauta al centro della piazza.

Quartiere moderno. Carino.

Continuo a camminare lungo il fiordo.

Una nave sbarca persone e macchine. Lungo il percorso trova la statua di Fortuna.

Pontili e case di legno sono il panorama che compare dinanzi a me. Per arrivare a piedi ad un certo punto la strada è sterrata. Runner mi accompagnano.

In un terreno privato ci sono delle statue di rinoceronti.
Supero il Norsk Folk Museum, vista la tipologia in altre città, ad Oslo decido di non visitarlo dedicando il tempo ad altri 2 musei. 

Visito il Kon Tiki e il Fram Musem. Prima di entrare la pioggia diventa incessante. Il combinato dei due musei costa 250 corone ( più o meno 22 euro). 

Inizio dal Fram Museum. La Fram è una nave costruita  nel 1892. La nave polare fu utilizzata per tre grandi spedizioni polari da Fridtjof Nansen nel periodo 1893-1896, Otto Sverdrup nel 1898-1902 e Roald Amundsen nel 1910-1912.



L'esposizione degli oggetti originali, le foto dell'epoca, la nave com'era. Un bellissimo passaggio storico. 
Nel due piani c'è tutta la storia delle spedizioni ( il display con il racconto è anche visibile in italiano). Nella nave si può salire , gioia di bambini e non, con la visione di com'era strutturata durante le spedizioni. La locazione delle cabine, della mensa, della stiva. 

Bel viaggio e bel museo. Durante la visita si può ammirare la simulazione della neve e del mare in tempesta. Da vedere. 

Orari d'apertura dalle 9.30 alle 18, tutti i giorni dell'anno.



Mangiato un panino nel bar all'interno del museo. Sotto la pioggia mi accingo ad entrare al museo affianco il Kon Tiki Museum. 

Kon Tiki era la zattera costruita da Thor Heyerdahl , nel 1947, per attraversare l'Oceano Pacifico dal Sud America fino alla Polinesia Francese. Il battello fu così chiamato secondo un antico nome Inca del dio della pioggia (Kon), anche se letteralmente tradotto è "Dio Sole".Thor Heyerdahl partì con altre cinque persone a bordo (quattro norvegesi e uno svedese) il 28 aprile 1947 da Callao, in Perù. Arrivarono nell’arcipelago di Tuamotu, nella Polinesia francese, dopo 101 giorni.
Il museo racconta questa storia, con un documentario proiettato alle 12 nel piano inferiore del museo. che ha vinto anche l'Oscar, ma c'è anche dell'altro. 

Il viaggio con una nave costruita con il papiro nel Mediterraneo, il viaggio nelle Isole Galapagos. Il museo è da vivere assolutamente.

Appena goduto il tutto. Decido di tornare ad Oslo. Aspetto un po' perché all'esterno la pioggia è molto forte. 


Visto che piove poco decido di avventurami per il ritorno. 
La pioggia scende a tratti. Nel viale di ritorno incrocio la strada di una famiglia di oche. Il padre,  con fare minaccioso,  mi comunica di stare lontano dai suoi piccoli. 

Zuppo decido di fare una pausa in albergo.

La sera con le poche luci vado a vedermi il Palazzo reale. Mangio e torno in camera.


4° Giorno


“Il progresso è la capacità dell'uomo di complicare la semplicità.”

Thor Heyerdahl.


Ho una mattinata per vedere la Oslo che non ho ancora visto. 
Vado verso Damstredet, la famosa strada che ha resistito al progresso , con le case tipiche norvegesi di legno.
Purtroppo non c'è un gran vedere. Poche case tipiche  e una scuola. La strada è fortemente in salita, o in discesa, dipende da dove entrate.

Arrivo a Mall of Oslo, uno dei centri commerciali della capitale, mangio e rimango affascinato dai dolci di BIT. Una pasticceria ad esposizione aperta. Io ho preso quello al cocco, veramente buono. 

Entro nel centro commerciale vicino ma esco quasi subito.


Torno alla Fortezza per godermi un ultimo momento del Fiordo norvegese. Oggi una scolaresca la fa da padrone.

Percorro il ponte dove alla sua base c'è un monumento dedicato ai morti della Seconda Guerra mondiale. Scendo verso la strada che porta ad Aker Brygge. 

Mi godo ultimi momenti. Pronto prendo la metro che mi porterà all'aeroporto. 

lunedì 18 marzo 2024

VIAGGIO IN SCOZIA : GLASGOW E STIRLING

Marzo 2024

Partenza con Easyjet per ora di pranzo. Problema con qualche straniero che voleva portare zaini grandi in cabina o due senza priorità , ma si parte in orario.

Dopo 3h e mezza di volo si arriva nella città scozzese. Controllo passaporti e via. L'origine del nome di Glasgow è incerta: venne collegato col primitivo carattere fisico del luogo: dear green spot ("caro luogo verde"), e con le sue prime associazioni religiose, cioè Kirkfield.


La differenza di clima si sente. Escursione minima di 8 gradi. Almeno c'è il sole. 

Raggiungo il punto di sosta dell'Airlink 500 che mi porterà al centro città. Biglietto 10 sterline solo andata.

Scendo a Dundas Street e vado verso la cattedrale. Il viaggio a piedi è stato un bellissimo incontro con graffiti , meravigliosi, a dimensione extra sui palazzi. Spettacolari. (Glasgow ha graffiti bellissimi, nascosti in parti della città).

Aperture Cattedrale 

Dal 29 Mar to 30 Sept:

Lunedì a Sabato, 9.30am alle  5pm; Domenica, dalle  1pm alle 5pm (ultimo ingresso 4.15pm).


1 Oct to 28 Mar:

Linedì al Sabato , 10am alle 4pm; Domenica, 1pm alle 4pm (Ultimo ingresso 3.30pm).

Per 5 minuti ho perso ultimo ingresso. Niente da fare. Spostare visita
a domani. 


Da vedere assolutamente la Necropoli (cimitero dietro la Cattedrale). E' stata descritta come unica rappresentazione della Glasgow vittoriana. Riflette il sentimento di fiducia, salute e sicurezza di quel tempo. 

Rappresenta il memoriale dei mercanti scozzesi della città e contiene l'eminenza Glasgowiana di quei tempi. 

I Monumenti sono progettati e costruiti da architetti glasgowiani. I loro progetti, eseguiti da esperti scultori, hanno contribuito ad ornare e creare sculture di prima qualità.


La colonna di D&J Hamilton rappresenta perfettamente la separazione tra tempo ed eternità. 

All'interno , verso la strada con fronte cattedrale, c'è una statua a memoria di William Wallace, il famoso cavaliere Braveheart, dove i turisti lasciano qualche cent o pence. 

Per arrivare alla Necropoli devi attraversare il Bridge of Sighs (Ponte dei sospiri), ponte varcato dai parenti che andavano a piangere i loro cari.

Torno giù verso Cathedral Street e vado verso il quartiere di Merchant City. Si oltrepassa la storia e si torna nell'età vittoriana. Palazzi stupendi, da fotografare. Puoi sorseggiare una bevanda o mangiare qualcosa in qualche bar e bistrot, mentre osservi l'esterno.



Da Ingram Street arrivo alla famosa via dello shopping di Buchanan Street, non dimenticando di fotografare i vari graffiti che incontro. 

Alcuni negozi di orologeria di lusso.

Trovo la statua del duca di Wellington con il famoso cono stradale, oramai una tradizione scozzese. Qualche anno fa fu approntato un piano per impedire ai coni segnaletici di finire in testa ai propri personaggi storici. Si è scatenato un putiferio: migliaia di persone si sono date la briga di andare a firmare una petizione online, per sostenere che, sì, quello sul capo del Duca di Wellington è ormai entrato a far parte a pieno diritto del panorama urbano di Glasgow


(forse a imperitura memoria delle sue bevute notturne). Niente da fare.


Dopo aver passeggiato per Buchanan Street vado verso Queen Street Station dove un treno mi porterà a Croy ( 10 minuti di treno) dove si trova il mio albergo.






2° giorno

“La cosa bella di Glasgow è che, se ci fosse un attacco nucleare, dopo sembrerebbe esattamente la stessa.” – Billy Connolly

Da Croy a Glasgow 5.60 € a/r. Appena fuori dalla stazione di Queen street, mi fermo da un Caffè Nero, uno Starbuck's del nord, per gustarmi un Cappuccino e muffin. 6,15 €.

Dal sito , anche se ingresso è gratis, sarebbe preferibile prenotare i biglietti. Si entra massimo in 200. A Marzo il problema non sussisteva, ma meglio saperlo. 

San Mungo era un missionario , conosciuto anche come Saint Kentigern.  Questo santo convertì parte della Scozia al Cristianesimo nel VI secolo ed è il patrono di Glasgow. Per questo motivo nello stemma della città vengono raffigurati i suoi simboli: un uccello, un albero, una campana e un pesce con un anello. Il pesce con l'anello rappresenta una leggenda secondo cui il santo trovò l'anello della regina nel ventre di un pesce, proteggendola così dall'ira del marito sospettoso.

La costruzione della cattedrale di Glasgow iniziò nel 1136 e ci vollero circa 350 anni per terminarla.

Nonostante le grandi finestre, gli interni della Cattedrale di Glasgow sono piuttosto bui e conferiscono alla chiesa una romantica aura di mistero.  Un'altra caratteristica di rilievo è l'imponente coro in pietra, che rappresenta i 7 peccati capitali. Altrettanto degne di nota sono le vetrate colorate, tutte costruite dopo il 1947. 

Nella cripta c'è la tomba di San Mungo, attrazione di tantissimi pellegrini. Viene raggiunta da un percorso a tappe. 


C'è una cupola al Vescovo Robert Wishart, che nel 1306 incoronò Robert The Bruce. Primo re scozzese e famoso cavaliere che intraprese molte battaglie contro il regno Inglese.

Il vescovo fu catturato a Cupar e imprigionato in Inghilterra. Salvato dalla morte per il suo rango. Rimpatriato nel 1314 prima della battaglia di Bannockburn, morì nel 1316. I suoi resti sono all'interno della tomba di St Mungo.

Per i cinefili, o serialisti, nella Cattedrale sono state girate alcune scene di Outlander.

Da cathedral Street passo St Vincent Street e fotografo qualche palazzo vittoriano. Intanto da un  Ristorante Vietnamese c'è una fila immensa. Palazzi adiacenti a complessi nuovi.

Da La belle Place prendo il parco per Kelvingrove museum. Parco è molto bello, con una fontana da vedere. Ci sono molti scoiattoli che scorrazzano.

Arrivo al museo all'ora di pranzo, quindi prima passo nel ristorante interno. Mangio un risotto al salmone mantecato al whisky e una Scottish beer. Buono.

Entro al museo. Ingresso gratis.

Ricordatevi che alle 13 suonano l'organo ( la Domenica alle 15)

Orari di apertura

Dal lunedì al giovedì e sabato: dalle 10:00 alle 17:00 Venerdì e domenica: dalle 11:00 alle 17:00

Inaugurato nel 1901, è uno dei musei più famosi gratis. della Scozia. Le collezioni di Kelvingrove sono estese, di ampio respiro e significative a livello internazionale. Includono storia naturale, armi e armature, arte di molti movimenti artistici e periodi storici.

All'interno si trova il capolavoro di Salvador Dalì "Cristo di San Giovanni della Croce".  C'è persino un aereo Spitfire appeso al soffitto della corte ovest.


Lascio il museo e passo sotto la ferrovia. Costeggiando il muro trovo dei graffiti stupendi. Muro pieno. Da vedere.

Attraverso il ponte e oltrepasso il Clayside Distillery. Gionziolo tra Ovo Hydro e il Sec, Exhibition Centre. Vado verso Clydeport, dove non stona il vecchio con il nuovo. Torno verso il centro per il Riverside.



Prima del Glasgow Bridge c'è un monumento alla Pasionaria. Dedicato ai 2100 Volontari del Regno Unito che andarono a combattere in Spagna contro il Franchismo. 

"Meglio morire in piedi che vivere per sempre in ginocchio" Dolores Ibarruri.

Giro x Buchanan Street che di sera è un bello spettacolo. Compro per la sera. Torno in albergo.


3° giorno

“Londra può avere più denaro e Vienna più cultura; Roma può avere più storia e Parigi più stile. Ma Glasgow ha il cuore più grande.” – Fuad Alakbarov

Parto da Croy. Essendo sabato, i treno sono quasi vuoti. La meta è Buchanan station , dietro Queen station, per prendere bus per Stirling. Mi fermo ad un supermercato che è nel tragitto. 

Flixbus per Stirling ( Per Perth) 7 sterline a/r. In 35 minuti sono a Stirling. Il bus ti lascia in un parcheggio. Per raggiungere il Castello 30 minuti a piedi, con ripida salita, o aspetti bus. 

Io a piedi.

Il castello di Stirling occupa un’importante posizione strategica, essendo situato tra le Lowlands e le Highlands scozzesi, e per questo motivo è stato descritto come una “spilla” che unisce le due metà della Scozia. Arroccato su uno spuntone di roccia vulcanica. Fu teatro di grandissimi scontri tra Inglesi e scozzesi, per le guerre d'indipendenza.

Biglietto d'ingresso 17.50 € online o 19.50 € interno al castello

Fu costruito , sembra , nel 1110. Dopo guerre e passaggi di mano, fu restaurato dai reggenti di Scozia come lo vediamo oggi dagli Stewart (dal 1490 al 1600).

Bella la King's Inner Hall (Stirling Heads), la stanza dove il re conferiva con ambasciatori e nobili.  Le Stirling Heads, furono commissionate da re Giacomo V intorno al 1540, per decorare il soffitto , tuttavia, è probabile che il re, non abbia mai visto il soffitto completato prima di morire a Falkland Palace nel 1542.

I medaglioni restarono qui fino al crollo del soffitto, avvenuto nel 1777, quando rimossero i medaglioni. Solo 38 dei 56 originali, sopravvissero, mentre gli altri andarono perduti. Oltre ad essere decorativi, gli Stirling Heads erano progettati per mostrare una serie di messaggi che re Giacomo V voleva trasmettere, tra cui il suo desiderio che la Scozia diventasse parte del centro della politica europea.

Spostando un carrello, con specchio. si possono vedere i vari medaglioni. Riproduzioni sono presenti anche nel museo.


Da vedere La Great hall.

Questa magnifica sala per banchetti, è la più grande del suo genere mai costruita in Scozia nel tardo Medioevo. E’ molto più grande della sala del Castello di Edimburgo e rappresenta il primo esempio di influenze rinascimentali nell'architettura reale del paese.


Nella cappella reale fu incoronata regina Maria di Scozia.

Interessante il Museo del Reggimento. Museo Argyll.

Il museo del reggimento degli Argyll and Sutherland Highlanders è dedicato al celebre reggimento omonimo scozzese. L’edificio è tuttora il quartier generale del reggimento, nonostante non sia più attivo da molto tempo.

Fondato alla fine del XVIII secolo, come una delle sei unità di fanteria di linea scozzesi, il reggimento degli Argyll si addestrò nel castello di Stirling, prima di passare alla storia per l’eroismo dimostrato nella guerra di Crimea, che valse loro il soprannome “Fighting Highlanders”.

Visitabile anche le cucine. Non dimenticarti di passeggiare nelle mura.

Ho mangiato ristorante interno ( panini e zuppe). 
Purtroppo il m io viaggio è terminato. 
Gironzolo nel paese visito la Holy Rude Church e il suo cimitero. Prende il nome dalla Santa Croce, una reliquia della Vera Croce su cui Gesù fu crocifisso. La chiesa fu fondata nel 1129 durante il regno di Davide I.


Nella collina di Abbey Craig , di fronte al castello, c'è il famoso monumento di William Wallace. Io ho desistito. 

Torno verso ParkandRide per prendere il mio Flixbus e tornare a Glasgow. 
Prendo la metro , la seconda più storica d'Europa. In pratica viaggia in circolo ed assomiglia ad un tubo. 

Arrivo a Partick per visitare il Riverside museum.Il museo ospita le favolose collezioni di tecnologia e trasporti della città, raccolte nel corso dei secoli e che riflettono l'importante ruolo che Glasgow ha svolto nel mondo attraverso il suo contributo alle industrie come ad esempio la costruzione navale e la produzione di treni. e ingegneria.

Il museo è stato progettato dall'architetto di fama internazionale, Dame Zaha Hadid. È stato inaugurato nel 2011 dopo una costruzione durata quattro anni, con oltre 3.000 oggetti provenienti dalle collezioni di fama mondiale della città esposti al suo interno.

All'interno ci sono moltissimi mezzi a grandezza naturale. Una ricostruzione di un quartiere e della metro che la attraversa. 

Se aggiungiamo che è gratis , è uno spettacolo da non perdere. I bambini possono anche salire su qualche mezzo ( treno, tram o autobus) per divertirsi. 
Il bello che oltre a potenti locomotive trovi anche una collezione di carrozzine e skateboard.

Divisi in due piani di pieno stupore.
Orari da Lunedì al sabato dalle 10 alle 17. La domenica dalle 11 alle 17.
E' quasi sera. Passeggio lungo il fiume per poi riprendere il treno che riporterà a Croy.

4° giorno

Fantasia, mito, leggenda, verità – tutto è intrecciato nella storia della Scozia.
(Laurence Overmire)

Oggi è il giorno della partenza. Ho ancora una mezza giornata. Da Croy raggiungo Glasgow, per l'ultima volta, e poi passeggiata fino al Museo del Popolo.

Attraverso il parco dove è rimasto ancora il ricordo di Glasgow 2014 (Giochi del Commonwealth)

Incrocio moltissimi runner.

C'è obelisco dedicato all'ammiraglio Nelson che giganteggia nel parco.

La domenica, come quasi tutti i musei a Glasgow, apre alle 11. La fontana di fronte è molto bella. La Doulton Fountain, donata alla città di Glasgow da Sir Henry Doulton fu spostata al Green nel 1890. Venne costruita in onore del regno della Regina vittoria.




Fuori dal museo comincia a raggrupparsi qualche turista.

Anche il museo del Popolo è gratis. Racconta Glasqow e la sua gente. Cultura, sentimenti e vita scozzese nel passare degli anni.

Da vedere.

Finito il giro. Torno al centro città per prendere Airlink che mi porterà all'Aeroporto.


La Scozia non delude.

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