Luglio 2025
Come scrisse il filosofo cinese Lao Tzu "Un viaggio di mille miglia comincia sempre con un primo passo.” Ed è assolutamente vero.
Il primo passo per il mio viaggio è stato organizzare il volo , nel periodo migliore in modo che non interferisse con il lavoro, con la scelta più consona e senza svenarsi. Trovo un volo da Roma per Tokyo con scalo ad Hong Kong di tre ore ( sia andata che ritorno). La compagnia aerea è la Cathay Pacific , che per me risulta la migliore , per viaggi intercontinentali, con cui mi sono imbarcato finora. Comfort voli , spazio maggiore tra un posto l'altro, cibo discreto e personale molto cordiale. Le posate erano d'acciaio e non di carta che si rompono appena addenti qualche cibo. Le telecamera sull'aereo per la visione esterna sono posizionate sia sopra che sotto l'aereo.
La seconda parte dell'organizzazione è scegliere l'itinerario e come muovermi. Le tappe saranno Tokyo per poi spostarmi ad Hiroshima, per poi raggiungere Kyoto ed infine Kanazawa, prima di tornare a Tokyo per imbarcarmi per il ritorno.
E' il giorno della partenza da Roma. Si parte puntuale alle 13.00. Volo tranquillo. Nell'aeroporto di Hong Kong mi gusto la colazione da un caffè di Gordon Ramsay.
Curioso nel terminal e leggio un libro.
Si parte per Tokyo. Aereo semivuoto. Il mangiare è buono. Dopo un volo di quattro ore e mezza arrivo nella Capitale giapponese.
Qualche problema con il Qr code scaricato nell'App Ufficiale Giapponese, che mi costringe a compilarlo in maniera cartacea. Non sono l'unico. Recupero il bagaglio e supero la parte della dichiarazione merci, stavolta il Qr Code è ok.
In origine Tokyo era un piccolo villaggio di pescatori il cui nome era Edo. Divenne un importante centro politico del Giappone quando lo shōgun Tokugawa Ieyasu fece della città il suo quartier generale nel 1603. Quando l'imperatore Meiji trasferì la sede imperiale nella città di Edo nel 1868 venne ribattezzata con il nome di Tokyo, il cui significato è "capitale orientale" perché più a est rispetto alla precedente capitale, la città di Kyōto.
Prendo dall'aeroporto il treno Skyliner , per raggiungere centro città, Unico con possibilità di pagare biglietto con Carta credito. La cultura giapponese dell'ordine e del rispetto lo si vede subito. Tutti in fila ad aspettare di entrare e tutti rispettando la fila e la carrozza.
Scendo a Nippori Station , qui devo ammettere che ho avuto qualche difficoltà a raccapezzarmi. Dopo qualche minuto a capire dove andare e come comprare biglietto riesco a raggiungere la Metro C, che mi porterà vicino al mio albergo Apa Hotel Ayase (Hotel). Doccia e sistemazione. E' sera nella capitale giapponese.
Esco per comprare qualcosa per la sera e per conoscere la città.
Vado verso Ueno Park. UNo dei cinque parchi pubblici più antichi del Giappone. Il parco aprì al pubblico nel 1873 con il nome di Ueno Onshi-Koen, che vuol dire Parco di Ueno, dono imperiale.
Nel parco è presente uno stagno ricoperto di fiore di loto, che sbocciano in estate. Nel paese il fiore è simbolo di purezza , di rinascita. Legato alla religione buddista.
Al centro dello stagno c'è il tempio Benten-do, dedicato a Benzaiten, dea buddista della salute e della ricchezza.
Di sera il parco è frequentato da turisti, runner e qualche alternativo.
Dal parco mi sposto verso Ameya Yokocho, che prima era conosciuta come Ame-Yoko , conosciuta come il centro delle caramelle di Tokyo e il centro smistamento delle merci lasciate dalle forze di occupazione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Oggi è pieno di luci , negozi con offerte, ristoranti , slot e negozi sia per il benessere che per giocare. La attraverso tutta. Spettacolare.Ormai tardi torno verso la metro , dove compro la Suica Welcome, carta di ricarica per viaggiare in metro. In una strada parallela ci sono donnine giapponesi con orecchio di coniglio, vendono stanze del piacere ( credo). Torno in albergo.
2° giorno
Egao wa ikiru enerugi
"Il sorriso è la forza della tua vita"
Proverbio giapponese
Si parte dall'albergo per raggiungere la Yotsugi Station. Si arriva con un percorso a piedi di 45 minuti, oppure cambiando qualche metro. La stazione è tutta incentrata sul fumetto di Capitan Tsubasa (Holly e Benji in Italia). Sono presenti anche opere d'arte e , in una teca, la maglietta di Iniesta, giocatore spagnolo, che ha giocato in una squadra giapponese alla fine della sua carriera.
Yotsugi è la città natale di Yoichi Takahashi, l'autore del fumetto per questo gli è stata dedicata la raffigurazione della sua opera più importante in tutta la stazione.
Salgo sulla metro e scendo ad Asakusa. Prima fotografo dal ponte lo Skytree. Percorro la strada che mi porterà verso il tempio Senso jj.
Uno dei templi più antichi e conosciuti del Giappone. Costruito nel 628 d.c è stato ricostruito più volte durante la sua vita. La leggenda narra che nel 628 d.c. dei pescatori trovarono la statua di Kannon nel fiume Sumida, il tempio fu costruito per custodirla. All'interno dell'area principale c'è ancora la situata della Dea.
La lanterna Rossa , all'interno della porta, ha un peso di 700 Kg.
Il posto è pieno di turisti. Si fatica a camminare. Superata la porta, prima di arrivare al tempio vero e proprio, c'è da attraversare un mercato pieno di chioschi. Simpatici. Vendono di tutto da cibo locale, a souvenir, ad arte e artigianato locale.
Io mi sono sbizzarrito a gustare qualche prelibatezza e non. Il Pan melon alla vaniglia, che non è un panino "costituito da melone", ha questo nome perché la sua forma ricorda il frutto. Molti attribuiscono diverse storie sulla sua nascita : ad un fornaio degli Anni Trenta a Kobe, all'ispirazione messicana il pane è simile alla concha o al fornaio dell'Imperial Hotel dell'Armenia. Il fine è sempre lo stesso è di mangialo e gustarlo. Ho provato anche il Mochi , dolce morbidissimo giapponese, con fragola sopra. Il dolce da solo non mi piace, con il frutto si può mangiare.
Dopo qualche fermata ai vari chioschi, arrivo al tempio. A destra c'è un ponticello con le carpe. E' comune trovare carpe koi (Nishikigoi) nei laghetti, spesso associate alla leggenda della carpa che risale le cascate per diventare drago, simboleggiando perseveranza, coraggio e buona fortuna. Queste carpe, con i loro colori vivaci, sono considerate un simbolo di forza e determinazione, qualità che i giapponesi desiderano per i propri figli.Di fianco alla porta si innalza una splendida pagoda a cinque piani alta ben 55 metri; quella che vediamo oggi è una copia di quella originale, ricostruita nel 1973.
In fondo al cortile si accede infine alla sala principale del
tempio, Kannon-do, il cuore dell’intero complesso. Questa sala, ricostruita nel 1958, contiene al suo interno il santuario principale completamente placcato in oro e che ospita l’immagine originale della dea Kannon. All'esterno della sala, invece, è posizionato un braciere per l’incenso sempre acceso: qui i fedeli si cospargono di fumo per purificarsi e per mantenersi in salute.
Nel complesso trova spazio anche un bellissimo giardino, arricchito da corsi d’acqua, canneti di bambù e siepi ben curate, il Giardino di Dembo-in, utilizzato come luogo di meditazione e di formazione per i monaci del santuario. Sempre in questa zona ci sono la sala Awashima-do, un piccolo edificio dedicato alla divinità protettrice delle donne, e la sala Yogoudo, un edificio che ospita al suo interno otto statue del Buddha.
All'esterno del tempio è molto bello e curato. Presenti statue e simboli religiosi. In una dei tanti distributori in giro per il Giappone, ottime quelle dell'acqua per il caldo umido che è pressante a qualsiasi ora, c'è ne una per la spremuta d'arancia nel giardino del tempio. Fresca , ma piena di ghiaccio. Bocciata.
In una stradina mi fermo a mangiare in un ristorante (Motsukushi) dove pasteggio con spiedini e birra.
Giro ancora per negozi e raggiungo la metro.
Scendo ad Abazajuban. Qui visito i templi Tokushoji e Daukoji. Sono vicinissimi, un quarto d'ora distanti uno dall'altro.
Gironzolo un po' per poi arrivare a piedi fino al Rappogi Mori Tower.
Il Rappogi è un centro commerciale e un centro uffici , dove all'ultimo piano si può apprezzare Tokyo dall'alto. Nel piazzale sottostante , prima dell'ingresso, c'è la copia del ragno del Guggenheim di Bilbao.
Dall'app Klook, che è specializzata alla vendita di biglietti, ho comprato la possibilità della visione della città dal 52° piano. Prezzo 7,20 Euro.
Bellissima. La vista è a 360° gradi. All'interno c'era anche una mostra (gratis) del fumettista Leiji Matsumoto , inventore del personaggio Capitan Harlock. Unico problema che la mostra è tutta scritta in giapponese.
Prima di scendere mi fermo al bar per gustarmi seduto una cake mocha e un mango juice davanti alla bellezza di Tokyo. Il mocha non mi piace come sapore. Nella torta era buona.
All'ingresso del centro commerciale c'è una piccola pasticceria, dove c'è molta fila, decido di fermarmi e comprare anche io qualcosa. Mai pentito.
Continuo la mia visita per negozi.
Sta diventando sera quindi decido di concludere la giornata.Prendo metro e raggiungo albergo.
3° giorno
"Bisogna imparare, se si vuole vedere la bellezza in Giappone, ad apprezzare una bellezza straordinariamente sobria e delicata"
(Mary Ritter) Storica statunitense.
Dall'App o sito Get Your Guide avevo prenotato una visita con sfondo Monte Fuji.
Prezzo €45
Prima tappa prevista è la visita al Grande Buddha a Kamakura all'interno del tempio Kotuku-in. La statua (chiamata anche Kamakura Daibutsu) alta ben 11.3 metri, il suo peso complessivo è di circa 120 tonnellate ed è stata costruita interamente in bronzo e rame; è anche la seconda statua di Buddha più grande dell’intero Giappone.La statua raffigura l’immagine del Buddha Amida (tra le più iconiche del Giappone) e la sua costruzione viene fatta risalire intorno al 1252, ma è stata persa qualunque informazione in merito a chi fu il suo scultore. In un primo momento la statua era posta all’interno della sala principale del tempio, ma a seguito di vari tifoni e terremoti, l’edificio venne più volte danneggiato e distrutto, finché, a partire dal 1500 circa, la statua venne spostata all’esterno, senza più coperture, e da allora è rimasta nella sua posizione attuale; nel corso dei decenni a seguire, comunque, non avendo più protezioni esterne la statua continuò ad essere danneggiata e riparata più volte.

All'interno del tempio , oltre alla statua, vi è un bel giardino zen che è stato creato nel 1923. Il giardino presenta un estetico ponte in pietra accanto a un piccolo stagno e offre ai visitatori una sensazione di serenità e tranquillità.
Da Kamakura ci spostiamo sul lago Ashi (o Ashinoko). Si è formato nella caldera creata durante l'eruzione del monte Hakone. E' possibile vedere il Monte Fuji, in giornata limpide. Oggi non era quella giornata.
Il Lago Ashi (Lake Ashi, o Ashi-no-ko) è stato una location presente nel film del 1989 Godzilla vs. Biollante.
Si sale su una nave pirata per un giro del lago. Carino.
Scesi si effettua una fermata al 7 eleven per poi partire per l'ultima tappa del tour. Oshino Hakkai.
Oshino Hakkai si trova nei pressi di Oshino, un piccolo villaggio fatto di pittoresche case dal tetto in paglia, mulini e botteghe di souvenir e prodotti alimentari tipici della zona. Un luogo dove regnano antiche tradizioni e semplicità, e nonostante il turismo di massa si vive ancora seguendo i ritmi dettati dalla natura.
Gli otto stagni che formano l’area di Oshino Hakkai sono diventati il fiore all’occhiello di questa area, e se per tanti anni sono stati venerati dai locali e da coloro che si cimentavano nella
scalata del Monte Fuji. Gli stagni sono alimentati dalla neve che si scioglie dal Monte Fuji e che filtra attraverso strati porosi di lava, con il risultato di un’acqua limpidissima ed estremamente pulita, tanto che nei pressi di uno degli otto stagni è possibile persino bere direttamente dalla sorgente. La leggenda narra che bere l'acqua della sorgente porta all'eterna giovinezza. Per questo, per bere dal rubinetto della sorgente, c'è una gran fila.
Nel villaggio si trovano anche vari ristoranti, bancarelle e botteghe che vendono oggetti artigianali e prodotti alimentari tipici della zona. Io ho gustato qualcosa di strano e tipico. Il Villaggio è Patrimonio dell'UNESCO.
Mentre mi aggiravo nel villaggio, in un tempo velocissimo, è cambiato il tempo. Diventa tutto nero e comincia a piovere forte. Dicono che è normale.
Il problema è raggiungere il pullman. Sono vestito estivo e non ho ombrelli, nessuno inoltre che le venda all'interno. Ad un certo punto decido comunque di affrontare il temporale.
Tutto zuppo arrivo al pullman.
Si riparte. In una specie di autogrill si possono effettuare foto sul Monte Fuji, il più famoso per la mia generazione e non. Sono tanti i cartoni animati che hanno come sfondo il luogo.
In un altro autogrill compro qualche maglietta per cambiarmi. In modo di non arrivare completamente bagnato in albergo.
Scendendo dal pullman mi avventuro anche in un negozio Uniqlo , famoso brand di abbigliamento giapponese. Torno in albergo.
4° giorno
"Kiku ha ittoki no haji kikanu ha isshou no haji"
Traduzione: Chiedere è vergogna di un momento, non chiedere è vergogna di una vita.
Proverbio Giapponese.
Per arrivare alla mia prima tappa di oggi devo cambiare tre volte la metro (la C, Jy e U). Si arriva ad Obaida. dove si può vedere lo Skyline della città di Tokyo. La metro per arrivare passa mediante il Rainbow Bridge.
La sua costruzione iniziò nel 1987 e si concluse nel 1993, quando il 27 agosto fu aperto al pubblico. È lungo 798 metri e la campata maggiore misura 580 metri, è largo 49 metri e la strada si trova a 52 metri dal livello del mare, anche se le torri raggiungono un'altezza di 126 metri.
Ad Obaida è presente la Copia della Statua della Libertà donata dai francesi per l'anniversario anno della Francia in Giappone, legame commerciale, nel 1998 - 1999. Statua che era nelle rive della Senna. Giro intorno e vado verso il ponte. Alcuni turisti e runner mi fanno compagnia. C'è qualche giapponese che si avventura nelle acque dell'oceano, sempre con il loro ombrellino per ripararsi dal sole. Per tornare a Tokyo decido di percorrere il Rainbow Bridge. Lo Skyline è meraviglioso. L'apertura del ponte è dalle 9 alle 21 da aprile ad ottobre. Ultimo ingresso 20.30. In inverno dalle 10.00 alle 18. E' gratis.
Tornato a Tokyo salgo sulla Metro u per raggiungere l'Orologio Shiodome. Nel moderno quartiere si può ammirare un enorme e strabiliante
orologio meccanico, progettato da Hayao Miyazaki, grandissimo regista e fumettista giapponese, per conto della Nippon Television. Inaugurata nel 2006 dopo sei anni di lavori ininterrotti, la scultura dell’orologio ricorda molto da vicino il mondo de “Il Castello errante di Howl”, che usciva nelle sale proprio nel periodo in cui il maestro progettava questo orologio.Quest’opera si trova ai piedi della sede nella Nippon Television Tower e si anima, a orari prestabiliti, per 4 volte nel corso della giornata (5 volte nei weekend). Molto caratteristico e molto giapponese.
Prendo la Metro E ed arrivo ad Yoyogi per andare a visitare il Santuario Meiji. Immerso nel verde. Stupendo.
La temperatura è sempre asfissiante ed umida, sul ponte Rainbow almeno qualche folata di vento arrivava.
E’ il santuario shintoista più grande di Tokyo, molto popolare e frequentato dalla popolazione giapponese. Dedicato all'imperatore Meiji, che ha contribuito a rendere il Giappone una nazione moderna.
L’ingresso principale è presieduto da un enorme Torii in legno di cipresso giapponese, veramente mastodontico.

La foresta che circonda il santuario è composto da 100000 alberi , donati da vari volontari. I pellegrini che si recano in visita al complesso scrivono le loro preghiere e gli auspici su foglietti di carta che poi legano al muro delle preghiere oppure le riportano su tavolette di legno chiamate ema, appendendole a un pannello situato di fronte a un grande albero di canfora. Molti seguono i
l rituale, che prevede di fare due inchini e di battere due volte le mani, inchinandovi di nuovo dopo aver lasciato la vostra moneta. All'interno si possono trovare una serie di botti in legno di sake, tutte colorate e oramai vuote, che sono state donate al santuario da vari produttori giapponesi. Dal lato apposto, invece, si possono osservare una seri edi botti di vino, donate anche loro dai vari produttori francesi (su ogni botte e indicato il nome del donatore) in senso di amicizia tra le due nazioni. Le botti vuoti vengono donate alla Dea
Kami, insieme al sakè. Questo prodotto ha un ruolo importante nello Shinto, è considerato il modo per connettere le persone con Kami. Mentre il sakè è chiamato nihonshu dai giapponesi, nei santuari è chiamato miki o omiki, scritto con caratteri cinesi che significano "kami" o "alcool". L'omiki viene offerto quotidianamente ai kami e distribuito ai fedeli dopo i rituali e le feste che si tengono nel santuario. L'accostamento vino e sakè è simbolo della cultura Meiji. Sotto l'impulso dell'imperatore , la combinazione delle influenze straniere con le tradizioni giapponesi fu un aspetto chiave di questo periodo.
All'interno ci sono dei guardiani che negano la possibilità di scattare foto. Nel piazzale ci sono due alberi di canfora "Meoto Kusu"o "Husband e Wife" , che furono piantati nel 1920 in occasione dell'inaugurazione del Meiji Jingu. La leggenda narra che questi due alberi fossero sposati tra loro, da qui il legame simbolico che li unisce.
Benedetti dalle divinità residenti, gli alberi, sono cresciuti alti e imponenti nel corso degli anni, diventando il simbolo di un matrimonio felice e di un rapporto armonioso per la famiglia. Non c'è da stupirsi che il santuario sia un luogo molto popolare per i matrimoni shintoisti durante tutto l'anno.
Mangiato nel ristorante all'interno del Santuario.
Si va verso Plaza Harajuku.
Nel giardino all'ultimo piano del centro commerciale vedi tutto l'incrocio. Ci sono bar prima di uscire sulla terrazza. Seguo per Takeshita Street. Famosa per la moda alternativa , per cui trovare i capi più strani e curiosi Dal Punk al gothic passando per lo stile lolita e fluon, Possiamo trovare oltre ai negozi di abbigliamento anche negozi di giocattoli , negozi con cui giocare con animali veri (maiali, cani , capibara). A fianco della strada c'è Marion Crepes . dove si può mangiare un'ottima crepes tra le tante che propone.
A fianco si trova il Santuario di Togo, veramente un'oasi di pace in contrasto con il rumore a pochi passi.
Attraverso le strade intorno dove sono presenti moltissimi negozi di seconda mano. In piazza , al City Shop, prendo un Mocha Float ( bocciato).
Arrivo finalmente alla famosissima Shibuya Crossing dove tutti, e ripeto tutti, fotografano e si selfano. Un'incrocio pedonale, noto per il suo "scramble" (mischia), dove i pedoni attraversano da tutte le direzioni contemporaneamente.
La sua forma attuale prese forma nel 1932, quando venne inaugurata la linea Toyoko, presso la stazione della metro. Con l'aggiunta di atlre stazioni metro e il numero sempre maggiori di persone verso Tokyo, il quartiere si espanse esponenzialmente.
Nella piazza è presente la statua del cane Hachiko. Il cane è esistito veramente , dal 1923 al 1935, e la storia narra che il cane si recasse ogni pomeriggio alla stazione di Shibuya per aspettare il ritorno del suo padrone dal lavoro, per poi tornare a casa e attenderlo nuovamente alla stazione tutti i giorni alle ore 15.00 in punto. Purtroppo nel 1925 il professore morì per un infarto, ma il cane continuò ad andare alla stazione ogni giorno, invano, per attenderne l’arrivo per dieci lunghi anni. Dopo i lunghi anni di attesa, quando fu il momento anche per Hachiko di andarsene, scelse di morire proprio vicino a dove aveva tanto sperato di rivedere il suo amico.
La notizia fu inserita in tutte le prime pagine dei giornali e venne istituito un giorno di lutto nazionale in suo onore. Ogni anno l’8 Aprile viene organizzata una cerimonia per ricordare il suo estremo gesto di fedeltà nei confronti del padrone.
Per una foto con Hachiko c'è da fare una fila immensa.
Raggiungo Shinjuku , dove all'ottavo piano dell'Hotel Gracery è installata , a grandezza naturale, la testa di Godzilla.
In un ristorante di fronte al "mostro Giapponese" decido di mangiare.
Rimango stupito del video del gatto presso l'incrocio a Shinjuku, da vedere. Fuori dai locali ci sono delle donne vestite da manga , con dei cartelli dove sono presenti dei valori in Yen. Da quello che ho capito si fanno pagare per farti compagnia.
Ormai sera inoltrata torno in albergo.
5° giorno
Hito no furi mite waga furi naose.
Guarda gli errori degli altri e correggi i tuoi.
Proverbio Giapponese.
Salgo sulla Metro C e scendo a Yushima. Prima tappa Santuario di Kanda. Costruito nel 730 , 1300 anni fa circa, ha aumentato la sua popolarità durante il periodo Edo. Essendo vicino ad Akihabara è molto frequentato dagli amanti delle anime e dagli uomini d'affari, quest'ultimi chiedono prosperità alle 7 divinità della fortuna.
A maggio negli anni dispari si tiene la grande festa Kanda Matsuri, una delle tre più importanti di tutto il Giappone.
A 500 metri c'è il famoso Origami museum. Tutto gratis. Su due piani puoi ammirare tantissimi Origami, alcuni inviati da appassionati.
Origami significa letteralmente "piegare la carta". È una forma d'arte molto amata in Giappone da secoli. Le sue origini sono profondamente radicate nella tradizione, con la pratica che risale al periodo Edo. Inizialmente, l'origami era riservato alle cerimonie religiose e alle occasioni formali, e ogni piega portava con sé un profondo simbolismo.
Finalmente arrivo al famoso quartiere Akihabara. Per gli appassionati di anime, manga, elettronica e gadget tecnologici più disparati. Il quartiere è diventato uno dei quartieri di riferimento per divertimenti e shopping, specie a tema nerd.
Negosi che vendono souvenir , come sfondo manga ed anime, molti caffè. Palazzi hanno tutti dei cartelloni a tema del quartiere. Da vedere assolutamente.
Dal quartiere prendo treno per Haneda dove c'è il mio volo che mi porterà da Tokyo ad Hiroshima.
Ricordata per essere stata la prima città obiettivo di un attacco nucleare della storia, avvenuto per opera degli Stati Uniti d'America sul finire della seconda guerra mondiale, il 6 agosto 1945.
Dall'aeroporto di Hiroshima compro biglietto del Limousine Bus che mi porterà in centro. Prezzo 1500 Yen ( circa 9 euro).
IL viaggio dura circa 45 minuti. Albergo dove pernotterò sarà Hotel S Plus (Hotel), abbastanza centrale.
Check-in veloce e facile. Mi doccio e mi preparo ad uscire.
Vicino albergo c'è il Tempio Shirakami-sha, tempio shintoista.
Mi allungo e vado al mercato al chiuso della città : Hondori, che letteralmente significa "Viale principale".
La via dello shopping si estende per circa 577 metri da est a ovest. Il lato est della strada è adiacente al quartiere commerciale di Hiroshima Kanazakai, mentre il lato ovest è adiacente al Parco del Memoriale della Pace.
Nel periodo Edo (1603-1867), l'attuale Hondori faceva parte della Nishikoku Kaido (Strada Sanyo) che attraversava l'area sotto il Castello di Hiroshima.
C'è una vasta gamma di negozi, da quelli storici che sono in attività da oltre 100 anni ai più recenti negozi di portata nazionale, tra cui ristoranti, merchandising, moda, accessori, medicinali, abbigliamento, articoli di prima necessità, cancelleria.
Mangio in uno dei tanti ristoranti. Hiroshima è famoso per le ostriche, che vengono preparate in tutti i modi.
Cammino ed arrivo fino al Memoriale della Pace. Arrivo al A-Bomb Dome che nel 1996 è stato registrato dal governo Giapponese per il World Heritage come testimone storico dell'orrore del primo uso della bomba atomica. La cupola della Bomba atomica, ex centro promozione industriale della città, è stato costruita nel 1915.
Il 6 agosto del 1945 è stato colpito dalla bomba. Morirono tutti quelli all'interno del palazzo. Una parte del muro non crollò. I suoi resti per questo sono diventati il testimone di ogni orrore delle armi nucleare.
Dovrebbe far pensare ogni individuo di questa Terra.
Sera tardi torno in albergo.
6° giorno
Nasake ni hamukau yaiba nashi.
Nessuna spada può opporsi alla gentilezza.
Famoso proverbio giapponese.
Colazione in albergo. Esco per andare al Museo della pace. Rispetto all'orario, presente alla prenotazione, sono in anticipo quindi visito il parco intorno.
E' presente lo stagno con il cenotafio. E' stato progettato da Kenzō Tange, uno dei più toccanti e significativi monumenti commemorativi di Hiroshima.
Questo monumento è stato creato per onorare le vittime del bombardamento atomico su Hiroshima nel 1945 e simboleggia la memoria delle persone che hanno perso la vita a causa dell’esplosione nucleare.
Entro nel museo. Suggestivo. Prendo anche l'audio guida dove è presente anche la lingua italiana.
Orari di apertura:
Mar-Lug: 7:30-19:00
Ago: 7:30-20:00
(5 e 6 agosto sino alle 21:00)
Set-Nov: 7:30-19:00
Dic-Feb: 7:30-18:00
La visita offre un’opportunità unica di imparare e comprendere gli orrori dell’attacco nucleare e il suo impatto sulla città e sulle persone. Il museo
presenta esposizioni interattive e testimonianze che raccontano la storia dell’attacco e delle sue conseguenze. Gli oggetti personali delle vittime esposti nel museo fanno riflettere sulle vite che sono state tragicamente perse e ricordano al mondo l’importanza di impegnarsi per la pace e il disarmo nucleare.
Dentro il museo si può anche trovare una replica di un modello della città di Hiroshima prima dell’attacco, che offre una visione d’insieme della città
e del suo tragico destino. La storia, le foto e i documenti esposti nel museo sono toccanti e fanno riflettere profondamente sui terribili effetti delle armi nucleari sulle vite umane.
Il video all'ingresso sullo sgancio della bomba è veramente toccante.
Molte sono le foto delle persone dopo l'attacco del 6 agosto. La loro storia , la loro vita , se sopravvissuti, e la loro morte per le cause della bomba.
Vicino al museo è presente il muro dei ricordi, dedicato a tutte le vittime della bomba atomica.
Dal museo si va verso il Castello. C'è una parte di strada che si può percorrere sotterraneo con negozi ed aria condizionata, visto il caldo asfissiante non è male.
Il castello è gratis. Nel palazzo si devono togliere le scarpe. O usi le ciabatte che ti offrono nello shoebox o calzini/piedi nudi.
Costruito nel XVI secolo, il castello di Hiroshima è stato un importante centro di potere e un simbolo di autorità per secoli.
Originariamente noto come “castello di Rijo”, il castello fu costruito dal potente signore feudale Mori Terumoto nel 1589. Fu progettato per difendersi da eventuali attacchi e per rappresentare il potere e la grandezza di Mori. Tuttavia, nel corso dei secoli, il castello subì diverse distruzioni a causa di guerre e disastri naturali.
L’edificio attuale del castello di Hiroshima è una ricostruzione che risale al 1958 dopo la
devastazione causata dall'attacco atomico del 1945. All'interno del castello c'è il Tempio Gokoku. Questo ampio e bellissimo santuario shintoista fu originariamente costruito nel 1869 in un posto diverso, ma come il resto di Hiroshima è stato distrutto dalla bomba atomica nel 1945. Il santuario è stato ricostruito all'interno del parco del Castello di Hiroshima nel 1956 e dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Ospita numerose cerimonie religiose e altri eventi.
Percorrendo il parco arrivo alla Torre. 5 piani di scale , dove ad ogni piano è presente la storia della città. Spiega la vita e la casa dei Samurai , con ricostruzioni architettoniche.
La vista su Hiroshima è da vedere. Pensando anche alla sua rinascita dopo la sua devastazione.
Il biglietto costa 370 Yen.
A piedi raggiungo Shukkei-en Garden. Un giardino meraviglioso. Ex giardino privato del signore feudatario Nagaakira Asano, Shukkeien venne donato alla città di Hiroshima e aperto al pubblico nel 1940.
Il nome Sheikkeien tradotto letteralmente significa “scenario rimpicciolito” proprio perché il giardino è in realtà una riproduzione in miniatura del famoso
lago cinese Xihu, rinomato proprio per la sua bellezza.
Il paesaggio del giardino è molto variegato e ricco; passeggiando sui numerosi sentieri, tutti collegati fra loro, percorrete piccole colline e laghetti , sarete circondati da una grande varietà di piante e fiori che regalano spettacoli diversi.
Bella e suggestiva l'attraversamento della parte delle piane di bambù.
Ingresso 350 Yen. Orario dalle 9 alle 18.
Dopo aver mangiato. Torno al memoriale dove decido di prendere il battello veloce per l'Isola di Miyajima.
L’isola è un luogo sacro fin dai tempi antichi, si pensa che tutto abbia avuto inizio quando un pescatore costruì un primo santuario shintoista sull’isola. Da allora per mantenere la purezza del luogo non sono state permesse nascite, morti, sepolture. Addirittura gli alberi della foresta non potevano essere usati per far legna. In teoria ancora oggi queste regole sono rispettate. Purtroppo in teoria perché le regole dl turismo e del commercio a volte hanno la meglio.
A difenderla ci sono le 2000 persone che vivono sull’isola e che continuano a mantenere vivo il contatto con la tradizione, la natura e le divinità che abitano a Itsukushima ( il vero nome dell'isola e nome del santuario).
Sceso percorro la strada che mi porterà al santuario. Mentre cammino guardo i negozi presenti e accarezzo i cervi presenti ad ogni angolo di strada.
Fondato nel 593 d.C. è dedicato alle tre figlie di Susanoo, la divinità della tempesta. Successivamente con l’arrivo del buddismo in Giappone un’altra divinità ha preso dimora presso il santuario: Benten, una delle 7 divinità della Fortuna. Questo ha resto Itsukushima importante per
entrambe le religioni dominanti in Giappone.
Arrivando a Miyajima si ha come l’impressione che il santuario fluttui sul mare. L’illusione è data dall'aver costruito gli edifici sopra a delle palafitte collegati con delle passerelle. Questa particolarità, che ancora oggi vediamo, risale al 1168 per volontà di un signore della guerra, Taira no Kiyomori, che credeva che le suo vittorie in battaglia fossero merito delle divinità di Itsukushima.
L'isola , con le sue dovute ragioni, è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
L'ingresso per il santuario è di 300 yen.
Percorro le vie diverse per il ritorno. Il battello mi riporta al Memoriale della Pace. Vado a vedere la Campana della Pace, simbolo contro tutte le armi nucleari e che i popoli vivano in pace. La campana può essere suonata dalla 9 alle 17 , ma forse sono un po' tolleranti perché alle
18.15 è arrivato l'addetto a smontarla. Dai ponti si comincia a intravedere un bellissimo tramonto.
Aspetto fino a che il sole "va a dormire" per poi andare a mangiare.
Si torna in albergo raggianti e stanchi per la giornata trascorsa.
7° giorno
I no naka no kawazu taikai o shirazu
La rana dentro il pozzo non conosce l’oceano.
Proverbio giapponese
Prima tappa il Wall Painting- Il muro dipinto di Hiroshima. Sulle pareti esterne del Family Court (tribunale della famiglia, dei minori). Rappresentano scene di storia giapponese.
Bella, da inserire nel tour.
Dal tribunale si va verso il Tempio Mitaki-dera. C'è un treno che dalla stazione ti porta alla fermata (Mitaki).
Il monaco Kukai, fondatore della setta Shingon, stabilitasi sul monte Koya, decise di fondarvi un tempio nell' 809, decretando che il sito fosse sacro e che lo spirito del bodhisattva vi si sarebbe manifestato. Questo tempio figura come la tredicesima meta di pellegrinaggio di trentatrè luoghi di culto dedicati a Kannon e come uno dei più importanti della prefettura.
Per accedervi bisogna effettuare una ripida salita. In affanno si arriva al tempio, ma secondo me ne vale assolutamente la pena.
Il tempio prende il nome dalle tre cascate che si trovano al suo interno.
La pagoda vermiglia a due piani situata vicino all'ingresso fu trasferita da Wakayama nel 1951 per fungere da memoriale alle vittime del bombardamento atomico. Inoltre, l'acqua delle tre cascate viene donata ogni anno dai partecipanti alla Cerimonia di commemorazione della pace di Hiroshima.
Nel tempio ho imparato il culto di Jizo, che in giapponese si potrebbe tradurre con "Gioiello della Terra" o "Ventre della Terra".
E' credenza popolare che la divinità sia protettrice dei defunti e dei neonati prematuri o malformi e oggetto di aborti.a statua di Jizo viene spesso adornata con parti di vestito rossi.
Nell’antico Giappone il rosso era visto come un colore che proteggeva dalle malattie e dal male e lo allontanava.
Ci sono anche numerosi racconti popolari dove alcune persone lavorano a maglia piccoli berretti o bavaglini per i Jizo perché sembrano freddi e poi ricevono una sorta di ricompensa da queste statue di Jizo che prendono vita.
Da Mitaki arrivo alla stazione di Hiroshima, dove prendo un Shinkansen (treno proiettile) che mi porterà a Kyoto in un'ora e mezza. Nei negozi prima del binario compro un bento ( vassoio giapponese ) con cibo per il pranzo da mangiare sul treno.
Prendo la metro K e T per arrivare nel mio albergo.
Rinfrescato parto per conoscere la città. Passo sotto un grande torii vicino al museum of art, supero un mercato dell'antiquariato all'aperto e raggiungo il Santuario Heian Jingu.
Costruito nel 1895, il santuario è una ricostruzione in scala ridotta dell’originale Palazzo Heian, che fu la residenza dell’imperatore Kammu durante il periodo Heian (794-1185).
ll’interno del recinto del santuario si trovano anche i giardini del Giappone Orientale e del Giappone Occidentale. I giardini sono stati progettati per rappresentare i paesaggi dell’antico Giappone durante il periodo Heian.
Da vedere.
Continuo a camminare per raggiungere il Tempio Nenzenji.
Fondato nel XIV secolo, il tempio è dedicato alla dea Kannon e fa parte della scuola buddista Rinzai.
Il complesso del tempio è noto per la sua bella architettura e per gli splendidi giardini paesaggistici circostanti. È composto da diversi edifici, tra cui la sala principale del tempio, una sala di preghiera, un padiglione di tè e un museo. La sala principale del tempio, chiamata Kannon Hall, è un’appassionante struttura in legno con un tetto di paglia.
Da un padiglione si può salire e vedere il tempio ed uno scorcio della città.
Sono quasi le 17, quindi ora di chiusura. Non riesco a vedere i dipinti ,all'interno del padiglione, quindi decido di vederlo il giorno dopo.
Parto per il più iconico dei Santuari : il Fushimi Inari. Famoso per i tanti torii al suo interno.
Torii color rosso intenso, che sovrastano tutti i sentieri che circondano il Monte Inari , collegano le strutture principali del santuario a quelle più piccole e secondarie.
Ogni singolo torii è frutto di una donazione, e su ognuno di essi è scritto il nome del donatore e la data di donazione (ovviamente quasi tutti i nomi incisi sono in kanji giapponesi, ma osservando bene se ne potranno trovare anche alcuni con nomi europei). Solitamente i prezzi di un torii partono da 400.000 yen per quelli piccoli fino ad arrivare a 1.000.000 di yen per i più grandi.
Il santuario è dedicato ad Inari, la divinità del buon raccolto e degli affari.
Il sentiero di torii inizia subito dietro l’edificio principale del santuario, ed è composto da una prima serie di torii molto ravvicinati, quasi attaccati gli uni con gli altri, posti su due file separate e chiamate Senbon Torii (letteralmente “migliaia di porte torii”). Man mano che si prosegue fino ad arrivare al punto più alto del sentiero (a 233 metri di altezza), il Kamisha Sinseki, il numero di torii diventa sempre meno denso, fino a ridursi parecchio.
Si fatica a camminare causa i tanti turisti, alcuni anche maleducati che devono effettuare 3000 scatti per una foto perfetta.
Eliminato questo inconveniente, il santuario ha il suo grandissimo fascino.I
La storia del Santuario Fushimi Inari ha origini molto antiche, fu costruito ancora prima che Kyoto divenne la capitale del Giappone nel 794. Nel 942 fu elevato al rango più alto per i santuari shinto. Tra il 1467 ed il 1468, durante la ribellione Onin, il santuario è stato quasi completamente distrutto in un incendio. A partire dal 1500 i sacrari, gli edifici ed i cancelli sono stati ricostruiti e nel 1909 il santuario è stato designato come Tesoro Nazionale.
La leggenda narra che un uomo molto importante e ricco, di nome Hatano Irogu, stava facendo tiro con l’arco utilizzando come bersaglio dei mochi bianchi. Ad un certo punto, uno dei mochi mutò forma trasformandosi in una gru bianca e volò via. Hatano Irogu la seguì fino a che la grù non si posò su una risaia mutando nuovamente forma in una pianta di riso. Da quel momento tutti i campi nei dintorni diedero ottimi raccolti; quest’evento fece decidere ad Hatano di edificare in quel luogo un santuario in onore del kami del riso, l’attuale santuario Fushimi Inari.
Esco per andare nella strada pieno di negozi prima del Santuario. All'interno del Fushiminari Village mangio un ottimo Ramen.
Prendo una metro e vado verso Sanjo, via dello shopping.
Dopo tutta la strada torno verso l'albergo.
L'albergo Kyoto Travelers Inn (Hotel).
Finisce questa giornata.
8° giorno
I giapponesi vedono l’autoaffermazione come immorale e il sacrificio di sé è la strada sensata da intraprendere nella vita.
(Akira Kurosawa)
Kyoto è la città spirituale del Giappone. Pregno di templi e santuari, tutti bellissimi e da vedere. Inizio il mio viaggio Ginkakuji. Il Ginkakuji, noto anche come il Tempio del Pavone d’Argento, è uno dei tesori culturali e storici più importanti di Kyoto. Costruito nel 1482 dallo shogun Ashikaga Yoshimasa, il Ginkakuji è stato originariamente concepito come una villa di campagna per lo shogun, ma in seguito è stato trasformato in un tempio buddista. Una delle caratteristiche più distintive del Ginkakuji è la sua “Via di Sabbia Bianca”, un sentiero che attraversa i giardini del tempio e simboleggia la
purezza e la spiritualità. Lungo questa via, i visitatori possono ammirare diverse installazioni di sabbia che vengono riallineate ogni giorno dai monaci del tempio. Un punto saliente lungo la Via di Sabbia Bianca è un grande cono di sabbia chiamato “Kogetsudai”, che rappresenta la montagna sacra di Fuji. Bellissimo il laghetto che si trova dopo il viale della sabbia. Il Tempio è un luogo di grande importanza culturale e anche se l’intenzione originale era quella di ricoprire il tempio con una patina d’argento, come nel caso del Pavone d’Oro , le difficoltà economiche alla fine impedirono l’argento, lasciando il tempio nella sua forma grezza di legno scuro, che tuttavia contribuisce al suo fascino unico.
Ingresso del tempio è di 500 Yen.
Prima di tornare al Tempio di Nanzenjj, mi fermo sulla strada al Santuario di Okazaki, Il santuario dei Conigli. Pieno di staue dell'animale. E' diventato una destinazione popolare per coloro che cercano benedizioni per la fertilità e il parto sicuro.
Un momento cruciale della sua storia si ebbe nel 1178, quando il santuario ricevette il favore imperiale in seguito al successo della nascita di un'imperatrice. Questo evento segnò l'inizio dell'associazione del santuario con il parto e la fertilità,
Torno al tempio Nanzenjj per vedere le porte scorrevoli della scuola di Kano ( scuola pittorica del 1100 fondata dallo stesso Kano).
Il loro lavoro era principalmente per shogun ed imperatori. Gli artisti della scuola Kanō lavorarono prevalentemente per grandi decorazioni degli interni dei castelli, sulle porte scorrevoli (fusuma), sui paraventi (byōbu) e sulle pergamene; i soggetti più comuni erano i paesaggi, spesso come sfondo per animali, draghi, uccelli, alberi o fiori.
Le decorazioni volevano esprimere la grandezza, l'importanza e la potenza delle famiglie nobili.
Per entrare nel padiglione bisogna toglersi le scarpe e metterle all'interno di una busta , che va portata con sé. In caso ci sono le slippers o ciabatte per camminare sul parquet.
Il biglietto d' ingrasso è 600 yen.
Vado verso Choinin.
Per entrare nel tempio per la visita ci sono due ingressi ( o uscite) una abbastanza facile , con qualche gradino, l'altra con una scala molto ripida.
Il Chion-In ( letteralmente "Tempio della Sapienza e dalla Compassione") è uno storico tempio buddhista.
Dal 1523 capofila nazionale del Jodo-Shu , una branca della Scuola del Buddhismo della Terra Pura, l’esteso complesso templare occupa il fianco di una collina, immerso in un piacevole ambiente naturale.
La fondazione del tempio risale al soggiorno di Honen, monaco che ebbe un ruolo determinante nella diffusione del Buddhismo presso le classi popolari giapponesi. Questi visse nell’area dove oggi sorge il Chion-In all’interno di una modesta capanna.
Ventidue anni dopo la morte di Honen, nel 1234 Genchi, suo discepolo, fondò il Chion-In in memoria del suo maestro e quale centro di disseminazione dei suoi insegnamenti. Da allora il tempio è sempre stato molto popolare.Mentre sono in visita è presente una liturgia buddista. Emozionante.
All'interno del complesso è presente una campana con un'altezza di 3,3 metri e un diametro di 2,7. Viene suonata solo durante le cerimonie commemorative per Honen ( che si tiene ad Aprile) e alla vigilia di Capodanno, con 108 rintocchi.
Percorro il viale che mi porterà ad un momento di completo relax. Il Parco Maruyama. Uno dei parchi più conosciuti e amati di Kyoto, perché offre una fuga tranquilla dal trambusto della città e un luogo ideale per godersi la bellezza della natura.
Risalente al 1886, il Parco Maruyama si estende su una superficie di oltre 86.000 metri quadrati. E' presente un’enorme quercia di 800 anni chiamata “Quercia di Gion”, che si erge imponente nel centro del parco.
Questa quercia è considerata un simbolo di saggezza e longevità ed è fonte di ammirazione per molti.
Famoso per il festival delle lanterne che si svolge a luglio e per la fioritura dei ciliegi.
Superato il Santuario di Yasaka dove alcuni tengono un concerto con musica prettamente orientale.
Vado verso il Nishiki Market. Conosciuto anche come “la cucina di Kyoto”, questo mercato coperto offre una vasta selezione di negozi, bancarelle e ristoranti che vendono una varietà di
prodotti alimentari freschi e tradizionali. Ci sono anche numerosi ristoranti dove si può gustare la cucina locale direttamente al mercato.
Oltre al cibo, il Mercato Nishiki offre anche una varietà di altri prodotti, come stoviglie tradizionali giapponesi, articoli da regalo, utensili da cucina e utensili per il tè.
Il mercato ha una storia di diversi secoli e molti negozi sono stati gestiti dalle stesse famiglie per generazioni. Tutto è iniziato come un distretto all’ingrosso del pesce, con il primo negozio aperto intorno al 1310. Una più grande varietà di negozi si trasferì in seguito, e l’area passò da un mercato
all’ingrosso a uno al dettaglio. Mangio al Naindaimon, mangio carne Wangyu ( buonissima) con un fornello dove griglio io la carne. Meraviglioso e da provare.
Gironzolo ancora per il mercato per poi tornare alla spiritualità della giornata. Quindi punto a visitare il Sanjunsangen-do.
Sbaglio e visito il Toyokuni, pensando di essere al tempio corretto. Esco Costruito nel 1164, è conosciuto
anche come “Rokuharamitsu-ji” e ospita una delle più grandi collezioni di immagini di Buddha in Giappone.
Il tempio di Sanjūsangen-dō è famoso per la sua imponente sala principale, che si estende per 120 metri ed è sostenuta da colonne di legno massiccio. All’interno della sala si trovano 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia, che circondano la statua principale di Kannon, alta circa 3,3 metri. Non è possibile effettuare foto.
Suggestivo. Ingresso costa 600 Yen.
Ora punto all'ultimo tempio della giornata. Conclude il giorno spirituale. Il Kiyomizu dera.
Fondato intorno al 798 e viene associato alla setta Hosso. Rimase tale fino al 1965 quando l’affiliazione passo (o si trasformò) alla setta Kita Hosso. La struttura attuale del tempio, però, risale al 1633, quando il Tokugawa Iemitsu ne decise la restaurazione. Oggi l’intero tempio è patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Sorge sulle acque della cascata Otowa da cui prende il nome. Infatti Kiyomizu-dera significa letteralmente “Tempio dell’acqua pura”.
La terrazza e la struttura principale del tempio sono state costruite in legno e senza l’utilizzo di neanche un chiodo. La terrazza è molto scenica ed è uno dei punti che più saltano all’occhio dei turisti in quanto si appoggia su una grande struttura di travi in legno, alte circa 13 metri che poggiano sulla collina sottostante.
Da Lontano è presente un'altra sala dove è possibile vedere la sala principale ed effettuare foto. Nel ritorno all'ingresso principale si può fermare in una fontanella dove esce l'acqua pura.
Nessuno vieta di bere dalle fonti, ma questo può essere visto come avarizia da parte degli dei, che quindi potrebbero non portarvi nessuna delle tre fortune (o forse peggio…).
Scendo e vado verso la storia della città: Le due stradine Ninenzaka e Sannenzaka, simbolo della vecchia Kyoto e di tempi ormai lontani. Qui si passeggia respirando atmosfere nostalgiche e romantiche. Sono presenti locande, sale da tè, ristorantini.
Suggestivo e da vedere. La sera , però, ha un'effetto notte e old photo che è meraviglioso.
In fondo alla strada c'è la famosa pagoda Sannenzaka Slope. La pagoda in legno più alta del Giappone custodita nel Tōji, uno dei templi più antichi della città.
Il Toji fu costruito nell’anno 796, poco dopo che Kyoto (all’epoca chiamata Heian-kyō) era diventata la nuova capitale del Giappone.
Insieme al tempio gemello Sai-ji, doveva proteggere la città dai demoni e dalle influenze negative. Ma solo il Toji è arrivato fino a noi, ed è diventato nel tempo un punto di riferimento non solo architettonico, ma anche spirituale.
Nel IX secolo fu affidato a Kūkai, il monaco che introdusse in Giappone il buddhismo Shingon. E fu proprio lui a trasformare questo luogo in un centro di insegnamento esoterico, con rituali, sculture e simboli che ancora oggi parlano.
Alta 55 metri. Ogni piano rappresenta uno dei cinque elementi del buddhismo esoterico: terra, acqua, fuoco, vento e vuoto
Il cervello mette a fuoco che sei in un posto magico e particolare. E' tutto entusiasmante. Quando il sole è oramai sceso torno in albergo, concludendo una giornata veramente perfetta.
9° giorno
jinsei wa fuuzen no tomoshibi
La vita è una candela davanti al vento.
Proverbio giapponese
Si va verso la foresta la Foresta di Bambù di Arashyama. Il suono del fruscio dei bambù all’interno di questa foresta è stato nominato come uno dei “100 paesaggi sonori del Giappone” dal Ministero dell’Ambiente giapponese.Preferibile o all'alba o dopo il tramonto per evitare code immense di turisti.
E' un luogo unico e suggestivo.
La foresta si estende per 16 mq, alcuni bambù possono raggiungere 50 metri d'altezza,
La scena del combattimento del Film "LA Tigre e il dragone" è stata ambientata proprio nella foresta.
Per arrivarci ho dovuto prendere la metro T e poi la Metro A ( che poi è un tram). 1 h circa il viaggio.
Perdersi nell'altezza dei bambù è qualcosa di particolarmente fantastico.
All'interno della foresta c'è il tempio Tenryuji, Patrimonio dell'UNESCO.
Bellissimo giardino e bellissima vista del tempio sulla Foresta. Il Tempio è uno dei più antichi e più importanti di Kyoto. Uno dei punti salienti è il suo giardino zen, che offre una vista mozzafiato sulla natura circostante. La tecnica dell'armonia del giardino con paesaggio circostante si chiama skhakkei.
Si estende per oltre 20.000 metri quadrati e rappresenta una rappresentazione ideale del giardino giapponese, con un laghetto ornato da alberi e arbusti. il Tempio Tenryuji ha anche una bellissima sala principale del Buddha, le cui pareti sono ornate da dipinti a tema
buddhista. Il Tempio ha subito diverse vicissitudini durante la sua storia, tra cui un grande incendio nel XVIII secolo che distrusse gran parte del complesso. Tuttavia, grazie all’attenzione e al lavoro dei monaci e dei fedeli, il tempio è stato restaurato
e oggi è un’importante testimonianza della cultura giapponese. Bellissimo.
Esco e vado verso l'Otagi temple. Passo attraverso la strada turistica piena di negozi, ma il lunedì molti sono chiusi, il Toriimoto Preserve street.
Arrivo al Tempio.
Vale assolutamente la pena di visitarlo per le oltre 1200 statue uniche e bizzarre, scolpite dai fedeli.
Le statue sono conosciute con il nome di “rakan” e raffigurano i discepoli del Buddha storico. La particolarità non è solo nelle espressioni simpatiche ma soprattutto nel fatto che ogni statua sia diversa dalle altre e non ve ne sono
due identiche ( così ho letto ed io infatti non ne ho trovate). Le origini del tempio Otagi risalgono al 770, quando venne costruito per ordine dell’imperatrice Shotoku ma in un’altra zona della città, sulle rive del fiume Kamo. Un’inondazione del fiume spazzò via il tempio che venne ricostruito. Ma le disgrazie del tempio non finirono qui: guerre, terremoti e tifoni distrussero gran parte delle strutture costringendo il tempio a trasferirsi diverse volte fino ad arrivare alla posizione odierna. A
partire dal 1955 le sorti del tempio cominciarono a migliorare, grazie all'intervento dello scultore e monaco Kocho Nishimura che con l’aiuto degli abitanti riuscì a restaurare il tempio e riportarlo all'antica gloria. Fu proprio il monaco che ebbe l’idea di far scolpire ad abitanti e visitatori del tempio, esperti o principianti, le varie statue, realizzate sotto la sua guida e con il suo aiuto tra il 1981 e il 1991. Il risultato è una serie di sculture “kawaii” che presentano varie espressioni buffe.
Salendo lungo il perimetro del tempio, si incontrano le Sambo-no-Kane, o "Campane dei tre tesori" I visitatori sono incoraggiati a suonare queste campane, che rappresentano il Buddha, il Dharma e il Sangha, per ottenere buona fortuna.
Un'altra caratteristica degna di nota è il Fureai Kannon, una statua unica progettata per essere toccata. Questa figura compassionevole è stata creata pensando ai visitatori ipovedenti, che possono così sperimentare la statua attraverso il tatto.
Esco dal tempio e raggiungo la JR lines per andare a Nara.
A Nara, vista l'ora di pranzo, mangio. Un ristorantino prima di arrivare al parco.
Un antico poeta giapponese la definì “un fiore profumato in piena fioritura”. L’antica prefettura di Yamato, oggi prefettura di Nara, è una delle culle della civiltà giapponese.
La città è una delle più antiche del Giappone; ne è stata capitale dal 719 al 794 e nel 998 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall'UNESCO. Con i suoi templi e i quartieri tradizionali è un concentrato di arte e cultura giapponese.
La prima cosa che viene a visitare è il Parco. Il Parco di Nara (koen in giapponese significa parco), è un’enorme riserva naturale che si estende dalla parte bassa di Nara e Naramachi fino ai piedi delle
colline. La sua caratteristica più interessante è l’alto numero di cervi che lo popolano e che frequentemente si avvicinano ai passanti per essere nutriti.
Son o quasi 1200 con l'ultimo censimento. Si avvicinano se hai qualcosa da dargli. Ricevuto una volta il cibo, continuano a seguirti per averne altro.
Dopo aver ricevuto il cibo sembra che s'inchinano con la testa per ringraziarti.
Un posto stupendo.
Attraverso il parco. M'immergo nei tanto cervi che mi attraversano la strada. Attraverso il parco per arrivare al Santuario Kasugataisha.
Uno dei più antichi e importanti santuari shintoisti del paese. Fondato nel 768 d.C., il Santuario Kasuga Taisha è dedicato alla dea Kasuga, patrona del clan Fujiwara, una delle famiglie più potenti del Giappone antico.
Una delle particolarità del Santuario Kasuga Taisha sono le migliaia di lanterne di pietra che circondano i sentieri all'interno del complesso. Sono oltre 3.000 le lanterne che si trovano all'interno del santuario, e molte di esse sono coperte da muschi verdi che conferiscono un’atmosfera magica.
Al suo interno si trovano esposte numerose opere d’arte, tra cui antichi manufatti in bronzo, dipinti e oggetti di culto, che danno un’idea della ricca storia e del patrimonio culturale del
santuario. Questi tesori raccontano la storia del santuario e del clan Fujiwara, offrendo ai visitatori un’opportunità unica di immergersi nel passato glorioso del Giappone.
Il costo del biglietto è 700 Yen.
Torno indietro per raggiungere il Tempio più famoso di Nara. Il Todajj.
Il tempio è stato distrutto e ricostruito più volte nel corso dei secoli ed in origine era molto più ampio di quello attuale. Era circondato da mura e munito di quattro porte. Oggi, la sala principale (chiamata Daibutsuden) è considerata la più grande struttura in legno del mondo. Al suo interno è presente una delle statue di Buddha più grandi del Giappone, costruita in bronzo e alta ben 15 metri (anche questa è stata ricostruita più volte nel corso degli anni). Leggermente indietro, ai suoi lati, si posso ammirare le statue giganti di 2 Bodhisattva.
Il Todai-ji fu costruito nel 752 dall’imperatore Shomu. In quell’anno Nara era la capitale del Giappone, ed il tempio aveva lo scopo di arginare una serie di avversità che avevano colpito l’impero. Divenne quindi il più grande ed importante centro buddhista della provincia tanto che, nel 784, la
capitale giapponese fu spostata da Nara a Nagaoka proprio per ridurre l’influenza che il tempio aveva nei confronti del governo.
Si narra anche che per costruire la statua del Grande Buddha furono utilizzate tutte le riserve di metallo a disposizione nel paese.
All'interno del tempio è anche presente il Museo storico dell'antica Nara dalla Convenzione del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco.
Il costo biglietto per la sala è di 800 yen, combinato al Museo 1200.
Esco e mi fermo a vedere qualche negozio. Faccio slalom con i turisti. Compro qualche souvenir. Torno in stazione dove prendo il treno per Kyoto.
10° giorno
Molti giapponesi non vanno mai veramente in pensione: continuano a fare ciò che amano finché la loro salute lo consente.
(Hector Garcia) Scrittore
Oggi è il giorno del viaggio a Kanazawa. Pri
ma mi godo ultimi scorci di Kyoto. Visito il Gyoen Parco Nazionale, dove è presente il Palazzo imperiale.
Occupa un’area molto vasta che venne aperta al pubblico solo nel 1949. Prima di questa data il parco era il giardino privato di imperatori e aristocratici, che usavano trascorrere il loro tempo libero qui prima che la capitale venisse spostata a Tokyo.
Da qui prendo la metro per la stazione dove prendo il primo dei due treni che mi porterà a Kanazawa.
Nel centro commerciale della stazione compro dei dolci e , per curiosità, anche il tramezzino con le fragole. Dolcissimo.
Kanazawa significa letteralmente "palude d'oro". L'ideogramma giapponese per "oro" nel nome della città forse era già il segno di un destino di splendore. Leggenda vuole che un contadino di nome Imohori Togoro avesse scoperto della polvere d'oro in una palude della zona.
Dalla stazione raggiungo a piedi il mio albergo ( 15 minuti). Hotel. Doccia e poi si esce. Dietro l'albergo c'è la mia prima tappa : Ishikawa Park o Parco del Castello. Ingresso gratuito.
il Castello di Kanazawa è una parte essenziale della storia della città. Molte parti caratteristiche del castello, inclusa la torre originale, furono distrutti in due grandi incendi nel corso della lunga storia del castello, e molte sono state ricostruite. Due delle parti più antiche sono la porta Ishikawa-mon, che fu ricostruita nel 1788, e Sanjikken Nagaya che fu
ricostruita nel 1858. Entrambe sono state designate beni culturali importanti. Al tempo di Maeda, il Castello di Kanazawa era circondato da fossati e fungeva da fortezza con appigli per armi da fuoco sulla cinta esterna per proteggerlo dai nemici.
Il Giardino Kenroku en purtroppo al mio arrivo è chiuso. Mi allieto con la vista del più piccolo Gyokusen Garden, che è gratuito.
Ingresso dalle 7:00 - 18:00 (dalle 8:00 - 17:00 dal 16 ottobre al fine di febbraio).
Esco dal castello e percorro le strade di Kanazawa, per arrivare alle due strade antiche della città : Higashiyama e Kazuemachi. Le strade delle geishe.
Nella cultura giapponese le case di geisha furono tradizionalmente luoghi di feste ed intrattenimento. Chiamate anche "chaya", erano i luoghi dove le geisha intrattenevano ricchi nobili e
mercanti facoltosi. Le geisha sono intrattenitrici che danzano e suonano strumenti tradizionali giapponesi.
Il centro di Kanazawa era punteggiato di case di geisha, ma nel 1820 esse furono traslocate in tre quartieri specifici lontano dal centro della città. Il più famoso - è il quartiere di Higashi Chaya. Le case di geisha nel quartiere di Higashi Chaya hanno un aspetto sorprendente. Una casa di geisha è caratterizzata dalle listarelle di legno
all'esterno del piano terra dell'edificio, chiamate "kimusuko", e dalle sale per gli ospiti in stile giapponese situate al primo piano. Nel periodo Edo, la costruzione di edifici a due piani era proibita, ad eccezione delle case di geisha, e questo le rendeva ancora più notevoli.
Il quartiere è stato chiamato Kazuemachi dal nome della residenza di Tomita Kazue nel periodo Edo. Il quartiere compare spesso anche nelle opere del famoso scrittore Kyoka Izumi.
Situato lungo il fiume Asanogawa, questo bellissimo quartiere ospita ryokan e case da tè tradizionali.
Bellissimo viaggio nella storia e nell'atmosfera antica giapponese.
Vado verso Omicho Market. Nel Kanazawa M'za ci sono moltissimi ristoranti e negozi di dolci. Mi faccio affascinare da una simpatica e cordiale signora di un ristorante, dove mangio benissimo.
Tornando in albergo passo nel santuario di Oyama , dove c'è un bel giardino e un bel vedere del castello illuminato.
Chiudo la serata.
11° giorno
Egao wa kokoro no akusesari Kyo wa dono egao.
Il tuo sorriso è l’accessorio del tuo cuore. Che tipo di sorriso indosserai oggi?
Proverbio giapponese
Dopo aver chiesto di lasciare il bagaglio in Hotel, mi avventuro per Kanazawa alla ricerca del Museo Samurai Nomura. Casa storica e importante attrazione della città.
I Nomura erano una ricca famiglia di samurai fino a metà del XIX secolo. Con l’inizio del periodo Meiji, il sistema feudale smise di esistere, e la famiglia si ritrovò costretta a vendere quasi tutte le loro proprietà; altre non vennero più curate e caddero così in rovina.
La fine del Nomura Samurai House
fu migliore, fu acquistata da un ricco uomo d’affari, che ridisegnò il salone ed aggiunse una sala da tè al secondo piano della villa; a seguire l’intera struttura divenne di proprietà della città di Kanazawa, fu restaurata ed aperta al pubblico. Da vedere un'armatura Samurai originale. Il giardino, come in tutto il Giappone, è curato. Nel laghetto ci sono le Carpe Kai.
Biglietto 550 Yen. Ingresso 8:30 - 17:30 (16.30 di ottobre a marzo)
Punto al giardino Kenroku-en. Uno dei tre giardini più famosi di tutto il Giappone.Il nome Kenrouken significa "avere sei caratteristiche", ovvero gli attributi che esprimono la sorprendente bellezza del giardino: spaziosità, tranquillità, gusto per l'artificio, richiami all'antichità, fonti d'acqua e scorci magnifici. La famiglia Maeda, che ha governato a Kanazawa nel periodo feudale, ha mantenuto il giardino di generazione in generazione. Una delle principali attrazioni del Giardino Kenrokuen è il
grande lago artificiale chiamato Kasumigaike, al centro del quale si trova l'isoletta Horai. Il lago e l'isoletta furono costruiti per simboleggiare lunga vita e prosperità eterna per i signori Maeda.
Fu aperto al pubblico nel 1874.
La fontana d'acqua ad alimentazione naturale sotto lo stagno raggiunge i 3,5 metri d'altezza.
Sono presenti tantissimi alberi , una casa restaurata e delle statue.
Tutto assolutamente da vedere.
Ingresso 320 Yen.
Dal giardino torno verso l'albergo per poi raggiungere la stazione. Il viaggio è quasi finito. Gironzolo e mangio presso i negozi sotto la stazione di Kanazawa.
Raggiungo Tokyo per poi arrivare all'aeroporto. Piccolo incidente alla stazione di Tokyo, ho dimenticato di ricaricare la Ic Card e non avevo più Yen nel portafoglio. Nella stazione ti chiedono pagamento in contanti, per fortuna l'impiegato è stato gentile che mi ha portato in un'altro ufficio dove era possibile pagare con la Card.
Lascio il Giappone con l'amaro in bocca per la sua fine ma con la consapevolezza di un viaggio stupendo. Forse non ho visto tutto , per questo sicuramente dovrò inserire nei prossimi anni un ritorno.
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