mercoledì 8 aprile 2026

VIAGGIO ISLANDA : REYKJAVIK E DINTORNI

 Marzo 2026

Baia di Reykjavik

Si parte da Roma con la compagnia Icelandair per la capitale islandese. Il viaggio dopo l'isola comprenderà una visita agli Stati Uniti (Washington). 

Volo con qualche turbolenza sulle Alpi e alle vicinanze dell'Islanda. Volo durato 5 ore. 

In Islanda regolare l'orologio ( si è un'ora indietro). Per arrivare a Reykjavik dall'aeroporto ci sono solo le ruote ( o Bus o Auto). Non esistono treni. Prendo il bus che costa 28 euro ( solo andata) , che ti porta al terminal bus, o 36,5 € , al cambio odierno, che ti porta direttamente in Hotel. Per quest'ultima ipotesi basta scendere al terminal e seguire il colore del biglietto che ti hanno consegnato al momento del pagamento. 

Reykjavik

Arrivo all'Hotel Cabin (Hotel). Doccia e si parte.

E' sera. Quindi esco e mi organizzo anche per la cena. Arrivo alla piazza antistante a via Laugardalur, la via dello shopping dell'isola. 

Giro un po' per poi camminare adiacente la baia. Sensazione bellissima. 

Si trova  monumento a Sun Voyager.

Il modello  è stato progettato dal famoso artista islandese Jon Gunnar Arnason, che morì nel 1989 prima dell'inaugurazione. Nel 1990, durante la cerimonia dedicata al 200 ° anniversario della fondazione di Reykjavik, Sun Voyager fu installata sull'argine principale della città, e da allora questo luogo è un simbolo della capitale.

Sun Voyager


Il design ricorda una nave vichinga. In lunghezza raggiunge i 4 m, e in altezza - 3 m. Il lavoro è fatto di acciaio inossidabile: in tempo sereno, i raggi del sole luccicano, come in uno specchio.

E' presente anche una statua che ricorda la partnership tra Usa e Islanda, eretta nel 1991.

Percorro ancora la baia , con la vista delle lontane montagne nevose, per poi dedicarmi al supermercato. Rientro in albergo.

2°giorno

Se non ti piace il tempo islandese adesso, aspetta cinque minuti: probabilmente peggiorerà.

Proverbio isdlandese.

Dopo aver fatto colazione, parto per la visita della città. Reykjavík, il cui nome significa "baia dei fumi" per vapori geotermici della  zona, fu fondata da Ingólfur Arnarsonun capo vichingo norvegese, intorno all'870-874 d.C.

La giornata è ventosa e fredda. Camminando sulla baia arrivano schizzi dall'oceano. Raggiungo l'Harpa. L'edificio  offre una delle migliori strutture per concerti e conferenze dell'Europa settentrionale e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, sia per la sua architettura sia come sala concerti e centro congressi.

Ingolfur Arnason

Attraverso la strada ed entro nella strada che mi porterà verso il centro. In un parco c'è la foto del fondatore della città. Ingolfur Arnarson dello scultore Einar Jonsson. Secondo il libro degli insediamenti , lui e il suo equipaggio furono i primi coloni permanenti dell'Isola. 

"Quando Ingolfur vide l'Islanda dichiarò che si sarebbe stabilito nel luogo in cui il raggio sarebbe giunto a terra". 

Scendo attraverso il parco e raggiungo il lago Tjornin di fronte alla Galleria Nazionale. 



Sebbene categoricamente un lago, il corpo idrico è comunemente chiamato stagno a causa della sua profondità estremamente ridotta. Per quanto riguarda il titolo? Il nome Tjörnin deriva dall'antico

Lago Tjornin

norreno 'tjörn', un antenato del 'tarn' dell'inglese settentrionale, che significa "lago di montagna".

Fa molto freddo , ma i cigni ormai si siano abituati. Fotografo tutto. Case tipiche sullo sfondo. Cattedrale nelle vicinanze. 

Percorro strada centrale per arrivare nella cattedrale, molto spartana. L’architetto Guðjón Samúelsson,  progettò Landakotskirkja negli anni ‘20.


Cattedrale Cristo Re
 La costruzione fu completata nel 1929, in gran parte finanziata da organizzazioni cattoliche europee.  L’elevazione della chiesa al rango di basilica nel 1968 ne consolidò ulteriormente l’importanza.

Gironzolo per il centro. Entro in qualche negozio di souvenir. 

Arrivo al porto per puntare alla Chiesa di Hallgrimur e la Rainbow street.   Skolavordustigur è una strada pedonale colorata dove alla sommità c'è la famosa chiesa Hallgrimskirkja.

Rainbow Street

La parte arcobaleno su Skolavordustigur è nata come installazione temporanea per il Pride di Reykjavik, creata per mettere in evidenza il sostegno della città alla comunità LGBTQ+ in Islanda. La sua popolarità crebbe rapidamente e il tratto dipinto divenne un punto di riferimento ben noto per i locali e i visitatori.

Il progetto fu poi reso permanente, trasformando questa breve parte della strada in un simbolo di inclusività. 

La strada è piena di negozi: Caffè , souvenir e abbigliamento tipico. 



Hallgrimskirkja
Raggiungo la famosa chiesa, l'edificio più imponente di tutta la città. La visita al suo interno è gratis. 

Nel suo interno la chiesa di Hallgrimur (Hallgrimskirkja) è caratterizzata da un'architettura sobria ed essenziale. Ha un organo ,  con 5275 canne . di una magnificenza unica. 

Per costruire la chiesa ci sono voluti 20 anni ed è dedicata al pastore luterano Hallgrimur Petersson, autore di un celebre libro di salmi islandesi. 
Le tre campane del campanile sono dedicate a lui, moglie e figlia, morte in tenera età. 

Si può salire fino alla sommità pagando 1500 corone islandesi, un'ascensore ti porta fino all'ultimo piano. La bellezza della città è stupenda.  

Torno verso la via dello shopping.

Mi godo qualche negozio e qualche caffè. 

Freddo e qualche pioggerellina mi costringono a tornare in albergo. 

Esco la sera per un giro lungo la baia. Luce notturna e monti nevosi mi fanno da compagnia. 




3° giorno

Enginn verður óbarinn biskup significa “Nessuno diventa vescovo senza essere colpito”. 

Proverbio islandese

Prima di partire per un'escursione ( presa su Getyourguide) raggiungo di nuovo la baia. Posto incantevole che apre e chiude la mia giornata. 

Raggiungo il terminal dove c'è il bus che ci porterà in tre posti "particolari" dell'Islanda. 

Prima tappa il parco Thingvellir. 

IL pesaggio in bus durante il viaggio è da mozzare il fiato. Panorami stupendi. 

Thingvellir, che significa pianure dell’assemblea, è anche il sito storico più importante per la cultura islandese.
Parco Thingvellir


Nell’anno 930 i vichinghi vi fondarono l’Alþingi, il più antico parlamento del mondo, che ha continuato a svolgere il suo ruolo fino al 1798. Ogni decisione importante che riguardasse l’Islanda veniva discussa in questa pianura, si approvavano nuove leggi e proprio qui si decise di adottare il cristianesimo come religione nazionale. Sempre all’interno del parco venne proclamata l’indipendenza dell’Islanda il 17 giugno 1944.


Parco Thingvellir

Dal punto di vista geologico invece Thingvellir è famoso per la faglia di Silfra, cioè la spaccatura tra le placche continentali eurasiatica e americana.

Si cammina in strade ghiacciate e innevate. Bellissimo. 

Si possono vedere paesaggi ,magnifici , con laghi ghiacciati visti da ponti che l'attraversano. 


Geysir
Seconda tappa Geysir. 
Il primo geyser mai scoperto in Europa è stato il Grande Geysir in Islanda.Si ritiene che il Grande Geysir sia stato attivo per dieci millenni, con le prime menzioni di esso trovate alla fine del XIII secolo.

Insieme a Old Faithful nel Parco Nazionale di Yellowstone in America, Geysir è il geyser più famoso del mondo.




Geysir
Adiacente a Geysir si trova il geyser di Strokkur, il più attivo della zona. La temperatura delle sorgenti termali è compresa tra 80 e 100 gradi C, ma può raggiungere i 240 gradi C sotto la superficie. Questa sorgente calda erutta ogni 5-10 minuti giorno e notte lanciando acqua riscaldata da 20 a 30 metri in aria. 

Ed è uno spettacolo meraviglioso dal vivo. 

Nel sito c'è un ristorante, un caffè e un negozio di souvenir. 

Dove l'Islanda risulta cara come prezzi, qui è molto più accentuato. Un panino con salmone e una birra 22 €. 

Dopo aver mangiato e ristorato si parte per la terza tappa: le cascate di Gullfoss.
Gullfoss

La cascata Gullfoss si trova nel canyon del fiume Hvítá e si compone di due cascate che si affacciano su una stretta gola. La prima cascata ha un’altezza di 11 metri, mentre la seconda è alta 21 metri. L’acqua che scorre attraverso la cascata proviene dal ghiacciaio Langjökull, situato nelle vicinanze. La cascata Gullfoss è stata scoperta nel 1907 da una donna islandese di nome Sigríður Tómasdóttir.

La Tómasdóttir, seconda di 13 figli,  si innamorò immediatamente della cascata e decise di lottare per proteggerla dall’industria idroelettrica che voleva sfruttare la potenza dell’acqua per produrre energia. Si impegnò , insieme a suo padre, in una controversia legale, dove purtroppo perse. Si narra che la Sigríður minacciò di gettarsi nella cascata. Sebbene perse , la loro lotta attirò attenzione e ammirazione in tutta l'isola. LA donna è ricordata per la sua battaglia e per essere stata la prima ambientalista islandese. Morì nel 1957 a 87 anni, nel sito della cascata è presente un monumento in suo ricordo. 

Oggi la cascata Gullfoss è una delle principali attrazioni turistiche dell’Islanda e un simbolo della lotta dei cittadini per la protezione
dell’ambiente naturale del paese.

Camminare sia dalla parte superiore e inferiore ti porta a vedere una parte islandese stupenda. Una parte dell'acqua delle rocce è ghiacciata , rendendo ancora più surreale e straordinaria la cascata. 

Finita l'escursione si torna verso albergo. 

Niente da eccepire , l'Islanda è un posto meraviglioso.



4° giorno

Il problema del guidare in Islanda è che ogni cinque maledetti minuti ti trovi di fronte a un nuovo spettacolo naturale che ti toglie il fiato, arricchisce l’anima e afferma il valore vitale della tua esistenza. È totalmente estenuante.

Stephen Markley critico e giornalista statunitense.

Arrivato il momento di lasciare l'Islanda con malincuore. Parto verso aeroporto per raggiungere gli Stati Uniti.

Grazie Islanda









domenica 1 marzo 2026

VIAGGIO DI DUE GIORNI A BELGRADO, SERBIA

 GENNAIO/FEBBRAIO 2026


Parto da Roma con Air Serbia per Belgrado, capitale della Serbia. Il vettore è l'unico , partendo da Roma, che decolla la mattina. 

A Roma tutto ok. All'arrivo a Belgrado un piccolo disguido perché distratto seguo alcuni passeggeri del volo in un'uscita errata. Avevano un trasferimento con un altro aereo, mentre io dovevo uscire. Il problema che se entri nell'hangar hai l'unica opzione di prendere l'aereo, non puoi uscire. Ho chiesto ad un banco informazione dove, dopo molte domande, forse per pietà, una ragazza mi ha aperto con badge la porta per raggiungere il controllo passaporti. 




Controllo carta d'identità Ok. All'uscita dell'aeroporto prendo il Bus A1, che mi porterà in centro città. Il pagamento del biglietto, 400 dinari ( 3,40 € al cambio attuale) avviene direttamente sul bus. Non ho visto Pos per carta. 

Arrivo al capolinea a Piazza Slavija dove , vista l'ora, mangio qualcosa per poi raggiungere albergo per posare lo zaino. 

Albergo non è molto lontano dal centro Palace Hotel (Hotel). Mi rinfresco qualche minuto e poi parto per la visita della città. Primo step è la Cattedrale. 

La cattedrale di San Michele Arcangelo  non è solo un luogo di preghiera, ma anche un simbolo per la città, avendo assistito alla sua trasformazione nel corso dei secoli. 

L'attuale struttura fu costruita tra il 1837 e il 1840, sul sito di una chiesa più antica che era stata distrutta e ricostruita più volte a causa di guerre e conflitti.

La costruzione della nuova cattedrale fu iniziata dal Principe Miloš Obrenović, che riconobbe la necessità di un grande luogo di culto per la città. La cattedrale fu consacrata nel 1845.

La cattedrale presenta una fusione di stili Barocco e Neoclassico. La sua elegante facciata è adornata con dettagli intricati, mentre l'interno ospita una splendida collezione di icone e affreschi dipinti dal rinomato artista serbo Dimitrije Avramović.

Cammino per Kralja Petra. Arrivo alla famosa strada principale, completamente pedonale della città. E' ancora addobbata a Natale, anche se siamo a fine gennaio. Ci sono moltissimi negozi dove le persone comprano e mangiano, a seconda delle necessità. 

La attraverso tutta, per poi tornare indietro da strade parallele. 

Arrivo al famosissimo Tempio di San Sava. Una chiesa ortodossa in stile serbo-bizantino (o neobizantino), dedicata a San Sava, arcivescovo e figura di grande importanza  per la fede e la cultura serba, nonché figlio del potente sovrano serbo Stefan Nemanja. Luogo di pellegrinaggio degli ortodossi del mondo. 

Il Tempio di San Sava sorge nel luogo in cui i turchi ottomani, nel XVI secolo, in seguito ad una rivolta, diedero fuoco ai resti delle reliquie di San Sava. 

I lavori cominciarono nel 1935 e poi vennero interrotti durante gli anni del secondo conflitto mondiale. Ripresero quindi nel 1985 e furono portati a compimento nel 2004, anno in cui la chiesa venne ufficialmente aperta ai fedeli.

San Sava è considerato il padre della Chiesa ortodossa serba e uno dei fondatori della nazione serba. La sua opera ha avuto un’influenza profonda sulla storia e la cultura della Serbia. 


Sava è stato un importante promotore dell’istruzione e della cultura. Fondò numerose scuole e monasteri, dove si diffusero la lingua e la letteratura serbe. Sava è anche considerato il padre della lingua letteraria serba.  Il suo giorno di festa, il 14 gennaio, è una delle festività più importanti del paese.

Il tempio è bellissimo. Le parti in travertino sono scolpite con decorazioni floreali, mentre nel registro inferiore, i marmi policromi danno forma a motivi geometrici.

La cupola centrale (diametro interno di 30,5 metri) èdecorata con la figura del Cristo Pantocratore. Un fregio in marmo bianco istoriato decora l’abside centrale.



 Sopra di esso si aprono 5 finestrelle ad arco.

Il presbiterio è sormontato da una volta a botte affrescata e decorata con una iconostasi in muratura rivestita da icone pittoriche.

Il mosaico, che occupa una superficie di 15.000 metri quadri venne disegnato da Nikolai Mukhin, componente dell’Accademia delle Belle Arti Russa, e vide impegnati circa 70 maestri mosaicisti che lavorarono 6 anni.

Si scende verso la Cripta, un'altra maestosità. Meravigliosa. Lo spazio è scandito da un serie di colonne e, anche qui, tutte le pareti sono decorate con affreschi e mosaici.



Nella cripta sono custoditi il tesoro di San Sava e la tomba del despota Stefan Lazar Hrebeljanović, che viene venerato come santo dalla Chiesa ortodossa.

Bella anche la cappella esterna. 
Chiude alle ore 20.00.

Gironzolo intorno. Ammiro lo spettacolo d'acqua della fontana a Piazza Slavija. Strade parallele per tornare in albergo e chiudere la giornata. 



2° giorno


Srbi vekovima žive u slobodi. Menjaju se samo oslobodioci.

I Serbi hanno vissuto in libertà per secoli. Solo i liberatori cambiano.

Radomir Jovanović , Scrittore serbo

Fortezza
Dopo una colazione abbondante in albergo, mi avventuro per la città. Punto alla Fortezza. 

Contesa nel corso dei secoli dai bizantini, dagli ungheresi e dai re serbi, per secoli fu il terreno di battaglia tra i due grandi imperi, quello ottomano e quello austroungarico.
La turbolenta storia della fortificazione lasciò delle tracce sulla sua architettura, visibili nelle antiche mura romane, nei bastioni serbi e nelle fortificazioni turche ed austriache.

Nella Città Alta spiccano i bastioni costruiti sulle fondamenta del precedente castrum romano, la Porta del Despota con la Torre Dizdare e la Porta Zindan, che all’epoca dei turchi ospitò le prigioni, mentre l’attenzione dei visitatori non può che essere attirata dal maestoso mausoleo di Damad Ali Pasha, uno dei rari esempi di architettura islamica a Belgrado; un’altra attrazione imperdibile della Città Alta è la Torre dell’Orologio, alta più di 27 metri, caratterizzata da accentuati elementi in stile barocco.


Entro nel parco che circonda la Fortezza. Vista fiume. 

Si vede il Monumento de Reconnaisance a la France. Fu formalmente inaugurato l'11 novembre 1930, il 12° anniversario della fine della prima guerra mondiale , nel presenza del re Alessandro e della regina Maria, del governo reale, della delegazione del governo francese.Fu dichiarato monumento culturale nel 1965 e monumento culturale di grande importanza nel 1983.

Monumento de Reconnaisance
C'è il Museo militare dopo essere aver salito qualche scalino. Passo sotto la Sahat Tower, attraverso la Baroque Gate. 
Vedo il maestoso Viktor Monument. Eretto nel 1928 , celebra la vittoria della Serbia durante le guerre balcaniche e la prima guerra mondiale.

Passo affianco la Defterdar Gate e la Fontana di Mehmed Solokovic. Un pezzo di storia ottomana ancora in piedi. Costruita intorno al 1576 per volontà del Gran Visir Mehmed Paša Sokolović, questa fontana è l’unica sopravvissuta delle molte che un tempo abbellivano la città. 

Nella chiesa sottostante c'era una Messa. 


Viktor Monument

Scendo dalla Fortezza e vado verso la Città. Attraverso il quartiere Skadarlija e il mercato nelle vicinanze. Arrivo nel quartiere bohemo e ammiro i palazzi.

Le origini di Skadarlija risalgono ai primi dell’Ottocento. Gitani, serbi e turchi si incontravano nelle bettole e nei locali a basso costo per consumare alcolici e concludere le serate, il più delle volte, fra risse e scaramucce.
Intorno alla metà dell’Ottocento, Skadarlija aveva già cambiato i propri connotati: alle serate 
Quartiere Bohemo (boemo)

caotiche e rissose si erano sostituiti incontri artistici e confronti fra uomini di musica e cultura. Le vecchie e malfamate taverne lasciavano lentamente il posto a locali sempre più simili ai caffè letterari dell’Europa centrale.

Arrivo a Piazza della Repubblica, dove è presente il Museo Nazionale Serbo. Visto il freddo decido di dedicarmi alla cultura. 
Ogni prima domenica del mese è gratis.

Attraverso la suddivisione in dieci gruppi tematici, al primo piano è messo in mostra il periodo che va dalla prima metà del medioevo fino alla Prima rivolta SerbaLa parte più speciale è quella in cui è esposto uno dei documenti più antichi scritti in cirillico: il Vangelo di Miroslav, un manoscritto ricco di miniature realizzato
Museo Nazionale

nell’anno 1180 e che, per via della sua straordinaria importanza, è stato inserito nella lista “Memoria del mondo” dall’UNESCO.

Interessante la parte numismatica.  Era presente anche un evento dove un coro di sole donne ha incantato con le loro voci. 

Qualche dipinto italiano e francese. Esco e passo davanti ad Hotel Moskva , uno dei più antichi attualmente operativi in ​​Serbia . L'edificio è sotto protezione governativa dal 1968. Originariamente operante come locanda da 36 camere , inaugurato nel 1908 rappresentò un importante investimento dell'Impero russo nell'economia serba.


Punto a Piazza Slavija. Ammiro per l'ultima volta la fontana. Prendo la navetta e raggiungo l'aeroporto. 

venerdì 5 dicembre 2025

VIAGGIO A CIPRO : PAPHOS E NICOSIA

 Novembre 2025


Si parte per Paphos , Cipro. Si dovrebbe partire alle 20.45, invece 1 ora di ritardo. Aereo completamente pieno. 

A Paphos (Pafo) , solare città sulla costa cipriota, arriviamo all'1.30 di notte. Bisogna spostare in avanti le lancette di un'ora  per il fuso orario. 

Ingresso nel paese con macchinette che leggono i documenti e scattano foto , per quelli della Comunità europea. Per gli altri controllo passaporti. Visto l'orario di arrivo avevo già prenotato un taxi con Booking,  collegato al volo, in modo che in caso di ritardo il servizio è sempre disponibile. Guida inglese ( quindi guida e corsie opposte alla nostra).

Arrivato in albergo c'era l'uomo in reception che mi attendeva ( avevo già segnalato che il mio volo sarebbe atterrato tardi). Era un Aparthotel (quindi in stanza avevo tutto il minimo necessario per un appartamento). Tasmaria Aparthotel. Vicino al mare e alle attrazioni. 

Alla mattina ho effettuato colazione in stanza. Si parte e si va verso il mare. La città è in costruzione, si vedono case con ponteggi e gru sparse in quasi tutta la città. Nella parte del mare è ancora un posto, abbastanza, selvaggio. Capre che pascolano. Nessuno stabilimento. E' ancora vivibile. 

E' novembre , ma la temperatura raggiunge i 25-29 gradi. Maglietta a manica corta si sta benissimo. Camminando in linea al mare , c'è una stradina pedonale asfaltata, si raggiunge il nostro primo obiettivo. 

Complesso archeologico. Biglietto d'ingresso di 4,5 euro. Gratis per gli anziani. 

Prima di entrare compro un cappello a visiera in uno dei tanti negozi di souvenir fuori dal complesso. Il sole picchia. 

Il complesso è diviso in più parti:  la Casa di Aion, Villa di Teseo, Casa Hellenistic, Casa di Orfeo, Casa quattro stagioni , Fortezza a quattro colonne, Agora, Casa di Dionisio  Quest'ultimo il più bello.

Non tutto è ancora scavato, work in progress. Il mosaico di Cassiopea nella Casa di Aion è assolutamente da vedere,  databile al 318 d.C. grazie al ritrovamento negli scavi di una moneta romana appena coniata. 

Da vedere anche la Casa di Dioniso.La casa sembra essere stata costruita alla fine del II secolo d.C. e fu distrutta e abbandonata dopo i terremoti del IV secolo d.C. La Casa di Dioniso si estende su una superficie di 2.000 mq, di cui 556 coperti da pavimenti a mosaico decorati con


scene mitologiche, d'epoca e di caccia.

Dal  mito di Narciso alle Quattro Stagioni, raffigurate con teste tutte diverse. A parte alcuni mosaici unicamente geometrici, il viaggio nella mitologia prosegue nella tragica storia d’amore fra Fedra, moglie di Teseo e il figliastro Ippolito. Il Trionfo di Dioniso conta una serie di raffigurazioni,Bellissimo il Ratto di Ganimede. 



Infine la tragedia narrata da Ovidio nelle Metamorfosi di Piramo e Tisbe, seguita da Icaro e Dioniso e Apollo e Dafne. Le
 caratteristiche principali di questa villa romana restaurata è patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Prima dell'Agora , antico mercato, è presente un faro. Fa parte della storia della città ed è all'interno del parco archeologico ( anche se non è gestito da loro). Si entra solo sulla base. Presenti scale che portano ad una porta, che è chiusa. 

All'interno ci sono quadri e raffigurazioni che spiegano la storia della città. 

Ormai è ora di pranzo, quindi scelgo uno dei ristoranti che si trovano sul piazzale davanti ingresso parco. Non molto economico. 


Cammino sulla strada del lungomare con i suoi vari negozietti. I souvenir sono quasi tutti visti. 

Presenti anche negozi di artigianato e ristoranti. 

Si comincia a sudare anche con maglietta. 

Mi addentro verso la città e visito la chiesa di Panagia Chrysopolitissa. La Basilica di è un sito del patrimonio mondiale. Fu costruita nella seconda metà del IV secolo dC ed era una delle chiese più grandi dell'isola.





Fu distrutta dagli invasori. Sopra gli scavi della basilica originale sono state costruite passerelle sopraelevate, che consentono di guardare i pavimenti a mosaico che sono sopravvissuti. 

Passeggio e catturo ogni particolare. Il mio obiettivo finale è la Old Town. 

Nel mio cammino trovo prima la chiesa di Agia Kiryaki. La chiesa di Ayia Kyriaki Chrysopolitissa fu costruita intorno al 1540 d.C. come


chiesa latina sul sito di una piccola chiesa distrutta nel 365 d.C. da un terremoto. La Storia e la Bibbia narrano "San Paolo e San Barnaba visitarono Cipro nel 45 d.C. e convertirono il proconsole romano Sergio Paolo. Questi divenne il primo sovrano cristiano e Cipro il primo paese cristiano. La tradizione vuole che San Paolo sia stato flagellato a Pafo presso la colonna vicino a questa chiesa. Questa chiesa è, quindi, spesso conosciuta come "La Chiesa presso la Colonna di San Paolo".

Sulla strada trovo le Catacombe di St Salomon, il sito è gratis. Quando si scendono le scale si trova,  una cappella prima stanza di un complesso sotterraneo . Nel Medioevo, il sito era una popolare meta di pellegrinaggio ed era anche chiamato "Cappella dei Sette Dormienti" o "dei Sette Maccabei".



Agia Solomoni fu una delle prime ad abbandonare l'idolatria e ad abbracciare il cristianesimo sull'isola. Secondo la tradizione, Solomoni si rifugiò nella grotta per sfuggire alle persecuzioni dei Romani, ma questi ne murarono l'ingresso, condannandola a una morte lenta e crudele. Tuttavia, quando la grotta fu aperta 200 anni dopo, la santa ne uscì viva.

La camera occidentale presenta un'abside incastonata nella parete occidentale e resti di affreschi cristiani del XII secolo. I nomi dei crociati del XIII secolo sono tra i graffiti incisi nell'intonaco. All'ingresso delle catacombe si erge un albero sacro, i cui rami sono adornati da stracci colorati e pezzi di vestiario lasciati dai fedeli come offerte al santo. Si ritiene che l'albero abbia poteri curativi.


Camminando arrivo alle grotte ( vecchie catacombe) di Fabrika Hill. Questo complesso, noto anche come Grotte di Pafos e Catacombe di Pafos, comprende una rete artificiale risalenti al periodo ellenistico, successivamente utilizzate dai primi cristiani. Sopra le grotte c'è un vecchio anfiteatro romano ( non in buone condizioni). Quando io l'ho visitato c'era un evento di opere d'arte all'interno delle grotte. Tutto è gratis. 



Arrivo finalmente nella Old Town. Non c'è molto da vedere. 

Gironzolo intorno alla piazza e vie secondarie. Ormai si sta facendo sera. Torno verso l'albergo.

Prima ,però dal promontorio della vecchia città , mi godo il tramonto.

Si chiude la giornata. 





2° giorno 

"La persona che non ha visto montagne e castelli ha visto il forno e si è spaventata"

Proverbio cipriota

 Questo si dice in riferimento a qualcuno che è intimidito dalle difficoltà apparentemente banali della vita.

Si parte presto dall'albergo per raggiungere la stazione dei Bus di Paphos. Dalla città marina si arriverà a Nicosia, la capitale dell'isola. Ultima capitale ancora divisa in due ( Repubblica di Cipro da una parte e  Repubblica di Cipro del Nord dall'altra, quest'ultima riconosciuta solo dalla Turchia).
Il bus parte alle 8.00 ( verificare orari sul sito della compagnia Intercity Buses , dato che sabato e domenica ci sono orari ridotti). Non ci sono treni. Prezzo biglietto è di 8 euro, da pagare in contanti all'autista. 

E' stato Complicato districarsi perché la stazione era chiusa, non ci sono riferimenti sul display o stalli per capire dove prendere il bus. Il cirillico , inoltre , non aiuta. 

Dopo 2 ore arrivo a Nicosia. Dormito durante il viaggio. 
Prima tappa sono le mure veneziane. Queste impressionanti fortificazioni, costruite negli ultimi anni del dominio veneziano, racchiudono l'ingegnosità strategica e la maestria architettonica dell'epoca rinascimentale. Estendendosi per oltre cinque chilometri e punteggiate da undici robusti bastioni, le mura circondano la città vecchia, 

Alla fine del XVI secolo, le ambizioni espansionistiche dell'Impero Ottomano si facevano sempre più pressanti nel Mediterraneo, spingendo i Veneziani a rafforzare le loro difese. La decisione di fortificare Nicosia fu presa nel 1567, come risposta alla crescente presenza militare ottomana lungo la costa anatolica. I Veneziani incaricarono i rinomati ingegneri militari di progettare e supervisionare la costruzione delle mura, sostituendo le più antiche e meno formidabili fortificazioni medievali che esistevano sin dall'inizio del XIII secolo.

Tre grandi porte perforano le mura, ciascuna intitolata a città vicine: la Porta di Paphos, la Porta di Famagosta e la Porta di Kyrenia. Queste porte servivano come punti cruciali di ingresso e uscita, e la loro collocazione strategica facilitava il movimento di truppe e rifornimenti. La Porta di Famagosta, conosciuta anche come Porta Giuliana, è particolarmente nota per la sua eleganza architettonica. Entro il 1570, le mura erano in gran parte completate, giusto in tempo per l'invasione ottomana guidata da Piali

Pasha. L'assedio di Nicosia iniziò il 22 luglio 1570 e, nonostante le formidabili difese, la città cadde in mano agli Ottomani il 9 settembre 1570, dopo una battaglia feroce e sanguinosa. 
Supero la Famagosta Gate. E' novembre m ma il caldo è asfissiante. Sudo anche con la maglietta a maniche corte. 
Arrivo al Famoso Monumento alla libertà, progettato da Ioannis Notaras. Il Freedom Monument è stato eretto nel 1973 per onorare i combattenti EOKA anti-britannici dell'emergenza 1955-1959 a Cipro. In cima al monumento si trova la Statua della Libertà, che osserva due eroici combattenti dell'EOKA che tirano le catene per aprire i cancelli della prigione, consentendo ai prigionieri, ai contadini e al clero greco-ciprioti di sfuggire al dominio britannico.


Vado verso l'interno e arrivo alla Cattedrale di S.Giovanni. E' situata al centro della città vecchia di Nicosia, capitale di Cipro. Fu costruita per volere dell’arcivescovo Niceforo tra il 1662 e il 1673 sulle rovine dell’abbazia benedettina omonima..
Vicino c'è il Palazzo dell'arcivescovo. Purtroppo era chiusa ed ho dovuto rinunciare alla visita. 

Passo all'interno e raggiungo la famosissima via Lidra, strada turistica. Pieno di ristoranti e negozi. 

Superato abbondantemente mezzogiorno decido di mangiare prima di avventurarmi in altre visite. 

Torre Schacolas è la vedetta della città. All'11° piano , con 2,5 € è possibile avere la visione di tutta Nicosia. Sotto Ogni vetrata è presente una spiegazione di  cosa stai vedendo e la sua storia. 
Si può vedere anche la parte turca.

Scendo e , prima di oltrepassare il confine , vado a far visita al museo Levantis. Il museo svela la storia della città di Nicosia, dall'antichità fino all'era attuale.

L'idea di creare un museo dedicato alla storia di Nicosia fu del precedente sindaco della città, Lellos Demetriades. Il Museo fu fondato nel 1984 dalla Fondazione Anastasios G. Leventis e inaugurato nel

1989. Due anni dopo, nel 1991, il Museo Leventis fu onorato con il premio European Museum of the Year. Oggi, interamente ristrutturato e con la nuova ala, il Museo si propone di continuare nella sua missione di contribuire alla protezione della storia di Nicosia.

Molto interessante e struggente il secondo piano, dove spiega con video, foto e gigantografie la storia dell'indipendenza e la guerra tra Greci-Ciprioti e Turchi Ciprioti. Storia che ha poi portato alla divisione della capitale. 

Il museo è gratis sempre.

Esco e prima del checkpoint mi fermo a visitare la Chiesa di Phaneromeni. E' una delle chiese più grandi della capitale e fu costruita nel 1872. Il mausoleo di marmo a est della chiesa contiene le reliquie dei vescovi e dei sacerdoti giustiziati dagli Ottomani il 9 luglio 1821.

La chiesa , molto bella, veniva allestita per un matrimonio. 

In epoca bizantina, sul sito della chiesa sorgeva un convento e le suore erano note per essere tessitrici di seta. Sembra che il convento sia stato sciolto dopo la conquista ottomana di Nicosia nel 1571 e che la chiesa sia diventata un luogo di culto cristiano parrocchiale.


Secondo la tradizione, i turchi tentarono di convertire la chiesa in una moschea. Tuttavia, abbandonarono il progetto poiché gli imam lì nominati morirono poco dopo aver assunto l'incarico. Vale la pena ricordare che un altro tentativo di conversione da parte del comandante ottomano di Cipro ,nel 1821, fu sventato dall'intervento miracoloso della Madonna.

Fu costruita nella sua forma attuale nel 1872-73 e inaugurata il 5 giugno

1911 dall'Arcivescovo di Cipro, Kyrillos II.
Per entrare in parte Turca bisogna superare 2 controlli, uno da parte Cipriota e d uno da parte Turca-cipriota. Basta un documento ( passaporto o documento d'identità se sei della Comunità europea). 

Prima tappa è il Buyuk Han , famoso edificio che fungeva da luogo di sosta per le carovane desertiche. Fu costruito dagli Ottomani nel 1572, un anno dopo aver conquistato Cipro dai

Veneziani. Al centro del cortile aperto c'è una moschea con una fontana per le abluzioni prima della preghiera. È diventata la prima prigione cittadina sotto l'amministrazione britannica. Dopo essere stata restaurata per la maggior parte degli anni '90, e' diventato un centro artistico composto da diverse gallerie e laboratori. Ci sono anche diversi caffè all'aperto e negozi di souvenir. E' diviso in due piani. 


La passeggiata nella parte turca è una carrellata di una buona parte di negozi in cui il loro marchio di fabbrica non è l'originalità ( famosi brand venduti a poco prezzo).

Si arriva alla vecchia Cattedrale di Santa Sofia. Questa magnifica struttura, che ha iniziato la sua vita come cattedrale cattolica, ha resistito alla prova del tempo e ora serve come moschea, riflettendo la ricca e diversificata storia della regione. La cattedrale è una testimonianza del passato tumultuoso dell'isola.
La prima pietra fu posata nel 1209 e la costruzione fu guidata dalla dinastia Lusignano, che governava Cipro all'epoca. La cattedrale fu edificata sul sito di una precedente chiesa bizantina, e il suo nome, Santa Sofia, che significa Santa Saggezza, fu mantenuto dalla struttura originale.

a storia della cattedrale subì una svolta drammatica nel 1570, quando l'Impero Ottomano assediò Nicosia. Dopo un assedio brutale e prolungato, la città cadde e la cattedrale fu convertita in moschea. Gli Ottomani

aggiunsero due minareti alla struttura e fu rinominata Moschea Selimiye in onore del sultano Selim Vengo colpito dalla sua imponente facciata, che presenta intricati dettagli gotici e alti minareti. L'ingresso è adornato con bellissimi archi e sculture in pietra. Entrando, mi accoglie un vasto e sereno interno, caratterizzato da alti soffitti a volta e colonne eleganti.

Continuo la mia visita. Arrivo alla vecchia Chiesa di S. Nicola, dove ora è un palazzo con eventi culturali e religiosi. Di fronte c'è il grandissimo mercato municipale. 

La visita è finita. Si torna verso la parte europea. E' sera. A piedi raggiungo il mio Hotel

La mattina dopo si parte presto. Raggiungo la stazione dei bus Shuttle per Aeroporto Paphos, orari ridotti perché domenica. Si torna a Roma

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