Eccomi pronto per un nuovo viaggio. Si parte per un nuovo Paese , mai toccato finora. Andiamo in Portogallo, e precisamente ad Oporto (Porto).
Mediante Ryanair volo da Malpensa a 44 euro a/r. Il primo novembre è cambiata la normativa del bagaglio (Ryanair), ma avendo prenotato prima dell'entrata in vigore il mio bagaglio finisce in stiva gratis.
Arrivo ad Oporto e sposto le lancette dell'orologio indietro ( fuso orario rispetto all'Italia). Dopo aver ritirato il bagaglio cerco l'indicazione per la Metro. Prenotato Hotel Palanca (Hotel) verso la parte superiore della città. Per arrivare in Hotel devo prendere due linee della metro ( Porto ha un efficiente trasporto di metro con 6 linee , dalla A alla F). Dalla macchinetta per comprare i biglietti si può scegliere la fermata finale del viaggio, così in automatico esce il prezzo da pagare. Ricordatevi di tenervi la carta che vi consegnano al primo acquisto, dato che si può ricaricare ogni volta e non si paga in più.
E' quasi sera.
Arrivato in albergo, che non faccio fatica a trovare, ed effettuo il check in.
La signora che mi accoglie è gentilissima e affabile, in perfetto inglese mi spiega i siti da visitare e le varie escursioni ( con prezzi).
Faccio una doccia e riesco. Visto l'orario percorro le parti vicine all'albergo. Rua da Constituicao e Praca do Marques de Pombal.
Per arrivare nella parte turistica e storica di Porto le strade sono in discesa ( il problema è il ritorno). Percorrendo Rua De Santa Catarina arrivo fino al Mercado do Bolhao, il mercato più storico e suggestivo della città . La vera collocazione del Mercato è in ristrutturazione, quindi ora si trova nel sottostante di un centro commerciale. Vista l'ora il mercato è chiuso. Quindi effettuo nei due centri commerciali che si trovano lungo la via. Mangio qualcosa ( nel centro commerciale ci sono vari locali e ristoranti, con cucina portoghese, vegetariana , asiatica e il solito Mc Donald's).
Torno verso l'albergo e pronto per la giornata successiva.
2° giorno
“O Porto não é um lugar, é um sentimento” scritta dalla scrittrice portoghese , ancora vivente, Agustina Bessa-Luís. "Porto non è un posto, è un sentimento" questa è la traduzione e questo è quello che voglio ricevere dalla città.
Scendo in hall per fare colazione. Diciamo che Porto è famosa per i suoi dolci , ma in albergo c'è poca traccia , purtroppo. Non sono amante del salato nel primo pasto della giornata. Mangio panino con marmellata e burro.
Camminando arrivo al Praca da Trindade , dove si trova il bellissimo Municipio a cui non si può dedicare foto.
Sulla sinistra , invece, spunta da una strada in salita la famosa Chiesa dei Chierici. Bellissima da vedere. Non posso perdere una foto dal centro della piazza. Mentre fotografo non manca il famoso trame di Porto che scende verso la piazza.
Questa Chiesa con dietro la Torre , con la miglior vista per la città, è stata costruita nella "Collina dell'impiccato", in passato il luogo di sepoltura dei giustiziati.
Entro in Chiesa dove il luogo di culto è visitabile gratis. Interessante e piacevole da vedersi. Non molto vistosa , a paragone delle altre chiese della città. Per salire nella Torre il prezzo è di 5 euro.
Prima di cominciare a salire si può ammirare sia la Chiesa dall'alto con annesse alcune stanze dove sono state allestite una collezione. Non fatevi sfuggire la vista dall'alto della cappella da dietro il Santo. Dopo aver visto delle vetrine finalmente si salgono i 225 scalini per raggiungere la fine della torre , alta 76 metri.
Bellissima la veduta del fiume che divide la città.
Preparatevi a coprirvi se andate in inverno/autunno. Il freddo è pungente.
Il problema di questa torre è il passaggio stretto che in caso si incrocia persona che salgono con quelle che scendono ( non ci sono strade diverse) potresti rimanere incastrato.
Procedo verso il fiume ed arrivo nella Piazza dove si trova Palazzo della Borsa o più precisamente il Palácio da Associação Comercial do Porto, sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Per vedere il palazzo e i suoi affreschi il biglietto costa 5,50 €.
Superata la piazza , passando per un vicolo, arrivo al Douro. Sono nel caratteristico e famoso quartiere Ribeira.
Anche queste strade e case sono ormai patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Non so a voi, ma a me la sensazione di vedere una foto su un sito o su Instagram , e poi trovarmi all'interno del posto in oggetto, mi carica di energia ed emozione.
Dalla riva e dalle case colorate della Ribeira raggiungo il famoso Ponte Dom de Luis I.
Il ponte di Dom Luis I è stato progettata dall’allievo di Alexandre Gustave Eiffel, l’ingegner Seyrig, che aveva vinto un vero e proprio concorso internazionale. Fu inaugurato il 31 ottobre 1886 e dedicato ad un Re Portoghese.
Per arrivare sul Ponte in alto ci sono due modi : o scale o funivia che è fronte ponte.
Io vado per le scale. Il percorso non è dei migliori , case diroccate e monnezza purtroppo ne fanno da paesaggio. Lo spettacolo che si vede dal ponte è veramente suggestivo. Non potete assolutamente non vedere.
Il Douro e la Ribeira in tutta la sua bellezza da 45 metri di altezza. Nel piano superiore passano solo pedoni e tram.
Sono tanti i turisti , anche a novembre, che insieme a me decidono di passare qualche giornata in questa città portoghese.
Le barche e navi che passano sotto il ponte o sono attraccate, contornano un panorama molto gradevole.
Nella parte sotto l'Hermitage, c'è una strada non asfaltata , dove è possibile fare delle belle foto.
Alla fine della strada c'è una casa per gatti , non so se abbandonati. Molti cercano un po' di coccole.
Passo dal parco e scendo verso l'altra riva del fiume Douro (Vila Nova de Gaia). Molto più moderna, con più ristoranti, e caves(cantine).
Sopraggiunge la fame. Cerco qualche ristorante cui mangiare la famosa Francesinha (Panino).
Lungo la strada ci sono delle signore che vendono souvenir. Compro due tovagliette per due euro. Regali fanno sempre comodo. La signora anziana non fa altro che ringraziarmi.

Considerate che ad Oporto che gli stuzzichini sono da pagare, quindi le olive e il formaggio finiranno sul conto.
Dopo aver fotografato il graffito del coniglio e aver assaggiato un po' di Porto in una cantina. Seguo la riva del fiume. Solo pochi turisti si avventurano insieme a me. Fanno compagnia dei runner e dei pescatori.
Arrivo fino al Ponte Arrabida e con difficoltà arrivo fino al ponte superiore. Un tempo questo ponte aveva 8 ascensori che a metà anni '90 hanno smesso di funzionare. Il 23 maggio 2013 è stato classificato come monumento nazionale.
Passo dall'altra parte del Douro e scendo verso la strada che affianca il fiume. E' presente una parte di strada pedonale , costruita in ferro aperto, che rasa il fiume.
Supero delle case colorate , la Ribeira meno turistica. Lascio il museo del Vino. Torno verso i vicoli del quartiere , che percorro. Sono veramente affascinanti. Particolari. Incantevoli.
Ritorno nel vicolo dove sono entrato. Mi accorgo di non aver ancora comprato souvenir, quindi mi dedico alla scelta nei vari negozietti che incontro.
I prezzi non sono esorbitanti, anzi, il costo della vita non è alto.
Nella sponda del fiume passa il Tram , che chi ha vissuto a Roma, ricorda quello che passava nei quartieri periferici. Vedo la Chiesa di san Francesco . I Francescani Cominciarono a costruire il convento e una prima piccola chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi intorno al 1244.
Nella navata laterale sinistra si trova uno dei maggiori elementi d'attrazione della chiesa, l'Albero di Jesse, una scultura di legno policromo.
Oltre alle sepolture, nelle catacombe c'è un ossario, con migliaia di ossa umane, che si possono osservare da un vetro del pavimento. Veramente sconvolgente.
Percorro la strade del centro. Tra Pasteleria e artisti di strada arriva quasi sera.
A ritroso passo nelle strade dell'andata. Mi fermo nel centro commerciale per mangiare e fare un giro tra i negozi.
Torno in albergo contento, anche se il secondo giorno è passato.
3° giorno
Ci sono mille modi di morire e uno solo per nascere – Há mil modos de morrer e um só de nascer.
E io nasco in viaggio.
Mentre sono a far colazione, mi sale la Tristezza. Nelle vetrate della sala colazioni si intravede il temporale che sta imperversando nella città. Piove fortissimo.
Approfitterò del prendere il treno per vedere e ammirare la famosa Stazione di Porto (Estacio de Sao Bento).
Al suo interno la hall è decorata con più di 20.000 piastrelle in cui si ritrae la storia del Portogallo. Veramente da perderci tempo. Da ammirare e guardare. non solo per aspettare treni.
A Guimarães ancora piove. Oggi sarà una giornata dove la Pioggia sarà la protagonista principale.
Essendo domenica e piovosa , stranamente i turisti ci sono anche in questa cittadina.
Legato alla formazione e all’identità del Portogallo, il centro storico di Guimarães, nella zona che era compresa fra le mura, è stato classificato Patrimonio Mondiale dall’Unesco sulla base dei valori di originalità e autenticità con i quali è stato restaurato.
L'identità portoghese è molto forte in questa città. Raggiungo il castello e il Paço dos Duques de Bragança (Palazzo dei duchi di Braganza). I siti si possono vedere con un solo biglietto ( 6 €).
Il Palazzo è visitabile in tutta la sua interezza e c'è un percorso organizzato. Ogni stanza ha un dépliant in inglese (non c'è in italiano) che spiega tutte le sue caratteristiche e storia.
Quando ho fatto visita io c'era una collezione dei Soldati Normanni , per vederla si dovevano aggiungere 3 € al biglietto.
Ritorno verso la città, fermandomi prima in un negozio di souvenir appena dopo il sito turistico per comprare un Bicchierino della città.
Superata abbondantemente l'ora pranzo , lo stomaco comincia a rumoreggiare. Tra i tanti ristorantini , la Cerveceria Guimarães mi ha colpito.
Entro e mi siedo. Il cameriere parla solo portoghese , quindi non capisce la mia richiesta di menù in inglese. Decido di avventurarmi con la lingua, ma ad un certo punto mi porta il menù corretto. Scelgo una bistecca portoghese e una birra.
Il tutto è molto buono e il servizio è veloce. Dopo un caffè esco a vedere il centro cittadino. Devo dire che piove ancora. La città è molto carina e facile da vedere.
Ormai è ora di rientrare. Prima della stazione c'è un supermercato , cui vendono dolci al banco. Prendo delle pasta de natal e delle Queijadas per mangiare mentre torno a Porto.
Nel viaggio in treno leggo alcune pagine del libro, fuori dal finestrino è ormai buio.
Dalla stazione raggiungo la Cattedrale. E' in ristrutturazione quindi è da poter vedere solo il chiostro. Declino e decido di fare solo foto esterne.
Dal piazzale fronte cattedrale si può vedere uno scorcio del Douro e delle sue luci notturne. Molto suggestivo.
E' sera ed ormai è ora di tornare in albergo. Sono completamente zuppo. Ma felice
Ultimo giorno
Faccio colazione per ultima volta. Triste per la partenza . Felice per una altro viaggio.
Prima di partire decido di andare a vedere il Mercado do Bolhao. Vedo tutti banchi e i vari negozi. Poi prendo la metro e vado verso l'aereo. Mi aspetta il ritorno a casa
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