mercoledì 17 gennaio 2018

LE 18 METE DA VEDERE NEL 2018 SECONDO SKYSCANNER

1.Porto, Portogallo
Nel 2017 si è aggiudicata il titolo di Best European Destination per il suo fascino, l'ospitalità e l'eccellente enogastronomia. Appollaiata su una collina affacciata sul fiume Douro, Porto è una città su più livelli collegata da tram e ascensori, ricca di scorci romantici e custode di grandi tesori come il quartiere Ribeira e il Dom Luís I, ponte metallico che in qualche modo ricorda la Torre Eiffel di Parigi: a progettarlo è stato uno stretto collaboratore di Gustave Eiffel.

                       





2. Ragusa Ibla, Italia
Si tratta di un meraviglioso quartiere siciliano dal fascino barocco: un Patrimonio Unesco incastonato nella provincia più a sud della Sicilia. Ragusa Ibla è un antico quartiere di Ragusa, quello situato nella parte più orientale, su di una collinetta costellata di chiese e palazzi finemente decorati.


           







3. Mosca, Russia
Ospiterà la Coppa del mondo Fifa 2018 e sarà la prima città ad accoglierà i taxi volanti, rivoluzionando il trasporto mondiale. Nonostante questi due eventi, la capitale russa resta strettamente ancorata al passato, quello glorioso e monumentale degli Zar, e continua a mostrarlo con grande orgoglio.


































4. Kamares, Sifnos, Grecia
Si trova a Sifnos, un'isola greca delle Cicladi che resta all'ombra di Mykonos e Santorini e che non si è ancora piegata al turismo di massa. Kamares è una delle perle più belle dell'Egeo, arroccata su una collina ventilata e caratterizzata da casette bianche, monasteri e mulini a vento.
                       











5. Alhambra, Granada, Spagna
Granada è una città meravigliosa, esempio eccellente dello stile arabo in Andalusia e città Patrimonio Unesco. In parte palazzo, in parte fortezza, in sostanza città murata, l'Alhambra accoglie i viaggiatori con le sue fontane gorgoglianti, le decorazioni sontuose e un'atmosfera unica.
            


           

6. Leeuwarden, Paesi Bassi
Questa meravigliosa città olandese, capoluogo della provincia settentrionale della Frisia, sarà Capitale Europea della Cultura 2018. Gli abitanti stanno ultimando il programma di un calendario ricchissimo di eventi, che ruota intorno al concetto frisone di comunità aperta: "iepen mienskip".
            




           

7. Cracovia, Polonia
Perla della Polonia meridionale iscritta nella lista dei Patrimoni dell'Umanità e situata ai piedi della collina Wawel, Cracovia che si porta ancora dietro gli strascichi di una storia triste ma importante, ben visibili anche nella conformazione del suo centro diviso in due parti: cristiano a ovest, ebreo a est.
           



8. La Valletta, Malta
Nominata Capitale Europea della Cultura 2018, La Valletta è una piccola città fortificata delle meraviglie: il gioiello progettato da Jean Parisot de la Vallette, Grande Maestro dei Cavalieri di San Giovanni, perfettamente conservato e ricco di monumenti unici al mondo. Un luogo del Mediterraneo intriso di storia, a metà strada tra Africa e Italia, ma che parla inglese.
           




           

9. Brighton, Regno Unito
La "London by the Sea", situata lungo la costa meridionale dell'Inghilterra, a circa un'ora da Londra, è una ridente cittadina in cui si trovano due brillanti università dai percorsi accademici eccellenti.
           





10. Bled, Slovenia
Bled si trova in Slovenia ed è una delle cartoline più romantiche d'Europa. Quest'isoletta verde circondata dal blu di un lago alpino si raggiunge solo a bordo di un'imbarcazione tipica, la pletna, traghettata da barcaioli esperti che restano in piedi per tutto il tempo del tragitto.
           






11. Alacati, Turchia

A soli 30 chilometri da Izmir (ossia Smirne) si trova questo vero e proprio paradiso per gli amanti del surf, un villaggio idilliaco che ospita ogni anno orde di surfisti da tutto il mondo, attirati dai venti forti del nord che soffiano in tutta la Penisola di Cesme e nella Baia di Ilica. Onde a parte, la città di Alacati è la destinazione perfetta anche per gli amanti dell'archeologia: qui si trovano infatti gli scavi di Efeso,la città romana meglio conservata dopo i nostri Fori Romani.
           

12. Marsiglia, Francia

"Marsiglia non è una città per turisti. Non c'è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi." Le parole dello scrittore Jean-Claude Izzo, nato a Marsiglia, esprimono bene il carattere intenso di questa meravigliosa città del sud della Francia, una meta di viaggio perfetta per chi ama i luoghi vibranti, che sanno raccontare.
           

13. Kotor, Montenegro

E' la cosiddetta "sposa dell'Adriatico", una città splendida che profuma di Mediterraneo ma che tanto ricorda i fiordi norvegesi per via delle sue scogliere disegnate ad arte. Boka Kotoskar, ossia le Bocche di Cattaro, è il tratto di costa inserito dal 1979 nella lista dei Patrimoni dell'Umanità.
SkyScanner

14. Lucca, Italia

Una cittadina toscana da sogno, a partire dalla sua fantastica piazza "chiusa", Piazza dell'Anfiteatro, opera ottocentesca del geniale architetto Lorenzo Nottolini. Un capolavoro urbano che si trasforma nel simbolo di questa città circondata dalle Alpi Apuane e dalle campagne della Garfagnana. Un altro capolavoro sono poi le Mura con i bastioni, le porte e gli alberi secolari, e ancora le Torri, come quella delle Ore e quella Guinigi.
                       

15. Tromsø, Norvegia

Qui natura e cultura si stringono la mano conducendo in un mondo magico fatto di soli di mezzanotte e aurore boreali. Tromsø, una città che provoca emozioni forti nel nord estremo della Norvegia, è stata una delle tappe più significative per le prime spedizioni artiche, e ancora oggi da qui salpa l'Hurtigruten, ovvero il Postale, l'imbarcazione dei sogni di naturalisti, fotografi o semplici viaggiatori in cerca dei tramonti rossi del Mare di Barent.
                       

16. Valencia, Spagna

Cultura, movida, tradizione. Sarà pure un grande classico, ma Valencia non stanca mai e rappresenta la vacanza perfetta per il viaggiatore moderno. La terza città della Spagna, dopo Madrid e Barcellona, è una delle mete più belle di tutto il Paese, con il suo mix di cultura catalana e andalusa, i capolavori architettonici di Calatrava, la grande festa popolare delle Fallas, le spiagge a perdita d'occhio e i quartieri festaioli: uno su tutti, il Barrio del Carmen.
                       

17. Heidelberg, Germania

Il lato romantico della Germania, una città ancora poco conosciuta dagli italiani ma molto famosa tra i viaggiatori del Nord Europa, nel Baden-Württemberg. Il ponte Alte Brücke attraversa il fiume Neckar mentre il maniero, arroccato sul monte Königstuhl, fa da cornice all'abitato, a due passi dalla foresta Odenwald.
                        

18. Mostar, Bosnia Herzegovina

Qui c'è il più alto campanile della Bosnia Herzegovina, quello della Chiesa Franjevačka crkva, si trovano mille varietà diverse di giglio bosniaco, quelle del Parco Naturale Ruište, e c'è un ponte voluto da un sultano ottomano, poi distrutto e infine ricostruito come simbolo della città, lo Stari Most. Una città Patrimonio Unesco che ha trovato nel turismo il suo salvatore.
                      

giovedì 4 gennaio 2018

VIAGGIO A STOCCOLMA

Dicembre 2017




Ultimo dei miei 12 viaggi effettuati in quest'anno. E' stato un anno proficuo e interessante per la parte viaggi, tranne per il mio conto in banca, ma la vita come diceva un famoso attore romano "...è un mozzico".


Il mio ultimo viaggio mi porta a Stoccolma. Parto da Malpensa con Easy jet verso ora di pranzo e arrivo dopo 3 ore ad Arlanda, il primo aeroporto della città. Volo tranquillo.  Superate le varie formalità esco dall'aeroporto.
Stoccolma è una città moderna dove la carte di credito è accettata dappertutto, quindi non c'è necessità di prelevare i soldi o cambiare l'euro in corone.
Per arrivare in città ci sono tre possibilità : il treno  Arlanda Express tra il terminal 1 e 2 (280 Sek), Il treno normale che si può prendere al terminal 4 , dove esiste una piccola stazione  ( variabile tra 150 e 200 sek) oppure il Bus Flygbussarna (119 sek). Il cambio era oscillante e sfavorevole durante il mio viaggio , ma per far veloce ,  nella conversione in euro,  dividete sempre  per 10.
Il bus ferma in ogni terminal. Ad ogni uscita è presente il ticket-machine dove si può effettuare il biglietto. E' presente anche la lingua italiana. Pagate le 119 sek ( in quel periodo 12,2 euro) mi accingo al gate per prendere il bus. Il gate è segnalato nelle varie mappe dell'aeroporto.
Il viaggio dura 40-45 minuti. Scendo al capolinea City Terminalen , che è la stazione dei bus dietro la stazione centrale ( che è in pieno centro). Prendo la metro ( La linea 10 o 13 ; il prezzo del singolo viaggio è 40 sek) per raggiungere l'albergo STF Gärdet. Sono una persona che si arrangia sempre e difficilmente invio giudizi negativi , nei miei viaggi  ho pernottato in Ostelli o Pensioni lontane dal centro ma con l' unico vincolo  del bagno in camera. In questo hotel,  per tutto il pernottamento, non è stata pulita  la camera e non sono stati  cambiati  gli asciugamani , neanche dopo averlo segnalato e ricevuto scuse da parte del personale.
Prendo possesso della stanza , veramente minuscola, e mi faccio una doccia. Mi copro a cipolla :  tuta sotto il jeans , cappello e guanti e vado verso il centro della città. Considerate che a dicembre a Stoccolma alle 15 è già buio. Per arrivare in centro ho due opzioni o ripercorrere il tragitto al contrario , quindi prendere la metro, o andare a piedi. Scelgo naturalmente seconda opzione.

Per Gamla Stan sono circa 40-45 minuti a piedi.
Dopo aver attraversato vie e vicoli pieni di luci, arrivo in una piazza prima di entrare nella Old Town, con renne gigantesche e illuminate.
Mi ricordo che è il 13 dicembre e S. Lucia , una festa molto sentita nel Nord Europa. Nella mia camminata ho trovato babbi natale che correvano , o in motocicletta , con presepi attaccati al manubrio od  altre stramberie divertenti e simpatiche.
Percorro la piazza e arrivo nella parte con ponti e il mare, infatti la capitale della Svezia sorge su 14 isole che dal lago Mälaren si protendono fiere a oriente, sul Mar Baltico.
Le luci sono veramente splendide da qualsiasi prospettiva le vedi  e il panorama della città illuminata dà quel tocco magico alla città.

Attraverso i ponti , fotografando in maniera continua, e arrivo a Gamla Stan , la parte vecchia e famosa di Stoccolma.
Mi addentro  tra persone che entrano in chiesa e turisti indaffarati a fotografare. Mi lascio trasportare. Il chiosco del mercatino in pieno centro è chiuso, dovrò tornarci in un altro giorno.
Finito il giro, solo caffè e ristoranti erano aperti,  ritorno verso hotel , prima mi fermo in un fast food per mangiare.
Il primo giorno è passato.

2° giorno

Prima delle 9 non è giorno quindi mi alzo e sveglio con comodo. In un supermercato vicino all'hotel prendo un caffè e brioche, considerate che la Svezia è una città cara per qualsiasi compera dovete fare.
Il tempo stamattina non aiuta la mia passeggiata  , pioggerellina e molto freddo mi fanno una brutta compagnia. Superati i vari ponti e porticciolo arriva nella parte della città dove sono c'è una concentrazione maggiore di musei e attrazioni :  isola di Djurgården.
Supero il  Nordic museum e sopraggiungo nella mia meta mattutina , anche per ripararmi dal tempaccio , il Vasa Museum.

Un museo imperniato tutto su un vascello  , completamente ristrutturata con pezzi originali , affondata nel 1628 nel porto di Stoccolma dopo esser salpata per il suo viaggio inaugurale.

Il museo è veramente costruito e strutturato in maniera perfetta.  Il museo è diviso in piani dove il vascello la fa da padrone assoluto , ben presente e in bella mostra con tutta la sua avvenenza storica.
La storia narra  che il vascello affondò perché  Il Re voleva un numero di cannoni a bordo più grandi del normale, ma la costruzione del vascello non era idonea a portare un peso così  grande. I costruttori vennero a trovarsi di fronte a una sfida al disopra delle loro capacità. Il vascello fu costruito con un'alta sovrastruttura e con due ponti recintati per i cannoni. Il fondo della nave era riempito con grosse pietre, che dovevano fungere da zavorra e mantenere la stabilità nell'acqua. Tuttavia, il baricentro del Vasa era troppo alto, e le 120 tonnellate di zavorra usate non erano sufficienti.
In una parte del museo , oltre alla storia in generale, è particolareggiata la storia della donna nella società del XVII° secolo. La loro importante figura anche se , in una società maschilista, non riconosciuta.
Nel museo ho perso la cognizione del tempo. Assolutamente da non perdere.

Il prezzo d'ingresso è di 119 sek. Come in tutti i musei è presente una parte souvenir dove naturalmente ho comprato un ricordo.

Fuori piove ancora anche se meno incessantemente del mio ingresso nel  museo. Vado e m'incammino verso Gamla Stan.

Arrivo al mercatino nella piazzetta principale e compro un Hot Dog con chorizo e una birra. La pioggia non smette di accompagnarmi in questa giornata.

Mentre mangio ammiro le  famose case  colorate caratteristiche che rappresentano Stoccolma nelle cartoline.
Veramente suggestive. Il bello è essere all'interno di quella cartolina che spesso vedi su internet o su qualche rivista.

Al centro del mercato c'è Stadsuhet , il palazzo del Premio Nobel. Dove ogni anno vengono cerimoniati i premi Nobel. Purtroppo il palazzo era chiuso.
Giro di nuovo Gamla Stan ma stavolta in pieno giorno. Meglio assolutamente di sera con le luci, ma almeno i negozi sono tutti aperti. Percorro la strada piena di negozi di souvenir e naturalmente compro un po' di qua e un po' di là.

Noto da lontano un ristorante panoramico dove vicino c'è una terrazza aperta a tutti. Una veduta dalla città dall'alto non può mancare. Mi arrampico su delle scale scivolose e irte . Arrivo in questo ponte sospeso con Stoccolma sotto.

Il tempo non aiuta ma dall'alto ogni città ha un suo perché.

Arriva il buio. Ripercorrendo la strada a ritroso arrivo al Palazzo Reale. Perdo per un attimo l'inizio del  cambio della guardia , ma guardo questi soldati che sono fotografati e ripresi da vari turisti.
Percorro i dintorni.
Questi ponti e queste viste sul mare sono stupende. Veramente affascinanti. Questa città piena di isole è veramente una bella scoperta. Sembra che Il nome Stoccolma deriva dall'unione di due parole svedesi: stokker (o nel moderno stock) che significa "tronco/ceppo" e holme che significa "isola", quindi "isola dei tronchi d'albero". L'origine di tale nome più accreditata è quella che descrive il modo con cui la città si difendeva dalle navi nemiche: con dei tronchi lungo tutti i punti d'accesso all'isola.

Ormai zuppo e stanco torno verso hotel. MI fermo in un supermercato dove compro per la cena e per la colazione di domani.

3° giorno

Svegliato abbastanza comodo . Oggi vado al Famoso Parco di Skansen. Prima di arrivare passo , come ormai da prassi, in vari ponti e piccole isole. Per fortuna oggi il tempo è clemente, con piccolissimi sprazzi di sole.


Skansen è il museo all’aperto piú vecchio del mondo.  Nell'isola di Djurgården si trova questo parco/museo dove sono state trasportate le case svedesi dei secoli scorsi oltre un piccolo quartiere della città di Stoccolma.

Il prezzo per entrare è 119 sek. All'ingresso ti consegnano una guida per percorrere il parco.

L'idea è molto carina è uno zoo e un museo antico insieme. Da una parte ci sono animali sia domestici che esotici , in un altro entri in un mondo antico fatte di case senza elettricità e acqua corrente.

Molte case sono aperte dove entrando trovi delle persone vestite d'epoca che ti raccontano la vita o il lavoro a quel tempo ( tutto in perfetto inglese).


E' molto suggestivo sembra di tornare dietro nel tempo.


Inoltre ti raccontano la vita della donna o il cenone di Natale , come si mangiava e cosa. Il racconto non è ad un unica via, si può interfacciarsi e fare delle domande. Molto particolare.

Non può mancare il mercatino ( che ahimè la maggior parte era chiuso) o il negozio di souvenir con il personale in vestiti d'epoca.

Vicino al ristorante ho potuto  fare delle belle foto di Stoccolma.

Nella parte zoo ci sono gabbie (ahimè) con linci , lupi e foche. Non può mancare il recinto delle Renne. Ad intervalli e con un programma ci sono spettacoli con animali.
Il parco è visitato anche da famiglie perché c'è la parte rettilario e animali domestici.

La funicolare che gira in tutto il parco era chiusa. Questa è stata l'unica nota stonata del parco , ma che porta il mio giudizio ad una mancata sufficienza. Essendo Natale o nelle vicinanze pensavo che fosse in tutto il suo splendore e attività, invece molti edifici e il mercato era chiuso.

Il Tempo , comunque, all'interno è volato ed ormai è già buio ( alle 15 scende la sera a Stoccolma).
Gironzolo vicino al parco. Di fronte si trova il museo degli Abba. I prezzi siano per entrare che per il negozio di souvenir sono alti, oltre alla media , che è già alta,  di Stoccolma. Desisto. Fuori dal museo c'è un cartonato del gruppo con la possibilità di farsi la foto del viso. Turistico.




Passeggio lungo il corso d'acqua, girando dietro il parco giochi. Arrivo a Beckholmen un isolotto che ha il suo itinerario turistico. Lo seguo. Stoccolma è particolarmente bella e interessante da vedere in ogni parte.




Giro un po' ancora poi visto il fitto buio torno indietro. Mi fermo in un Street food e ceno.
Torno in hotel soddisfatto.



4° giorno


Oggi mi dedico alla parte del lungo mare ancora non esplorata. Dintorni ci sono molti parchi quindi vado verso quella destinazione.




Camminando dopo Nordic Museum e Vasa Museum ci sono altri musei che si possono visitare :  quello Storico di Stoccolma, dove all'esterno  ci sono cannoni di ogni epoca; Polizia; Parco tecnologico.


Io continuo il mio percorso , e mentre incrocio persone che fanno jogging ( coraggiosi visto il freddo) ,   mi faccio affascinare  dal panorama.


Veramente bello . Amo la natura e tutti i suoi ritratti.

Ad un certo punto torno indietro e passo dall'altra parte della sponda. La vista di Stoccolma che si affaccia sull'acqua è da immortalare.


Camminando supero statue, panchine particolari, animali ed uccelli. Turisti che immortalano con selfie il loro viaggio.


Mi cattura una statua con descrizione Peace( Pace) che sembra che abbracci la città.
Particolare e suggestiva.






Seguo i vari itinerari presenti nella strada , ogni volta che arrivo in un sobborgo nuovo.


Mi faccio catturare, come al solito, e non mi accorgo della strada percorsa.


Ormai è pranzo inoltrato. Vado verso  le vie dello shopping di Stoccolma.  Dalla stazione centrale si aprono delle strade piena di centri commerciali , negozi e ristoranti. Da non perdere Drottninggatan.


Tra le varie strade c'è anche un mercato dei fiori , dove i vari commercianti cercano di venderti la loro merce.

Devo dire che le luci di Stoccolma sono veramente belle, rendono un pizzico in più a questa città.

Interessante sono questi negozi tipo Ikea , con grandi cesti pieni di prodotti per la casa o addobbi natalizi,  ne trovi tantissimi con pezzi veramente bassi.

Finito il giro ritorno al porticciolo ormai stanco ma contento. E' sera e ultima giornata in questa bellissima città.
Immortalo con ultime foto e poi torno in albergo.

4° giorno

Torno a CityTerminalen e dopo aver comprato il biglietto per il bus mi accingo a raggiungere aeroporto e tornare a casa

lunedì 13 novembre 2017

VIAGGIO AD EDIMBURGO

Novembre 2017


Si Riparte.
Quello che andrò ad affrontare è uno dei miei viaggi chiusi nel cassetto da tanti anni, e tirato fuori bello lucido e nuovo per essere vissuto.
La mia nuova destinazione è Edimburgo , capitale della Scozia , anche soprannominata l'Atene del Nord per il  suo fermento artistico, architettonico e culturale.
L'aereo è nel primo pomeriggio da Bergamo, con Ryanair. Nessuna cancellazione e nessun ritardo. Si parte e si arriva in orario, devo solo ricordarmi di cambiare l'ora in avanti per il fuso orario.
Superata la fase controllo documenti esco dall'aeroporto. Uscito mi avvio verso la stazione di Airlink 100 , che mi porterà in centro. Il prezzo del biglietto è 4,50 per un singolo viaggio, e 7,50 per andata/ritorno con quest'ultimo a  data aperta.
Pago e salgo nell'autobus. Naturalmente,  come la maggior parte dei turisti , scelgo un posto al piano superiore ( 😉 ). E' bello tornare ad essere bambini e meravigliarsi , o divertirsi, per così poco. ( Naturalmente già stato a Londra e quindi già provato).


In centro ad Edimburgo prendo il bus 33 che mi porterà all'albergo (Rosehall Hotel). http://www.rosehallhotel.co.uk/
Usando Maps.me e Maps di Google trovo facilmente albergo. La proprietaria dell'albergo è veramente gentile e squisita. Mi parla in inglese e mi spiega tutto , sia per quanto riguarda l'albergo che per attrazioni ( sconti o bus). Devo dire che sentir parlare inglese da un indigeno è qualcosa di completamente diverso di sentirlo in bocca ad un qualsiasi altro.  Arrivo in stanza : abbastanza grande e riscaldata.
Tiro fuori dalla valigia il riduttore per caricare il telefono e faccio una doccia ( alla mattina svegliato presto per lavoro). Ormai è sera. Decido che per la prima giornata di guardare cosa si trova nei dintorni. Il posto è molto tranquillo , giro per viuzze e strade principali. Dopo un po' di girovagare mi fermo in un supermercato (Tesco), compro per la cena e torno in albergo.


2° giorno


La mattina , dopo aver fatto colazione, mi vesto coperto ed esco dall'albergo. La notte aveva piovuto, l'aria non è freddissima. Cappello e piumino bastano per andare in giro. (Devo dire che oltre la notte appena passata non ha più piovuto durante il mio soggiorno, sarò stato fortunato!).
Vado verso il simbolo  di Edimburgo : Il castello.
Edimburgo è tranquillamente percorribile a piedi, non è grande. La prima tappa per l'obiettivo oggi è il parco The Meadows.

Una  stupenda area verde, con viali alberati e prati immensi ideale per scampagnate e giochi all'aperto.
Negli anni 1870 i Meadows diventarono un luogo importante nel primo sviluppo del calcio a Edimburgo. Tra le  squadre che usavano i Meadows furono Heart of Midlothian FC e Hibernian FC. C'è una targa moderna vicino a Whalebone Arch per commemorare l'evento del primo  derby , avvenuto il 25 dicembre 1875.

Passo tra alberi con  persone che fanno jogging e bambini che giocano. Una bellissima atmosfera.
Mi dirigo verso il centro , passo da un vecchio accesso di due colonne dove alla sommità ci sono unicorni.
Per arrivare al castello passo davanti al Greyfiars Kirk, famoso per Bobby , il  cane di razza terrier  , che nel 1800  passò  quattordici anni della sua vita davanti alla tomba del padrone, fino alla propria morte. Nella  chiesa di Greyfriars  , come in quasi  tutte quelle di Edimburgo, c'è un cimitero. Il luogo è da vedere e aperto al pubblico. Di fronte all'ingresso del sito del Greyfriars, sul marciapiede, c'è la statua dedicata a Bobby.

Percorro il George IV Bridge fino all'incrocio con il The Royal Mile che mi porterà al Castello. La strada è piena di negozi , con uomini nel tipico kilt , che vendono souvenir e  abbigliamento in cashmere. All'incrocio un tipico scozzese in kilt suona la cornamusa per i vari turisti che riempiono il centro della città scozzese.

Nei vari negozi compro souvenir e qualche regalo da riportare in Italia.
Arrivo nel piazzale antistante al castello. Mi godo quel sole mattutino che rende il panorama veramente unico.
Dall'alto , inoltre, la città ha un fascino particolare.


Entro nel castello e faccio un salto indietro nell’avvincente storia scozzese.
Il castello è costruito nell'altura della città. Questa posizione strategica è stata fondamentale per tutti gli avvenimenti storici che si sono susseguiti nei secoli nella città .
Questa sua ubicazione ha reso il castello inespugnabile (mai esso è stato espugnato dal nemico assediante), ma ha creato anche notevoli difficoltà logistiche, quali ad esempio il rifornimento idrico per i suoi abitanti, visto che il materiale su cui è costruito non assorbiva l'acqua piovana e quindi rendeva impossibile l'accumulo di riserve per gli abitanti del castello. Nel corso di assedi molto prolungati, molti suoi abitanti morirono per la mancanza di acqua.
Il castello iniziò a trasformarsi in una fortezza reale durante il regno di David I (che regnò dal 1124 al 1153) ed è propro a questo periodo che risale l’edificio più antico di tutto il castello e anche di tutta la città, la St Margaret’s Chapel. Successivamente, durante le Guerre di Indipendenza Scozzesi, il castello passò più volte in mano agli inglesi, ma venne poi prontamente riconquistato dagli scozzesi.
In cassa , una fila un po' lunga ( esiste anche la possibilità di comprare online ) , pago 17.50 £ .
Prima dell'ingresso vero e proprio c'è un negozio di souvenir, mentre subito dopo c'è  il chiosco delle audioguide. Il costo è di 3 £.
La visita è durata quasi 4 ore , quindi preparatevi a gustarvela tutta. A me è piaciuta tantissimo.



Ogni parte del castello ha una storia che è interessante ascoltare con audioguida.
Da vedere assolutamente St Margaret's Chapel, Le prigioni e i gioielli della corona. Nella piazza superiore fa da padrone il  grande cannone Mons Meg . Il cannone, pesante sei tonnellate, è puntato verso il nord della città di Edimburgo.
Alle 13 esatte non dimenticate di tornare nel viale principale per assistere allo sparo del cannone , il One o'clock Gun. Quest’usanza nacque nel 1861 quando le navi nel porto di Edimburgo, a Leith, avevano bisogno di un chiaro segnale per regolare gli orologi di bordo. Molto folkloristico.
Prima di finire il giro mangio qualcosa al bar del museo. Una zuppa vegetale, un trancio di  pizza e una birra mi fanno da pasto.
Finisco il giro vedendo tra l'altro il Cimitero dei cani, il National War Museum, lo Scottish National War Memorial e i Regimental Museums.
Finito il giro , e assolutamente soddisfatto, esco dal castello.
Torno sul The Royal Mile , e  appena vicino al castello si trova sia Camera Obscura che il museo del Whisky.
Mi  fermo a guardare dei busker che si esibiscono nella strada. La cattedrale là vicino è pregna di persone a causa di un matrimonio che si sta ufficiando all'interno. Niente oggi non si potrà visitare.
Bellissimi e pittoreschi sono i vicoli dove si vedono varie vedute della città.
Supero la cattedrale e mi fermo al Royal Mile Market , un palazzo antico dove all'interno ci sono piccoli chioschetti che vendono prodotti locali o particolari.
Prendo il North Bridge , che sovrasta la stazione e vado verso la zona dei vari negozi.


Ormai è quasi buio, sta diventando sera. Vado verso la torre del Monumento Scott. Il Monumento Scott è un monumento  per l'autore scozzese Sir Walter Scott . E' alta 61 metri. Il monumento è visitabile durante il giorno.
Superato il centro commerciale giro e visito i vari negozi che si trovano nella parte opposta del monumento.
Ormai è tardi compro qualcosa in un centro commerciale e mi dirigo verso l'albergo.


The Meadows splende di bellezza anche con la luce lunare.














3° giorno


Dopo aver fatto colazione esco dall'albergo. Mi dirigo verso Calton Hill. Oggi al parco Meadows si svolge una gara podistica. Osservo la gara mentre passeggio tra i viali alberati.


La cattedrale con le funzioni mattutine, è Domenica ,  è chiusa alla visita turistica. Supero The North Bridge e mentre sono in strada mi fermo in un vecchio cimitero (Old Calton Burial Ground). In questo cimitero sono sepolti molti personaggi famosi scozzesi del passato , oltre ad essere casa Monumento dei Martiri politici , un obelisco eretto alla memoria  di alcuni riformatori politici e dell'American Memorial War of Scotland.

Attraverso la strada e salgo per la collina di Calton Hill. Il panorama dall'alto è veramente incredibile, si può godere sia la vecchia che la parte nuova (Old Town e New Town). Ogni monumento

presente ha la sua descrizione in inglese. Quindi mentre passeggi per il parco puoi gustarti anche la storia. Alla fine della collina sorge il Il National Monument : un goffo tentativo di imitare e riprodurre il Partenone, rimasto incompiuto per mancanza di fondi. Ma poi , secondo me , ha conquistato il suo fascino unico.


Molti turisti girano e passeggiano. C'è un chiosco dove decido di comprare un caffè espresso, tento la fortuna. Posso dirvi che non era male, ho bevuto di peggio in posti dove era scritto "il vero Espresso".


Dal monumento più alto del parco  si nota la collina di Holyrood Park, in lontananza. Non posso tirarmi indietro deve essere salita e calpestata anche da me. Sono attratto come un ape di fronte al miele, quindi prendo e parto.


Per arrivare passo davanti al Nuovo  Parlamento Scozzese e un altro vecchio cimitero.
Arrivo ad Holyrood Palace. Il Palazzo è la residenza ufficiale in Scozia di Sua Maestà la Regina Elisabetta II che qui trascorre alcune settimane all'inizio dell'estate. Holyrood è una anglicizzazione dello scozzese Haly Ruid (Santa Croce).

Decido di dedicarmi dopo alla sua visita , prima c'è la conquista della collina. Vado dritto verso la collina più bassa e comincio a salire.
Fiatone e un forte vento mi fanno compagnia nella scalata. Il panorama che si intravede mentre salgo , comunque, vale assolutamente la pena di essere visto. La città al di sotto è stupenda.



Mi godo il panorama . Scendo verso la valle perché ora mi aspetta Arthur's Seat, il punto più alto di Edimburgo, con i suoi 251 metri d'altezza.


Per salire  , almeno all'inizio,  ci sono scalini  più o meno in buone condizioni. La salita è veramente irta. Ma niente può sconfiggerti se è un tuo obiettivo.
Arrivo dopo un po' di fatica in cima.
Niente più bella può apparire la città. Dopo varie foto mi siedo e mi godo il tutto. Mi sento una persona più ricca , sicuramente interiormente.

Prima di scendere lancio un ultimo sguardo alla città. Dall'altro lato della collina si possono ammirare dei laghi.

Finita la discesa mi avvio per la strada che gira attorno al parco. Mi fermo e osservo lo splendore dei due laghi che incontro nella mia strada. Cigni e anatre sono abitanti meravigliosi di queste oasi.


Arrivo al punto di partenza e mi accorgo che siamo in pieno pomeriggio e non ho ancora mangiato.
Torno al Palazzo e mi dirigo verso la caffetteria. Bevo un cappuccino e mangio dei dolci,  presenti in bella vista sul banco.


Prendo  The Royal Mile per tornare in centro ad Edimburgo. Nella strada è presente il Museo storico della città. Decido un  full immersion nel  museo , una parte   tranquilla dopo soprattutto la scarpinata della collina. IL museo è completamente gratuito.


Vado  verso il centro ed è ormai sera. Decido di percorrere le strade dei negozi non ancora viste. Ci sono pub caratteristici e abbellimenti di Natale. E' presente un Mc Donald's dove decido di cenare.


E' ora di tornare in albergo. Un altro giorno da ricordare è passato.


4° giorno


La signora dell'albergo mi ferma e mi chiede come sta andando la visita della città. Mi chiede cosa ho visto e mi corregge le pronunce dei siti turistici.


Compio lo stesso tragitto dei giorni passati e finalmente posso vedere la Cattedrale di Sant Giles ( o Sant'Egidio).
E’ il cuore e uno dei simboli della capitale di Scozia, reso immortale dall’omonimo romanzo di Sir Walter Scott. Proprio qui, vicino al Royal Mile, sorgeva un antico tolbooth, una prigione cittadina ora distrutta.
Dovrei sputarci per aver fortuna, come vorrebbe una vecchia tradizione, ma per rispetto non lo faccio. Costruita sui resti di una struttura del IX secolo, l’edificio ha subito diverse modifiche e cambi di stile. Per fotografare all'interno della cattedrale servono 2 sterline, consegnate al banco all'ingresso.
Una parte molto bella di questa chiesa, e cosa che caratterizza quasi tutte le chiese del periodo gotico, sono le bellissime vetrate decorate. Queste sono ricche di decorazioni e risalgono al XIX e il XX secolo. Queste raffigurano la vita di sant’Andrea in alcune situazioni particolari della sua vita religiosa.
Esco dalla chiesa soddisfatto e vado verso il Dean Village. Naturalmente vado a piedi.


Dean Village ("dene" in scozzese significa "valle profonda") fu un luogo prospero per più di 800 anni. Verso il 1960, divenne un luogo povero e decadente, causa la crisi.  Dieci anni dopo, ci si rese conto che si trattava di un luogo gradevole, vicino alla città, ed iniziò la riabilitazione della zona, per trasformarla in un’area residenziale molto ambita .
Una visita al Dean Village la raccomando, è un posto fuori dal comune e fuori dal tempo. Si torna indietro con la storia e si vivono momenti passati. Raccomando di fare una passeggiata  tranquilla. Non perdetevi la camminata sul fiume Leith.

Esco dal villaggio e mi dirigo verso il porto. Per arrivarci basta percorrere strade alberate.
Nella mia strada trovo la cattedrale di St Mary. Molto bella da vedere.

Per raggiungere Il porto passo davanti all'Orto botanico e il bellissimo parco di Inverleith .


Laghetto artificiale con cigni e anatre splendono in questo parco.

Posto da vedere e da soffermarsi per riposare e godersi la natura.

Arrivo al porto. E' pranzo ed ho fame. Entro al centro commerciale e mi faccio affascinare da un handmade Burger. Mangio un bel panino con patate e birra.

Soddisfatta la parte culinaria giro per il porto, sia la parte vecchia che la parte nuova. Interessante .
La Royal Yacht  Britannia è visibile dalle vetrate del centro commerciale. Costruita nel 1953 con l’idea che fosse usata come nave ospedale per i periodi di guerra e come eventuale rifugio della regina in caso di una guerra nucleare, è ora una delle attrazioni turistiche più visitate di tutta Edimburgo.
Nella parte vecchia del porto  ci sono Barche trasformate in ristorante  ferme sulla banchina. Il panorama è molto bello.
C'è anche una panchina con personaggio illustre da sfondo.
Per rendere omaggio al passato peschiero di Leith come porto di Edimburgo, si trova  un arpione per balene. La caccia alle balene è stata per decenni la principale fonte di guadagni per Leith. Le imbarcazioni che si dirigevano verso l’Antartide, passando per le isole Falkland/Malvine, si dedicavano a questo tipo di caccia ed appartenevano alla compagnia di Christian Salvesen che aveva varie basi nell’Atlantico del Sud.
Dopo aver finito la passeggiata torno verso la città.
Mi fermo in un supermercato e compro la cena. Torno in albergo dato che il giorno seguente mi dovrò svegliare presto per andare in aeroporto.

5° giorno

Raggiungo il centro dove da Waverley Bridge parte il bus che mi porta in aeroporto.
Un altro viaggio pregno di emozioni e nitide sensazioni è finito, ma verrà ricordato per molto molto tempo.



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