giovedì 24 gennaio 2019

VIAGGIO NEI DINTORNI DI MADRID (TOLEDO E SALAMANCA)


Eccoci in partenza per il primo viaggio del 2019. Parto da Bologna stavolta, la mia città , per andare a Madrid. Biglietto con priorità 46 euro a/r. Madrid sarà la base per vedere i dintorni della capitale spagnola.
Si parte al mattino con freddo polare a Bologna. Ormai tutti prendono la priorità quindi la fila è immensa, mentre quelli senza priorità sono 4 gatti.
Il viaggio è ok. Finestrino con vista, e qualche sonnellino a sprazzi. Madrid ha una pista lunghissima, da quando atterri a quando arrivi al terminal ci metti quasi 5 minuti.
Sbarco e seguo indicazioni metro. Il prezzo del biglietto, considerando che devi comprare anche la card , è di 8,50 ( 4 euro supplemento aeroporto). Vi consiglio di tenere la card per non pagarla anche dopo. Il mio albergo/Hostal si trova vicino al centro (Atocha – Hostal Rivera). Per arrivarci , dopo la metro,  sono andato a piedi, considerate che vicino all’albergo c’è la fermata Anton Martin (Linea 1 Metro).
Prima di arrivare in albergo mangio un panino da Burger King, Madrid ne è piena, verso  Plaza de Sta. Barbara. La temperatura non perfettamente calda , ma visto le temperature polari italiane, non mi lamento. Arrivo in albergo, dove a mio malgrado vedo che ci sono lavori nella strada sottostante e all’interno del palazzo dove si trova l’Hostal, che è situato sia al primo che al secondo. Suono al secondo piano dove nessuno risponde, quindi mi dirigo al primo. Un ospite presumo mi dice di salire al secondo. Un po’ titubante risalgo al secondo piano dove finalmente il proprietario mi riceve. Effettuo il check-in e vado in stanza, che è piccola ma essenziale.
Dopo una doccia, bollente, comincio a girare per la città. Gironzolo per i vicoletti e verso la Plaza Mayor dove pullula solitamente di  artisti di strada e di pupazzi che chiedono qualche soldo per una foto con loro. Dopo aver visto qualche artista, seguo l’onda turistica che porta nelle due strade che intersecano la piazza, dove sono presenti Negozi, con saldi invernali, che vengono assaltati da turisti e spagnoli per qualche occasione.  Giganteggia qualche cartellone nelle piazze.
Madrid è una città che ho già visto due volte ma rimane sempre affascinante. E’ quasi sera quindi mangio un panino accompagnato con una cerveza. Finisco il mio giro nei piccoli vicoli del centro di Madrid , scatto qualche foto alle luci della città e torno in albergo per affrontare il giorno dopo.
 
2° giorno Salamanca
„Soltanto chi mette a prova l'assurdo è capace di conquistar l'impossibile.
 Miguel de Unamuno
Il giorno dopo voglio andar vedere uno dei posti più conosciuti dopo le mura madrilene, Salamanca. Famosissima per la sua rinomata Università in tutta la Spagna. Parto presto dall’albergo per raggiungere, con la Metro,  la stazione di Chamartin. Per arrivare la stazione ho preso la Linea 1 da sotto l’albergo. La stazione di Chamartin è anche e la stazione della rete di treni di Cercanías di Madrid per le linee C1, C2, C3, C4, C7, C8 e C10.
Vado allo sportello dove, ad un addetto ancora insonnolito, chiedo due biglietti andata/ritorno in giornata per Salamanca. Il prezzo totale è stato di circa 54 euro (più di Bologna Madrid in aereo!!) ma poi posso assolutamente dire che ne è valsa la pena. Ogni biglietto, e quindi ogni viaggiatore, ha un posto prenotato nelle 4 carrozze esistenti. Mentre aspetto che compaia il numero del binario sul display, vado a far colazione in un bar presente in stazione. Caffè con leche e churros mi saziano l’appetito.
Appena esce il numero del binario molte persone, di cui mi aggrego, si alzano e vanno verso la postazione. A Madrid per salire sul treno bisogna superare la sicurezza, che non è il far vedere il biglietto come in Italia , ma passare allo scanner il bagaglio e il giubbotto. Rimango sorpreso per le misure di sicurezza. Il biglietto viene letto prima di entrare nel binario, e non sul treno. Posto vicino ad una signora con la Bibbia, molto gentile.
Leggo qualche pagina di un libro tra un sonnellino e l’altro. Il viaggio dura circa 1h e 40 minuti.
A Salamanca la stazione è all’interno di un centro commerciale, o il contrario. Mi dirigo verso il centro, sono circa 15 minuti a piedi. Nel tragitto , visto il freddo, compro dei guanti da un negozio prima della piazza principale. Il cappello lo avevo comprato il giorno prima da Primark a Madrid.
Arrivo a Plaza Mayor , una piazza grandissima che durante la sua costruzione , tra il 1729 e il 1755, fu considerata la piazza più grande di tutto il mondo Cristiano. La pizza è veramente enorme ed è bellissima.E’ stata  Dichiarata Monumento Nazionale dal 1935, nella giustificazione tecnica e artistica si afferma che è "la piazza più decorata, proporzionata e armonica di tutte quelle della sua epoca esistenti in Spagna.” Ha 88 archi e numerosi medaglioni lavorati.
La storia della piazza narra che Fino al 1954 sono esistiti dei giardini nel suo centro. Questi giardini segnavano un curioso rituale per cui gli uomini giravano intorno, nel senso delle lancette dell’orologio, e le donne nel senso opposto. In piazza si davano appuntamento tutte le coppie, e da qua si sono formate molte coppie e storie d’amore. Ahi l’amore. Il giardino ora non c’è al suo posto ci sono persone che si selfano, fotografi provetti e professionisti che si dilettano ad immortalare, turisti che guardano solo con occhi ammirati.
Bellissimo passeggiare sotto gli archi per ammirare tutte le sfaccettature della piazza. Sotto gli archi sono presenti dei negozi con caffetterie dove si può sorseggiare il caffè. Il freddo costringe però a farlo all’interno invece che ai tavoli esterni sul piazzale. A dx del palazzo principale, sotto gli archi, è presente la Caffetteria più vecchia di Salamanca , dove in vetrina sfoggia prodotti e dolci tipici.
Esco dalla piazza, dalla parte sinistra, ed entro nel mercato al coperto. Carne e insaccati, frutti, pesci tutto fa contorno a questo mercato. Colori unici.
Esco e dopo essersi immortalato ad una statua di una donna anziana fuori dal mercato proseguo verso il centro. Nel viale prima della cattedrale, pieno di negozi di souvenir, compro qualche ricordo da portare a casa compreso la famosa Ranita, la mascotte della città. La Cattedrale, quella Nuova,  è veramente spettacolare, grande e immensa.
La cattedrale Nueva di Salamanca è conosciuta, o nota al mondo, anche per il “mistero dell’Astronauta” presente all’ingresso della porta Principale. La figura intagliata ricorda straordinariamente un astronauta dei nostri giorni, e visto che la cattedrale è stata costruita a cavallo del 15° e 17° secolo sembra un po’ strana.  
Curiosa immagine che sembra assolutamente uscita da un film di Fantascienza, Stargate per dirne una, anche se in quel caso si parlava di Egitto e Piramidi. Leggendo un po’ qua e là, si presume che l’opera dell’astronauta è di un muratore effettuata durante il restauro del 1992. Secondo la tradizione, i restauri alle cattedrali spesso includono qualcosa dei tempi moderni: in questo caso i restauratori hanno scelto di rappresentare un astronauta.
Strano e curioso l’aneddoto. Vero o no è comunque veritiera questa figura nella cattedrale.
Dietro la cattedrale è presente l’ingresso per Ieronimus, con 3,75 € puoi vedere Salamanca e le sue torri medievali. Il percorso è interessante e assolutamente da fare. Si passa anche dentro la cattedrale, che la si può vedere dall’alto. Si sale su scale a chiocciola, dove a volte si fa molta fatica a passare in due. Bellissima la vista di Salamanca dall’alto. Non potete farvela sfuggire. Se andate a gennaio, come me, copritevi però. La cosa che però delude un po’ è l’ultimo piano, dentro il campanile ma con una rete protettiva che copre la visione esterna. Una città vista a scacchi.
Scendo e dalla piazza seguo la musica di una persona che suona la fisarmonica. Esco dal centro per raggiungere il famoso ponte romano. Costruito intorno al I-II secolo d.C. e parzialmente rifatto tra il XVI e il XVII secolo. Percorrete il ponte, dopo esservi fatti la foto sul fiume Tomes, e godetevi lo spettacolo di Salamanca dall’altra parte della riva/strada. Salamanca è lì che ti affascina. Se siete fortunati potete godervi una parte di essa riflessa sul fiume.
Dopo aver perlustrato la parte dopo il fiume,  ho preso il ponte successivo per tornare nella parte vecchia della città. E’ giunta l’ora del pranzo, anzi l’ora è già stata passata, ma la bellezza e lo scoprire di questa città mi aveva conquistato. Nel tornare indietro, prima di inoltrarmi nella zona universitaria, mi fermo in un negozietto che vende oltre allo jamon , anche l’Hornazo. Un panino che vi farà saltare tutte le valvole coronariche con un impennata ai massimi del colesterolo. Un panino pieno di salumi, veramente buono anche se calorico, che va assaporato con la cerveza.
Dopo il panino si riprende a fatica la camminata e la scoperta della città. Si passa dalla parte universitaria, dove il palazzo Universitario si impone in maniera abissale. L’università è la più antica di tutta la Spagna la cui creazione, e fondazione, risale al 1218. Bello passeggiare nelle strade adiacenti che pullula di ragazzi immersi nello studio, o in un veloce pranzo seduti per strada. Pieno di copisterie o librerie, negozi assolutamente obbligatori per la vita degli universitari.
Torno verso Plaza Mayor immortalo i palazzi con una luce pomeridiana. Percorro la strada parallela a quella presa all’andata e a volte mi avventuro in qualche negozio tipico. Nel centro commerciale della stazione è presente uno spettacolo di qualche icona dei teenager spagnole. Non conosco i vip ma il silenzio è martoriato da qualche urlo e da flash di mamme che fotografano le figlie con i loro idoli.
Il treno riparte con la stessa solerzia della sicurezza dell’andata. Durante il tragitto dormo.
Dalla stazione di Chamartin arrivo che è buio. Mangio un panino in un Burger King. Mi dirigo verso la Plaza per godermi qualche spettacolo di un artista di strada. Mi conquistano dei Mariachi che con la loro musica, a volte malinconica a volte vivace e pieno d’amore, allietano la serata madrilena.
Torno in albergo. Contento
3° giorno Toledo
Viajar no es un lujo, es una necesidad.
Viaggiare non è un lusso, è una necessità.
(Letta sul Web)
Oggi si decide di andare a Toledo, la città delle spade e famosa per l’antieroe di eccellenza Don Chisciotte. Stavolta la partenza è dalla stazione di Atocha, dove ogni 1 ora circa, anche se è domenica, c’è un treno che porta a Toledo. Il biglietto costa circa 11,30€ a viaggio, con meno di 23€ te la cavi. Dopo aver comprato il biglietto mi fermo nelle varie caffetterie aperte in stazione per una buona colazione.
Anche ad Atocha per entrare,  dove ci sono  i treni, bisogna superare la sicurezza con lo scanner. Il biglietto viene letto prima di salire sul treno. Viaggio breve dato che dura 30 minuti.
A Toledo non ti puoi sbagliare dove dirigerti per raggiungere la città, perché appena esci e la vedi : splendida sulla collina che regna sulla campagna sottostante. Non può che non essere Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Alla rotonda, prima di salire verso una delle porte d’ingresso, giganteggia, quasi nascosta, la scritta Toledo dove si possono fare i vari selfie.
Si sale e prima di arrivare alla porta già sono partite foto per immortalare questa bellissima città. Circondata dal fiume Tago, o come letto in vari cartelli Tajo in spagnolo, rende questa città sicura e signorile. Sotto il ponte, dove c’è la porta per entrare, dei cigni nuotano sfidando il freddo. Splendido panorama sembra una cartolina. Scendo verso la riva per immortalare il momento. La leggenda narra che il Re Ercole avrebbe, con un colpo di spada, tracciato tutto attorno alla città il profondo solco del fiume Tago
Percorso il ponte comincio a prendere le varie scale per salire. La città di Toledo è stata costruita in collina. Da qualche parte c’è un ascensore che porta alla parte sottostante, e nuova. Salendo mi fermo in qualche souvenir, dove poi mi pentirò, per comprare qualche ricordo. Non fermatevi al primo che trovate, Toledo è un museo vivente e pieno di negozi di souvenir dove si può comprare ninnoli a pochissimo prezzo.
Plaza de Zocodover
Arrivo alla bellissima Plaza de Zocodover. Dove sono presenti tavoli per sedersi per un caffè. Colpisce la presenza del nuovo che avanza (Mc Donald’s e Burger King) vicino a caffetterie di vecchia data. Strana l’atmosfera che vivi in questa piazza, dove per godertela devi girarti a 360 gradi, dove un tempo era affollata dal popolo per assistere alle corride o ai terribili Auto da fé, pubbliche esecuzioni di condanne al rogo per eresie varie, che venivano decretati dall'Inquisizione.
Si distingue nella sua architettura la presenza delle varie influenze religiose. Musulmana ebraica e cristiana che nel tempo hanno regnato nella città. L’Alcazar troneggia sia nella città che nella pianura sottostante. Ora è un Museo dell’esercito, aperto anche la domenica, dove potete, se non interessati alle armi, godervi il Palazzo. Nelle vicinanza del palazzo c’è il Parco dove si gode una bellissima vista.
Torno indietro e percorro i tantissimi vicoli, che anche siamo a gennaio, affollati di turisti. Armature e dolci padroneggiano nei vari negozi che incontro nella mia passeggiata turistica. Arrivo alla cattedrale di Toledo che conquista tutti gli occhi appena sei alla Plaza de Ayuntamento. Come molte basiliche/cattedrali in Spagna sorge sul sito della Grande Moschea. A sua volta era sorta su una chiesa visigota.
Alcazar
Bellissima esternamente. E’ domenica e la santa Messa restringe le visite. Decido di vedere la città e poi ripassare. Sopra la porta centrale, è collocato un timpano, nel quale è raffigurata la Vergine Maria che porge una veste a Sant'Ildelfonso (santo patrono di Toledo). "Puerta del Mollete", la 'porta del pane al latte' così detta perché presso di essa veniva distribuito il cibo per i poveri. Tornato verso la piazza dove mi godo il Municipio che il Palazzo di Giustizia. Nella piazza a sinistra, circa tra cattedrale e Municipio, è presente una “vasca” d’acqua. Tre aguas è il nome del progetto, che vuole fare vedere la Cattedrale anche nel suo riflesso.
Continuo a percorrere i vari vicoletti. Bellissimi e tutti da vedere. Ho fame e purtroppo per motivi fisiologici impellenti mi fermo a mangiare da Mc Donald’s, nella piazza principale. 
Passeggiando dopo il pranzo arrivo fino all’altro ponte della città dove si trova il Museo del pinto El Greco. Il museo da Sabato pomeriggio e per tutta la domenica ha ingresso libero. Scrivo che per gli amanti della pittura è molto, forse, interessante. Per tutti gli altri la conoscenza delle opere di un pittore che ha dato tanto alla città. Nel museo ci sono sia opere sua che di altri.
 
 
Uscito dal Museo vado nel parco di fronte, dove si gode un bellissimo panorama. Posto strategico per foto e selfie. Entro per 2,80€ nella sinagoga de Santa Maria La Blanca. Non mi lascia niente. Solo colonne bianche, forse un religioso riuscirà a cogliere qualcosa che io non sono riuscito ad afferrare. Giro intorno alla città e cammino sia sul percorso sul fiume, che ad un certo punto s’interrompe, che la strada che lo affianca. Veramente bello tutto. Toledo mi ha riempito il cuore e gli occhi di bellezza antica, con un sapore buonissimo.
E’ ora di tornare in stazione, che ha degli affreschi bellissimi da vedere e guardare. Unico problema della stazione è che non ha display all’interno quindi per vedere a che binario parte il treno bisogna uscire all’esterno. A Toledo segue sicurezza come nelle altre.
Arrivo a Madrid e torno nella pizza principale a godermi gli ultimi spettacoli degli artisti. Oggi in programma ci sono ballerini e acrobati. Da vedere assolutamente quelli con i pattini.
Ormai è sera inoltrata e dopo essermi fermato al supermercato torno in albergo. Un insieme di umori mi tormentano, felice per un altro posto visto e triste perché il giorno dopo si torna a casa.
 
4° giorno Madrid
Se andate a letto la sera a Madrid passate per originale. A Madrid nessuno va a letto prima di avere ucciso la notte.
 (Ernest Hemingway)
Non mi sveglio presto. Vado a far colazione nei dintorni di Atocha e quindi dell’albergo. Oggi decido di godermi il Parco del Retiro, cui ho ricordi bellissimi. Un parco assolutamente da vedere e , forse come nel mio caso, da rivedere.
Con la valigia al seguito giro per il parco e ammiro il lago con il monumento. Scatto foto e selfie. Niente è paragonabile a questo a Madrid.
 
E’ ora di prendere la metro che mi porta in Aeroporto. Un altro viaggio compiuto. Un altro viaggio rimasto nel cuore. Arrivederci Madrid

mercoledì 16 gennaio 2019

VIAGGIO DI TRE GIORNI A MALAGA (E NERJA)

Dicembre 2018






Siamo a dicembre. Ultimo mese dell'anno e ultimo viaggio dell'anno. Si torna in Spagna e si va In Andalusia. Posto che amo e che non finirei mai di vedere. Luoghi stupendi , con clima meraviglioso , persone accoglienti e buon cibo. Il clima mi viene incontro anche in questo viaggio. Parto dall'Italia con qualche grado sotto zero e arrivo a Malaga con un clima primaverile.


Si parte da Milano con la compagnia Easyjet. Il volo è al mattino presto, la sveglia è all'alba. Purtroppo i controllori francesi decidono di scioperare , quindi la partenza è stata rinviata di 2 ore.


Sbarcati dall'aereo già si sente la temperatura differente. Seguo l'uscita del terminal e prendo il Bus che mi porta in centro/stazione autobus.  C'è la linea "A" che ha il costo di 3€, che puoi comprare presso le  macchinette o pagare direttamente sul bus. Il bus effettua varie fermate che sono scaricabili presso il sito dell'azienda (Linea A).
 I viaggi verso il centro iniziano alle 7:00 e finiscono alle 00:00, viceversa verso l’aeroporto iniziano dalle 6:25 e terminano alle 23:00.


Io scendo presso stazione Bus per prendere la metro che porterà all'Ostello. Albergue Inturjoven Malaga (https://www.inturjoven.com/albergues) , Una specie di ostello della gioventù, molto carino e pulito. Prezzo molto economico.

Presa la stanza ed effettuata la doccia, mi preparo a conoscere la città. A piedi mi accingo a raggiungere il centro ( a piedi sono 30-40 minuti). Sono presenti gli addobbi per Natale , con Luci e alberi , anche se il clima direbbe "Primavera".


Vedo e passeggio tra i vari vicoli che sono un bel vedere. Assaporo odori per l'olfatto e scorci per la vista. Dopo molto passeggiare arriva finalmente all'Alcazaba ,uno dei siti turistici più famosi della città, che è un grosso palazzo-fortezza che domina Malaga .



L’Alcazaba (che in spagnolo significa “cittadella”) è stata la sede dei governatori musulmani a Malaga.


Gli orari di apertura e chiusura variano rispetto alle stagioni. Dal 1 aprile al 31 ottobre dalle 09:00 alle 20:00 Dal 1 ° novembre al 31 marzo dalle ore 09:00 alle 18:00. Biglietto d'ingresso è di 2,20 € e 3,55€ se combinato con il Castello. Io vi consiglio di vedere tutte e due.

Per più di 2 ore mi gusto questa attrazione. (https://www.andalusiaspagna.com/malaga/alcazaba-malaga/).
Ottime foto della città di Malaga e del mare che si vedono in distanza. Bellissimi i giardini che si trovano sul percorso durante la visita.

Si entra da la Puerta de la Bóveda, e si gode passeggiando l'Alacazaba. Bellissima Plaza de Arms dove si potrebbe  riposare le gambe e il cervello. In questa piazza da una parte godi il giardino e le fontane, dall'altra la città e il suo mare.

Il Patio de la Alberca ricorda in qualche modo l'Alhambra di Granada.

Dopo aver visto e fotografato tutto esco e cerco di raggiungere il Castello di Gibralfaro. Si trova dietro l'Alcazaba.

Ci sono due modi per raggiungere il Castello. A piedi : considerate che per arrivarci c'è una salita molta irta, ma vale la pena. Stupenda è la vista.
Fatevi affascinare.  In autobus : il 16 o  il 35.  

Il castello , in passato, serviva per proteggere la fortezza. Il nome viene dal tempo dei Fenici dove nel monte sorgeva un Faro.

Il castello è comprensivo di una torre e una muraglia interna da percorrere nella sua interezza. All'interno della torre è presente una specie di museo dove è presente la storia del Museo e di Malaga.

Bello da vedere. Esco dal Castello e torno giù verso l'Alcazaba.


Sotto la fortezza è presente un vecchio Teatro Romano , che è visibile gratis. Bellissimo sia al suo interno che visto dalla piazza a fianco.

E' anche il Monumento più vecchio della città.  Nel 1972  è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale. Il Teatro Romano è sopravvissuto a secoli di storia sepolto sotto detriti e macerie, prima di essere scoperto nel 1951 da alcuni muratori.


E' veramente stupefacente come sia rimasto a piedi e intatto dopo tutto questo tempo.
Godetevelo senza pause e fretta.

In periodo estivo è usato per rappresentazioni teatrali. Non sarebbe male godersi uno spettacolo mentre sei seduto su rovine romane.
Vicino al Teatro c'è un Museo Romano, che io personalmente ho declinato.

Molti sono i localini presenti sulla piazza e sul viale. Mi fermo a bere qualcosa mentre riguardo le foto fatte finora.



Malaga ha veramente un fascino particolare. Mi conquista come l'ha già fatto Siviglia e Granada.

Dopo la storia decido di passare alla fase religiosa. Non amo pagare per visitare la chiesa anche se a volte certe Cattedrali/Chiese sono dei veri Musei. Il prezzo d'ingresso è di 5 euro.

Dopo averla vista e aver pagato, posso dire che il prezzo è spropositato. Non è brutta , anzi molto bella. Ma credo che per  5 euro deve offrire molto di più.

La Cattedrale , come in altre città andaluse, sorge su una vecchia Moschea. Mentre sono all'interno c'è il coro della Chiesa che sta provando, mi siedo e ascolto. Particolare.

Prima di uscire , dalla parte shop, c'è un piano superiore da vedere. Si sale le scale.
In una porta  laterale della Cattedrale, chiusa per l'ingresso, è stato allestito un presepe ad altezza uomo. Molto carino e suggestivo.

E' sera e il buio fa da padrona. Decido di comprare i vari souvenir da collezione o da regalare. Giro per vicoli prima di raggiungere Calle Larios, viale principale della città.
Il viale è addobbato e pieno di luci. La sera comincia a vivere, fuori dai negozi sono presenti artisti di strada e venditori di palloncini. Alcuni artisti sono veramente bravi, mi faccio trascinare.

Il viale è completamente zeppo di gente, difficilmente muoversi e camminare. A sorpresa,  in un certo preciso momento,  le luci si accendono e spengono a misura della canzone che viene tramessa ad altissimo volume. Gente che balla a tempo. Bambini che alternano bocca aperta a sorrisi per lo spettacolo. Tutti si fermano a guardare le luci anche gli artisti, perfino Alien balla.

Divertente. Esplosivo.

Una giornata da non dimenticare. Primo giorno assolutamente perfetto. Dopo aver mangiato un panino con jamon e bevuto una cerveza mi allungo verso l'albergo. Dormo con sorriso.















2° giorno

“Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l'aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.”
 
Pablo Picasso

La colazione all'interno dell'albergo è  abbondante. Servito a buffet.
Oggi decidiamo di vedere le opere del personaggio più famoso della città, Pablo Picasso. In centro , vicino alla cattedrale, c'è il Museo.

Di musei per il pittore ne esistono già due (Parigi e Barcellona) ma Malaga è la sua città natale, non poteva non averla.

Il biglietto d'ingresso è di 8 euro.

Il Museo ha un percorso cronologico con opere non solo di dipinti , ma anche di statue e ceramiche create da Picasso. All'ingresso è possibile avere l'audioguida gratis. Mentre entro c'è la preparazione di un evento importante, sono presenti telecamere e l'allestimento di palco e sedie.

Il museo è ben fatto e la storia ben raccontata. Tutto è godibile, imparando moltissimo di questo estroso autore.
Finita la parte culturale vado verso la zona spiaggia/mare. Nel percorso mi fermo a visitare il mercato al chiuso della città. Non so voi ma io ho una passione nel vedere i mercati. Mi piacciono la vista dei prodotti e dei colori. Quello di Valencia/Barcellona è tutta una storia diversa , ma questo è visitabile.
All'interno del mercato  ci sono ristorantini dove si può mangiare tapas o pesce.

L'una è già passata e per mangiare è tutto pieno. Dietro il mercato ci sono vari ristoranti. Entro in uno e pranzo. In un tavolo a fianco al mio sento parlare una lingua che conosco. Facciamo amicizia e qualche chiacchiera. Sono toscani e stanno viaggiando in camper.
A volte fa piacere sentirsi in casa.

Finito il pranzo mi muovo verso la spiaggia. Fa veramente caldo.
Dalla passerella si arriva in una piazza dove sono presenti negozi e vari bar dove fermarsi a bere e mangiare. Sono presenti anche un palco dove delle  cantanti in versione natalizia  , ma in fase estiva (calze a rete e costumi rossi) cantano canzoni Jingle bells . La gente balla e si diverte.


Oltre ai negozi , superato il faro, inizia la spiaggia. Gente che prende il sole a dicembre è veramente senza tempo.
Alcuni persino si avventurano in qualche bagno.


Sulla spiaggia ci sono moltissimi "chiringuito", alcune baracche che funzionano da ristoranti. Ti offrono pesce cotto alla griglia e fiumi di vino, per chi lo desidera.


La spiaggia di Malaga prende nome rispetto alla zona dove ti trovi. Quella più famosa e rinomata, con gigantesca scritta sulla spiaggia, è La Malagueta.

Molti si fermano per farsi ritrarre nella spiaggia più famosa di Malaga. Molti inviano foto del sole di Malaga , giornata di dicembre a 18 gradi. In Italia siamo a pochi gradi sopra lo zero.


Decido di riposare le gambe e intanto cerco di prendere un po' di colore. Vorrei fare ancora più invidia mentre rientro in Italia.


Passeggio ancora per la spiaggia fino a quando non vedo che ormai non c'è più niente. Torno verso il centro di Malaga , facendo il percorso a ritroso.


Prima di arrivare in centro, nel viale antistante l'ingresso al porticciolo, mi attirano delle bancherelle natalizie.
Decido di farci un giro. Vago tra bancarelle di  statuette del presepe, giochi per bambini , addobbi per alberi di Natale, collane e gingilli.


E' sera torno verso il Calle Larios per godermi per la seconda volta il gioco di luci e Musica.


Dopo aver mangiato torno soddisfatto in camera.











3° giorno

Tutto ciò che puoi immaginare è reale.
Pablo Picasso


L'idea dopo aver fatto colazione è di andare a Tarifa, Gibilterra o Frigiliana. Complicato scegliere. Più complicato il fatto è che la prendo molto comoda , quindi essendo il viaggio abbastanza lungo,  declino i primi due.


Raggiungo la stazione delle corriere e prendo il bus per Nerja, dove poi prenderò la coincidenza per Frigiliana.


Il viaggio a Nerja dura circa 1 h 1h e mezza. Effettua durante il tragitto alcune fermate. Prezzo andata/ritorno è di euro 8.50 circa.


Naturalmente il destino , o la pigrizia come volete, ci mette il suo e Perdo la coincidenza. E' quasi ora di pranzo e decido di vedere Nerja , aspettando il prossimo autobus.

Nerja mi piace da subito. La temperatura è superiore ai 20 gradi. Dopo aver attraversato il viale, si arriva ad un piazzale che si affaccia sul mare.

Salsedine. Paesaggio. Mare. Bellissimo. Prima del piazzale sono presenti dei bar/ristoranti e al centro alcune tipiche bancarelle natalizie, compreso di Babbo Natale per fare foto. Chissà quanto suderà con questo caldo.

Il piazzale è chiamato anche Il Balcón de Europa,vista incantevole sul mare e sulla costa. Massi enormi nell'oceano sottostante ti inviano rumori delle onde che si infrangono.
Nerja . scopro, è pieno di turisti soprattutto tedeschi che amano il fascino andaluso e la tranquillità.


Nel primo vicolo che incontro dopo il piazzale c'è un ristorantino con un terrazza , non molto grande,  che dà sul mare. Non riesco ad accappararmi i posti migliori ma anche nelle retrovie lo spettacolo è meraviglioso.


Tra un gazpacho e tortilla, accompagnato da una cerveza, mi faccio baciare dal sole. I raggi del sole ti riscaldano molto. Decido di rimanere in t shirt.


Finito il pranzo giro e passeggio nei vicoletti di Nerja. Questa città mi conquista e mi dimentico di Frigiliana. Il destino vorrà dirmi che dovrò tornare in Andalusia.


Scendo anche in spiaggia e sento il rumore del mare direttamente dalla fonte.


Piacevole giornata e bellissima città.
Ormai si sta facendo buio. Ultimo sguardo al mare che saluto.


Mentre sono in attesa del bus che mi porterà di nuovo a Malaga , mi accompagna un tramonto stupendo.


Dopo aver visto per la terza volta Calle Larios torno in albergo esausto e anche un po' abbronzato.








Ultimo giorno
Se solo potessimo lasciare a un lato il nostro cervello e usare unicamente i nostri occhi!
Pablo Picasso


E' ora di lasciare la città. Faccio ultima colazione e ppi decido di fare una passeggiate veloce in centro prima di raggiungere aeroporto.
Lascio a malincuore di nuovo l'Andalusia. Una regione che continuo ad amare










mercoledì 28 novembre 2018

IL NUOVO CONFINE DEL VIAGGIO "A SORPRESA" MEDIANTE FLYKUBE

Se avete intenzione di pagare 100 euro per un weekend , senza conoscere la meta , è arrivata la vostra start-up. Con Flykube tutto è possibile, con l’unico compromesso di essere in grado di accettare un fine settimana ad “occhi chiusi”, senza una città da vedere , senza una data o entrambe le cose.
Gli utenti possono selezionare un aeroporto di partenza (in Italia le opzioni sono Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli). Scegliendo la data, invece, si va incontro alla scelta di 20 possibili destinazioni europee, che comprendono città come Madrid, Londra, Parigi, Varsavia e Amburgo, da cui è possibile escludere gratuitamente fino a 3 opzioni, perché già visitate o non gradite.
Ma In questo caso il costo del weekend, comprensivo di volo e alloggio in hotel a 3 o 4 stelle , varia tra i 150 e i 250, in base all’aeroporto di partenza. biglietti aerei e le informazioni sull’albergo vengono forniti due giorni prima della partenza.


FlyKube propone tre opzioni, tutte con una stessa formula (2 notti e 3 giorni, solo nei weekend).  Se decidete di conoscere le tre variabili ( l’aeroporto di partenza, la data e soprattutto la destinazione)  pochi giorni prima dell’inizio,  sarà il tour operator a creare per voi e in base alle vostre esigenze il viaggio.
Per chi non vuole partire con la benda sugli occhi  si possono comprare  parametri aggiuntivi . Con 10€ in più, ad esempio, si sceglie la fascia oraria del volo. Con 25€ –nella formula senza tempo– si può scartare uno dei quattro/cinque weekend del mese prescelto.
Chi vuole partire nel giro di poche settimane potrà pagare un sovrapprezzo che varia tra i 50€ e i 100€.

Per creare il proprio pacchetto vacanza potete cominciare con il comporre: il numero dei viaggiatori, il numero dei giorni e le date della partenza. Se però scegliete “tutto a sorpresa”, anche i giorni della partenza sarà a scelta del destino, o di FlyKube.
Gli alloggi messi a disposizione
sono da 3/4 stelle, e su Booking hanno un punteggio di gradimento che va da 8 in su. In alcuni casi sono compresi anche hotel a 5 stelle. “L’idea alla base di FlyKube è di proporre un’esperienza unica nel suo genere. Una piccola avventura in grado di interrompere la routine e le abitudini di tutti i giorni attraverso il fattore sorpresa. Il viaggiatore, anzi il ‘kuber’, potrà personalizzare solo alcuni dettagli della sua vacanza, perché per il resto sarà il caso a decidere. I giovani sono i viaggiatori che più di tutti possono apprezzare le nostre offerte, sia per la convenienza che per l’originalità di cui sono costituite. Partire senza una meta già prefissata, senza sapere se in quella città parleranno inglese, spagnolo o tedesco e, specialmente, senza spendere troppo, rappresenta una sfida affascinante. Una vera e propria avventura”, ha dichiarato Paolo Della Pepa, country manager Italia e co-fondatore di FlyKube.

mercoledì 21 novembre 2018

VIAGGIO TRE GIORNI A PORTO E GUIMARAES

Novembre 2018




Eccomi pronto per un nuovo viaggio. Si parte per un nuovo Paese , mai toccato finora. Andiamo in Portogallo, e precisamente ad Oporto (Porto).
Mediante Ryanair volo da Malpensa a 44 euro a/r. Il primo novembre è cambiata la normativa del bagaglio (Ryanair), ma avendo prenotato prima dell'entrata in vigore il mio bagaglio finisce in stiva gratis.
Sono così tranquillo ed entro quasi alla fine. La partenza è avvenuta in ritardo di mezz'ora, ma il viaggio è stato calmo e senza perturbazioni.
Arrivo ad Oporto e sposto le lancette dell'orologio indietro ( fuso orario rispetto all'Italia). Dopo aver ritirato il bagaglio cerco l'indicazione per la Metro. Prenotato Hotel Palanca (Hotel) verso la parte superiore della città. Per arrivare in Hotel devo prendere due linee della metro ( Porto ha un efficiente trasporto di metro con 6 linee , dalla A alla F). Dalla macchinetta per comprare i biglietti si può scegliere la fermata finale del viaggio, così in automatico esce il prezzo da pagare. Ricordatevi di tenervi la carta che vi consegnano al primo acquisto, dato che si può ricaricare ogni volta e non si paga in più.

E' quasi sera.
Arrivato in albergo, che non faccio fatica a trovare, ed effettuo il check in.
La signora che mi accoglie è gentilissima e affabile, in perfetto inglese mi spiega i siti da visitare e le varie escursioni ( con prezzi).

Faccio una doccia e riesco. Visto l'orario percorro le parti vicine all'albergo. Rua da Constituicao e Praca do Marques de Pombal.

Per arrivare nella parte turistica e storica di Porto le strade sono in discesa ( il problema è il ritorno). Percorrendo Rua De Santa Catarina arrivo fino al Mercado do Bolhao, il mercato più storico e suggestivo della città . La vera collocazione del Mercato è in ristrutturazione, quindi ora si trova nel sottostante di un centro commerciale. Vista l'ora il mercato è chiuso.  Quindi effettuo nei due centri commerciali che si trovano lungo la via. Mangio qualcosa ( nel centro commerciale ci sono vari locali e ristoranti, con  cucina portoghese, vegetariana , asiatica e il solito Mc Donald's).
Torno verso l'albergo e pronto per la giornata successiva.

2° giorno

“O Porto não é um lugar, é um sentimento” scritta dalla scrittrice portoghese , ancora vivente,  Agustina Bessa-Luís. "Porto non è un posto, è un sentimento" questa è la traduzione e questo è quello che voglio ricevere dalla città.

Scendo in hall per fare colazione. Diciamo che Porto è famosa per i suoi dolci , ma in albergo c'è poca traccia , purtroppo. Non sono amante del salato nel primo pasto della giornata. Mangio panino con marmellata e burro.

Parto nella scoperta della città. Il tempo resiste per fortuna. Rispetto al giorno percorro  la strada parallela ,  Rua do Bonjardim. Mi gusto il paesaggio e gli alberi colorati . Unica cosa stonata , che riscontrerò anche nella Ribeira, è queste case diroccate e sfitte. Case alcune con vetri delle finestre rotte e con cartelli con scritto vendesi da molto tempo.
Camminando arrivo al Praca da Trindade , dove si trova  il bellissimo Municipio a cui non si può dedicare foto.

Alla fine della piazza ci sono i vari Free tour , vicino al Monumento equestre a Filippo IV. Sulla destra vicino all'ufficio postale c'è la statua con il postino accanto alla cassetta delle poste.

Sulla sinistra , invece, spunta da una strada in salita la famosa Chiesa dei Chierici. Bellissima da vedere. Non posso perdere una foto dal centro della piazza. Mentre fotografo non manca il famoso trame di Porto che scende verso la piazza.

Questa Chiesa con dietro la Torre , con la miglior vista per la città, è stata costruita  nella "Collina dell'impiccato", in passato il luogo di sepoltura dei giustiziati.

Entro in Chiesa dove il luogo di culto è visitabile gratis. Interessante e piacevole da vedersi. Non molto vistosa , a paragone delle altre chiese della città. Per salire nella Torre il prezzo è di 5 euro.

Prima di cominciare a salire si può ammirare sia la Chiesa dall'alto con annesse alcune stanze dove sono state allestite una collezione. Non fatevi sfuggire la vista dall'alto della cappella da dietro il Santo. Dopo aver visto delle vetrine finalmente si salgono i 225 scalini per raggiungere la fine della torre , alta 76 metri.
Lo scorcio che si vede dall'alto è veramente bello.

Bellissima la veduta del fiume che divide la città.
Preparatevi a coprirvi se andate in inverno/autunno. Il freddo è pungente.

Il problema di questa torre è il passaggio stretto che in caso si incrocia persona che salgono con quelle che scendono ( non ci sono strade diverse) potresti rimanere incastrato.

Sceso dalla Torre e dalla chiesa mi fermo ad un Bar vicino. Prendo un espresso ( in Portogallo è quasi uguale all'Italia) che le famose pastel de Nata (Dolce). Buonissime.
Procedo verso il fiume ed arrivo nella Piazza dove si trova Palazzo della Borsa o più precisamente il Palácio da Associação Comercial do Porto, sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Per vedere il palazzo e i suoi affreschi il biglietto costa 5,50 €.

Nella parte centrale della piazza si trova una struttura dove all'interno sono presenti dei banchi con articoli artigianali e anche vinili usati. Molto interessante. C'era una persona che vendeva cover per i-Phone in legno.

Superata la piazza , passando per un vicolo, arrivo al Douro. Sono nel caratteristico e famoso quartiere Ribeira.
Anche queste strade e case sono ormai patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Non so a voi, ma a me la sensazione di vedere una foto su un sito o su Instagram , e poi trovarmi all'interno del posto in oggetto, mi carica di energia ed emozione.
Il tempo non è molto bello , ma almeno non piove.
Dalla riva e dalle case colorate della Ribeira raggiungo il famoso Ponte Dom de Luis I.
Il ponte di Dom Luis I è stato progettata dall’allievo di Alexandre Gustave Eiffel, l’ingegner  Seyrig, che aveva vinto un vero e proprio concorso internazionale. Fu inaugurato il 31 ottobre 1886 e dedicato ad un Re Portoghese.

Per arrivare sul Ponte in alto ci sono due modi : o scale o funivia che è fronte ponte.
Io vado per le scale. Il percorso non è dei migliori , case diroccate e monnezza purtroppo ne fanno da paesaggio. Lo spettacolo che si vede dal ponte è veramente suggestivo. Non potete assolutamente non vedere.
Il Douro e la Ribeira in tutta la sua bellezza da 45 metri di altezza. Nel piano superiore passano solo pedoni e tram.

Sono tanti i turisti , anche a novembre, che insieme a me decidono di passare qualche giornata in questa città portoghese.
Le barche e navi che passano sotto il ponte o sono attraccate, contornano un panorama molto gradevole.

Passando dall'altra parte del ponte , salgo sull'Hermitage. Per avare una prospettiva della città , dall'alto, diversa e sempre affascinante.
Nella parte sotto l'Hermitage, c'è una strada non asfaltata , dove è possibile fare delle belle foto.

Alla fine della strada c'è una casa per gatti , non so se abbandonati. Molti cercano un po' di coccole.

Passo dal parco e scendo verso l'altra riva del fiume Douro (Vila Nova de Gaia). Molto più moderna, con più ristoranti, e caves(cantine).

Sopraggiunge la fame. Cerco qualche ristorante cui mangiare la famosa Francesinha (Panino).
Lungo la strada ci sono delle signore che vendono souvenir. Compro due tovagliette per due euro. Regali fanno sempre comodo. La signora anziana non fa altro che ringraziarmi.

Arrivo quasi a fine complesso, vicino alle giostre, trovo il Dom Sanchez, per arriìvare al Ristorante bisogna salire le scale. La veduta del fiume non è stupenda, visto che non ci sono finestre ma pannelli di cellophane per tutto l'intorno. Portano il menù e ordino Francesinha e una Birra  portoghese.
Considerate che ad Oporto che gli stuzzichini sono da pagare, quindi le olive e il formaggio finiranno sul conto.

Il panino è veramente succulento e buono. Pieno di salsa. Una goduria , forse un po' meno per il colesterolo. Alla fine del pasto prendo un caffè e pago.

Dopo aver fotografato il graffito del coniglio  e aver assaggiato un po' di Porto in una cantina. Seguo la riva del fiume. Solo pochi turisti si avventurano insieme a me. Fanno compagnia dei runner e dei pescatori.

Arrivo fino al Ponte Arrabida e con difficoltà arrivo fino al ponte superiore. Un tempo questo ponte aveva 8 ascensori che a metà anni '90 hanno smesso di funzionare.  Il 23 maggio 2013 è stato classificato come monumento nazionale.

Passo dall'altra parte del Douro e scendo verso la strada che affianca il fiume. E' presente una parte di strada pedonale , costruita in ferro aperto, che rasa il fiume.

Supero delle case colorate , la Ribeira meno turistica. Lascio il museo del Vino. Torno verso i vicoli del quartiere , che percorro. Sono veramente affascinanti. Particolari. Incantevoli.


Ritorno nel vicolo dove sono entrato. Mi accorgo di non aver ancora comprato souvenir, quindi mi dedico alla scelta nei vari negozietti che incontro.

I prezzi non sono esorbitanti, anzi, il costo della vita non è alto.
Nella sponda del fiume passa il Tram , che chi ha vissuto a Roma, ricorda quello che passava nei quartieri periferici. Vedo la Chiesa di san Francesco . I Francescani Cominciarono a costruire il convento e una prima piccola chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi intorno al 1244.
 Nel 1383 i francescani iniziarono a costruire una chiesa più spaziosa. Questa nuova struttura fu terminata intorno al 1425 e seguì un disegno gotico relativamente semplice, tipico degli ordini mendicanti in Portogallo. Il prezzo per vedere la chiesa è di 4 €.
L'interno presenta tre navate rivestite in oro, si utilizzarono più di 300 chili di polvere d'oro per farle. Tanto è l'oro che copre la chiesa che, anni fa, fu chiusa al culto per essere troppo appariscente rispetto alla povertà che la circondava​.
Nella navata laterale sinistra si trova uno dei maggiori elementi d'attrazione della chiesa, l'Albero di Jesse, una scultura di legno policromo.

Sotto al suolo della Chiesa di San Francesco si nascondono le catacombe, in cui furono sepolti molti sacerdoti dell'ordine francescano e vari esponenti delle famiglie nobili della città.
Oltre alle sepolture, nelle catacombe c'è un ossario, con migliaia di ossa umane, che si possono osservare da un vetro del pavimento. Veramente sconvolgente.
I chiostri della Chiesa che vennero distrutti in un incendio ora sono sede del Palacio de La Bolsa.



Percorro la strade del centro. Tra Pasteleria e artisti di strada arriva quasi sera.
A ritroso passo nelle strade dell'andata. Mi fermo nel centro commerciale per mangiare e fare un giro tra i negozi.

Torno in albergo contento, anche se il secondo giorno è passato.

3° giorno
Ci sono mille modi di morire e uno solo per nascere – Há mil modos de morrer e um só de nascer.
E io nasco in viaggio.

Mentre sono a far colazione, mi sale la Tristezza. Nelle vetrate della sala colazioni si intravede il temporale che sta imperversando nella città. Piove fortissimo.
Aspetto un po' ma sicuramente non mi fermerà la pioggia. Oggi dedico la giornata ai dintorni di Porto, e più in particolare a Guimarães.


Approfitterò del prendere il treno per vedere e ammirare la famosa Stazione di Porto (Estacio de Sao Bento).
La stazione di São Bento fu costruita all'inizio del IX secolo sui resti di un antico convento  ancora conserva la sua atmosfera malinconica e antica che caratterizza la città di Porto.
Al suo  interno la  hall  è decorata con più di 20.000 piastrelle in cui si ritrae la storia del Portogallo. Veramente da perderci tempo. Da ammirare e guardare. non solo per aspettare treni.


Per arrivare a Guimarães ci sono treni che passano ogni ora , due ore se si tratta di domenica. Il prezzo del biglietto per sola andata è 3,70 compresa di tessera ricaricabile (3,20 € se hai già la tessera). Il treno parte regolare e senza ritardi. Visto che ho un ora e 20 minuti di viaggio approfitto per leggere un libro, con qualche occhiata fuori dal finestrino.

A Guimarães ancora piove. Oggi sarà una giornata dove la Pioggia sarà la protagonista principale.

All'uscita della stazione ci sono le varie indicazioni per Centro e Castello. Seguo e sotto l'ombrello cerco di arrivare.
Essendo domenica e piovosa , stranamente  i turisti ci sono anche in questa cittadina.

Guimarães è considerata la culla del Portogallo perché vi nacque Afonso Henriques che sarebbe diventato il primo re del Portogallo.
Legato alla formazione e all’identità del Portogallo, il centro storico di Guimarães, nella zona che era compresa fra le mura, è stato classificato Patrimonio Mondiale dall’Unesco sulla base dei valori di originalità e autenticità con i quali è stato restaurato.


L'identità portoghese è molto forte in questa città. Raggiungo il castello e il Paço dos Duques de Bragança (Palazzo dei duchi di Braganza). I siti si possono vedere con un solo biglietto ( 6 €).


Iniziando dal palazzo che è veramente molto carino e che io raccomando. I chiostri sono interessanti. Bella la cappella al piano superiore.

Il Palazzo è visitabile in tutta la sua interezza e c'è un percorso organizzato. Ogni stanza ha un dépliant in inglese (non c'è in italiano) che spiega tutte le sue caratteristiche e storia.  
Quando ho fatto visita io c'era una collezione dei Soldati Normanni , per vederla si dovevano aggiungere 3 € al biglietto.

Il Portogallo, almeno quello che ho visto finora,  non eccelle per organizzazione e cura del turista , ma la visita è stata gradevole. Il tutto dura 40 minuti - 1 ora

Uscendo dal Palazzo a destra si arriva al Castello. Posso dire che questa è stata una delusione. A prescindere dal brutto tempo, ma la visita consiste nel percorrere perimetralmente le mura. All'interno non c'è niente, o quasi niente ( se si considera qualche stanza al centro). La vista inoltre dal castello non è così interessante, anzi.


Uscito dal castello , c'è una piccola cappella da vedere nel parco subito fuori.


Ritorno verso la città, fermandomi prima in un negozio di souvenir appena dopo il sito turistico per comprare un Bicchierino della città.


Superata abbondantemente l'ora pranzo , lo stomaco comincia a rumoreggiare. Tra i tanti ristorantini , la Cerveceria Guimarães mi ha colpito.

Entro e mi siedo. Il cameriere parla solo portoghese  , quindi non capisce la mia richiesta di menù in inglese. Decido di avventurarmi con la lingua, ma ad un certo punto mi  porta il menù corretto. Scelgo una bistecca portoghese e una birra.

Il tutto è molto buono e il servizio è  veloce. Dopo un caffè esco a vedere il centro cittadino. Devo dire che piove ancora. La città è molto carina e facile da vedere.

Bellissima la chiesa con dei prati colorati. Le chiese . C'è anche un centro commerciale che può essere visto in caso non si ha voglia di prendere troppa acqua.

Ormai è ora di rientrare. Prima della stazione c'è un supermercato , cui vendono dolci al banco. Prendo delle pasta de natal e delle Queijadas per mangiare mentre torno a Porto.

Nel viaggio in treno leggo alcune pagine del libro, fuori dal finestrino è ormai buio.

Dalla stazione raggiungo la Cattedrale. E' in ristrutturazione quindi è da poter vedere solo il chiostro. Declino e decido di fare solo foto esterne.
Dal piazzale fronte cattedrale si può vedere uno scorcio del Douro e delle sue luci notturne. Molto suggestivo.

E' sera ed ormai è ora di tornare in albergo. Sono completamente zuppo. Ma felice


















Ultimo giorno
 







Ciò che succhia l'ape diventa miele e ciò che succhia il ragno, veleno. [Quanto chupa a abelha, mel torna, e quanto a aranha peçonha]


Faccio colazione per ultima volta. Triste per la partenza . Felice per una altro viaggio.
Prima di partire decido di andare a vedere il Mercado do Bolhao. Vedo tutti banchi e i vari negozi. Poi prendo la metro e vado verso l'aereo. Mi aspetta il ritorno a casa

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 Agosto 2026 Si parte da Roma per Madrid, punto di arrivo dell'aereo per poi raggiungere i nostri obiettivi : Valladolid e Segovia.  Nes...