giovedì 5 agosto 2021

Viaggio in Andalusia ( Malaga- Granada-Cadice- Tarifa- Setenil de Las Bodegas- Frigiliana)

 Luglio 2021

Si parte prestissimo da Roma per raggiungere Andalusia. Quarta volta che raggiungo questo posto bellissimo a sud della Spagna. Una meraviglia di posti, sapori, di persone.Il viaggio sarà itinerante e vedrò città che non ho ancora visitato. Prima di parto vado nel sito del Ministro del Turismo Spagnolo, o App sullo smartphone, https://www.spth.gob.es/ e compilo il form per avere il codice d'ingresso. Essendo Italia  zona arancione si entra o con  tampone negativo o green pass. 

Arrivo a Malaga dopo 2h 20 minuti. A  Roma controllo temperatura. Dopo il controllo del mio QrCode d'ingresso entro in Spagna. Vado verso la zona Shuttle Bus dove aspetto il pulmino che mi porterà nell'agenzia per prelevare auto a noleggio. Da Rentalcars ho affittato un auto su Alamo, buona agenzia di autonoleggio con prezzi abbordabili e buona reputazione. Dopo aver contrattato sul manuale ( che volevo io) e sull'automatico (macchina pronta) con l'agente , scelgo di prendere quest'ultima e non me ne pentirò (anzi!). Firmo per il full risk e parto per il mio viaggio.


Prendo l'autostrada e raggiungo in 50 minuti circa  la prima città del mio viaggio, Frigiliana.  
Difficilmente raggiungibile in autobus, perché non collegata direttamente da Malaga .Parcheggio nella stradone prima della città.

Eccola! Bellissima città bianca. Questa case  che dominano sul territorio. 
Una città di una bellezza unica dove le tre religioni  più importanti del mondo hanno vissuto in armonia senza guerra. 
Frigiliana ti colpisce e ti attrae. Sotto il sole ci

s'incammina verso i suoi vicoli del centro storico. 
Per i più pigri c'è un trenino che vi porta per le vie della città, con l'autista che da Cicerone ti espleta i punti turistici e più belli della città.

Il panorama visto da Frigiliana è suggestivo: il parco naturale della Sierra. 
Dopo aver camminato per tutta la città , e comprato qualche souvenir, torno in automobile per continuare il mio viaggio.

Riprendo l'Autovia e mi meraviglio che non ci siano caselli autostradali ( unici che incontrerò sarà da Tarifa a Malaga nel mio ultimo tratto di viaggio)

Ho fame. Esco dall'autostrada e raggiungo Playa Granada. Parcheggio di fronte alla spiaggia e mi siedo su un"chiringuito" ( tipico ristorante sulla spiaggia). Il ragazzo parlava pochissimo inglese, ma essendo latini ci siamo capiti. Tapas e birra.Mi godo il mare e la giornata.

Si riparte e si torno in Autostrada per raggiungere Granada.
Granada è una città che ho già visto, ma avevo perso la visita del Palazzo Nasrid Palace all'interno dell'Alhambra. Comprato il biglietto per il giorno seguente alle 9.00. 
Raggiungo l'albergo Don Juan ( hotel) a Granada.

Albergo carino , ma problemi con confusione e colazione al mattino. 
Il personale dell'albergo ti spiega la città e cerca di venderti uno spettacolo di Flamenco. Declino.
Faccio una doccia e parto per la città.

Vi consiglio di non perdere il quartiere Albacin, posto incantevole. Io l'ho attraversato tutto , in un viaggio passato, ed è un posto che ti rimarrà nel cuore. Nella piazza potresti trovare dei musicisti che suonano.


Passeggio per Calle Reyes Catolicos , con tutti e i suoi vicoli magnifici. 
Gente che dimentica per un po' la pandemia che colpisce il mondo, per godersi questa città. Mascherine presenti, ma testa e occhi alle magnificenze di questo posto. 

L'origine del nome di Granada risale all'XI secolo, quando gli ziridi spostarono la capitale dal loro regno di Medina Elvira a Medina Garnata. Il significato etimologico di questa denominazione potrebbe provenire dal latino, facendo riferimento al frutto del melograno (granatum), o dall'arabo gar-anat, ovvero “città di pellegrini”

Arrivo fino alla Parroqia San Gil, molto carina, da vedere.

Torno indietro, visto che è ora di cena, mi fermo in un ristorante che mi consiglia l'Hotel. Mangio un plato combinados. 

Vado in albergo e aspetto con impazienza il giorno seguente.

2° giorno Da Granada (Alhambra) a Ronda ( con fermate ad Alhama de Granada, Loja, Setenil de las Bodegas)

Donna, fagli l'elemosina, perché nella vita non c'è niente di peggio che essere cieco a Granada. (Francisco de Icaza)

Parto per Alhambra , dopo problemi di colazione in albergo. Parcheggio all'interno del sito archeologico, ci sono molti posti disponibili ( 5,95 € per due ore e mezza). 

Superata la porta del sito ci sono hostess che spiegano la visita e i vari monumenti ( anche in italiano). Per Nasrid non ci sono possibilità di entrare prima, ingresso rigido. 
Il biglietto per Alhambra l'avevo comprato sul loro sito ufficiale per 14,85€. 

Gironzolo per i giardini e monumento di fronte. 

Da Wikipedia : Etimologicamente, Alhambra in arabo è "al-Ḥamrā’" (la Rossa, Arabo الحمراء), dal momento che il suo nome intero era Qalʿat al-ḥamrā’ʾ (Cittadella rossa).

Secondo alcune versioni il nome veniva dal colore rosato delle mura che circondavano l'Alhambra.

Nel 1984 diventò Patrimonio Culturale dell’Umanità e fu anche nominata tra i 21 finalisti per le sette meraviglie del mondo moderno.




Torno in fila. Non dimenticatevi di portarvi Carta d'identità o passaporto, dipende cosa hai inserito nel biglietto, se no non puoi entrare. 

In fila tra inglesi, spagnoli e qualche italiano aspetto il mio turno. 
Mi godo il panorama sottostante il percorso per entrare nel Nasrid Palaces.

E' il momento.

La visita è stupenda. Godetevi ogni piccolo tratto di questo Patrimonio dell'Umanità.


Questo posto costruito dai Nasridi (Non v'è altro vincitore se non Dio ( wa lā ghālib illā Allāh ). Questo è il motto dello stemma nasride ed è scritto in tutta l'Alhambra) dal 1238, non fu distrutto dai Cattolici , come invece successe per gli altri monumenti in Spagna, ma divenne Palazzo Reale. 

Nel percorso si nota questa influenza di diverse culture,anche se  la sua impronta musulmana rimane fortissima. 

Bellissimi sono  Palazzo dei Leoni e La Corte dei Mirti ( Il suo nome attuale è dovuto ai cespugli di mirto che circondano il laghetto centrale).

Dopo aver visto questo splendido Palazzo giro per i giardini e le torri.
Torno verso l'ingresso.


Entro dentro il Palazzo Carlo V, intitolato al re che in luna di miele s'innamorò dell'Alhambra e della città che lo ospitava. 

Il progetto fu parzialmente pagato con le tasse pagate dai Moriscos (Musulmani che si erano convertiti alla religione cristiana) in cambio del permesso di restare a Granada e continuare a mantenere le loro tradizioni.

Non visito questa volta l'Alcazaba, perché già visto. Io entrai gratis, perché era ingresso libero, ora il biglietto è di 7 euro.
L'Alcazaba era la principale area residenziale militare, dove vivevano i soldati responsabili per la difesa del Sultano e dell'Alhambra. L'Alcazaba è attraversata da un passaggio e le case più piccole sulla sinistra erano probabilmente per soldati scapoli senza famiglia, mentre quelle più ampie a destra erano per i soldati e le loro famiglie.

Esco dall'Alhambra. Prendo l'automobile e vado verso Ronda.

Mi fermo a pochi Km da Granada ad Alhama de Granada.
Posto carino. Il Castello,  edificato sopra la antica Alcazaba mussulmana e la Iglesia Mayor de la Encarnaciòn costruita sulle ceneri della Moschea Maggiore di Alhama.
In questa città non hanno avuto la sensibilità di lasciare in piedi la storia come è successo a Granada.

Sulla comoda discesa, che dal nucleo urbano porta al fondovalle, è possibile apprezzare il tunnel arabo e quelle costruzioni conosciute comunemente come Las Mazmorras. Il tunnel era molto probabilmente una via di fuga segreta, poiché in origine era collegato con l’Alcazaba (il castello principale). Il nome Mazmorras, invece, significa carceri sotterranee. Questi edifici hanno avuto questa funzione durante la conquista cristiana della città, ma originalmente la comunità mussulmana utilizzò queste grotte come silo per la conservazione dei cereali.

Riprendo il viaggio. Ho fame e quindi esco a Loja.
Mangio un boccadillo con Chorizo al centro della città ( al Bar Quintana).

Da vedere la chiesa Mayor de la Encarnación e la la Fuente Santa, conosciuta per le proprietà medicinali delle sue acque. 

Parto e arrivo in uno dei posti che più mi hanno affascinato nel web. Posto che dovevo assolutamente vedere.

Setenil de las Bodegas. La città è uno dei più famosi e particolari paesi dell’itinerario turistico dei paesi bianchi (“pueblos blancos” in spagnolo) della provincia di Cadice.

l nome di questo paese, Setenil, deriva dalle parole latine “septem nihil” (septem=sette, nihil=nulla), “siete veces nada”, vale a dire in italiano: “per sette volte nulla“.

Il tutto è riferito alla storia del borgo all’epoca del dominio arabo. Prima di essere conquistato e sottratto al dominio arabo l’antico borgo fu posto sotto assediato per ben sette volte.
Il 21 settembre 1484, infatti, al settimo assedio,  l’esercito cristiano ebbe la meglio e le truppe musulmane capitolarono.

Al nome di “Setenil” poi, nel corso degli anni, venne aggiunto “de las bodegas” per la presenza nell’antico borgo di innumerevoli cantine-grotte in cui venivano conservate derrate alimentari ed ottimi vini locali.

I ristoranti e i negozietti sono completamente incastonati nelle rocce che sovrastano il paese. Le pareti rocciose a strapiombo s  incuriosiscono ed impressionano.

Chi visita Setenil non potrà resistere a fotografare di continuo.




Passeggiare per le strade sotto l’ombra di rocce gigantesche, al di sopra delle quali è stato costruito un antico quartiere con case e chiese, è un evento unico ed irripetibile.

Setenil è divisa in due: 

 “Cueva de la sombra” (in italiano grotta dell’ombra),  in questa strada durante tutto l’anno non arrivano mai i raggi solari ad illuminarla e a riscaldarla. Qui la temperatura è fresca e costante.

Il contrario si verifica percorrendo la via che conduce alla “cueva del sol” (grotta del sole in

italiano. La via della “cueva del sol”  è uno dei posti, in questa parte del paese, dove il sole riesce ad entrare e a rimare per gran parte della giornata.

Posto stupendo. Da visitare.

Compro qualche souvenir e con dispiacere riparto per il viaggio.

Setenil e Ronda sono a 12 minuti di auto. Non so se esistono bus per raggiungerla.

Ronda è la città dei viaggiatori romantici. Molti del passato hanno elogiato questa città.
Raggiungo il mio albergo, che si trova all'inizio della strada principale. Hotel Andalucia (hotel).

Dopo una doccia ristoratrice, decido di andare a vedere la città.

Dal viale principale si raggiunge la Plaza de Toros. Ronda è la città dove nacque la corrida. Se volete c'è la possibilità di vedere museo e l'arena.  Se si segue verso il parco si arriva a vedere il bellissimo panorama che si staglia sotto. 

Dopo aver camminato per le vie e girato intorno alla città, si arriva al monumento più importante della città : Ponte Nuevo. Uno spettacolo. Famoso in moltissimi screen saver o foto di desktop. 
Completato nel 1793, dopo 42 anni di costruzione, il Puento Nuevo attraversa la valle e collega il centro storico della città con la parte moderna che erano precedentemente separate dalla valle di El Tajo e dal Fiume Guadalevin. Questo spettacolare ponte è alto quasi 100 metri.


Artisti americani, come Ernest Hemingway e Orson Welles, trascorsero molte estati a Ronda come residenti part-time nel centro storico di Ronda, chiamato La Ciudad. Hemingway ha scritto della bellezza di Ronda e delle famose tradizioni della corrida, contribuendo alla popolarità di Ronda nel tempo.

Attraverso il ponte e percorro il posto principale. Raggiungo sulla piazza dove un monumento che ricorda che Ronda è la città dei Viajeros Romanticos , con mattonelle incastonate che regalano frasi meravigliose che risaltano il posto.
Ronda infatti divenne nel 1800 tappa obbligata dei cosiddetti viajeros romanticos: i viaggiatori romantici. Si tratta per lo più intellettuali provenienti da Francia, Germania e Inghilterra, alla ricerca del tanto agognato connubio tra uomo e natura così come il movimento del Romanticismo prevedeva. Scrive Antoine de Latour nel 1848: «Memoria storica, leggende popolari, monumenti rari, usanze diverse, effetti sublimi di una natura grandiosa, strade difficili da percorrere e sconosciute, Ronda possiede tutto quanto può attrarre la curiosità del

viaggiatore temerario
». 

«Un hombre no es de donde nace sino donde elige morir». Questa invece l’iscrizione sotto il mezzo busto di Orson Welles.

Supero il monumento e vado verso la fine della città. Ad un certo punto torno indietro passando verso una porta, per vedere il ponte da sotto e dall'altra parte.

Da vedere anche la Casa del Rey Moro. Un palazzo di un re moresco, ormai in rovina, dove è presente una scalinata  che serviva per recuperare l'acqua  e portarla in città sotto assedio. 
Per raggiungere il fondo bisogna scendere ben 236 gradini scolpiti nella roccia.

Immaginatevi la risalita degli schiavi con otri d'acqua.

Finito il giro risalgo verso il Ponte nuevo , che nel mirador sotto è più imponente e bello.

Dal viale torno al Mirador de Ronda a godermi il tramonto. Un qualcosa che non dovete farvi

sfuggire.

Molte persone mi fanno compagnia mentre si para davanti agli occhi questo meraviglioso spettacolo. 

Torno nel viale principale e torno in albergo, non prima di aver mangiato unpanino presso Burger King.







3° giorno Da Ronda a Istàn ( Con fermate a Cadice e Tarifa)

Viajar sirve para ajustar la imaginación a la realidad, y para ver las cosas como son en vez de pensar cómo serán.

Viaggiare serve ad adeguare l’immaginazione alla realtà e a vedere le cose come sono, invece che pensare a come saranno. (Samuel Johnson)


Dopo aver espletato la situazione colazione parto da Ronda per raggiungere Cadice. Non era una tappa programmata, ma visto i problemi per entrare a Gibilterra ( vista pandemia) , ho deciso di puntare su questa città sul mare.

Devo dire che che Cadice mi ha sorpreso in positivo e purtroppo il tempo dedicato è stato poco. Dovrò tornarci.

La prima cosa che ti colpisce è il ponte che ti collega alla città. Bellissimo. E' chiamato "La Pepa" o "Puente de La Pepa" è dedicato alla Costituzione del 1812.

Parcheggio vicino al Porto, con difficoltà. Per arrivare in centro sono 20 minuti a piedi. 
LA storia di questa città  inizia intorno al 1100 a.C. quando fu fondata dai fenici con il nome di Gadir. 


Dopo aver superato le mura, arrivo al centro. Molto caratteristico e particolare. 
Da lontano si nota subito la cupola della Cattedrale. Piazza della Cattedrale è molto bella con i suoi locali e le giostre di fronte al sito religioso. 

La visita della Chiesa, come in tutta la Spagna,  è a pagamento (6 €). Vale la pena vederla. 
Iniziata nel 1722,  fu completata solo un secolo dopo e mescola, per questa ragione, diversi stili architettonici come il Barocco e il Neoclassico.

Sulla Torre di Poniente (o Torre de Poniente, in spagnolo), uno dei campanili della cattedrale si può salire e  ammirare una splendida vista panoramica dell’intera città. Io purtroppo ho dovuto declinare.

Finita la visita , con controllo temperatura all'ingresso, vado verso il Mercato.  Il percorso è però caratteristico. Piccole strade, con case bianche, pieno di negozi e bar dove fermarsi.
Bellissima Plaza de las Flores. 

Arrivo al mercato (Mercado Central  de  Abastos) dove si può anche mangiare.
Non è molto grande , tutto intorno si estende un porticato neoclassico. Da fotografare. 



Come non si può non ammirare un mercato spagnolo. Torno a Plaza de Las Flores  e in un bar mi fermo a bere una Cerveza.

Compro dei souvenir nei tanti negozietti presenti.

Purtroppo il tempo è finito, e perdo altre bellezze della città.

Peccato.

Torno alla macchina costeggiando il mare. 
Fotografo i cannoni che puntano verso il mare. Non mi faccio sfuggire Plaza de Espana con il suo parco. 


Riparto verso questo viaggio.


Arrivo a Tarifa. Nel percorso ci sono tantissime eliche che girano per sfruttare il vento per fornire energia. Difficile parcheggiare , come in tutta la Spagna.
La città prende il nome dal berbero, precisamente da “Tarif Ben Malluk” che la conquistò nel 710 d.C. Gli arabi la chiamavano anche come l’Isola della Tariffa, da qui il nome Tarifa per via della tassa imposta come pedaggio per l’attracco al porto spagnolo.


Passeggio per il centro cittadino. Arrivo fino alla fortezza Castillo de Guzman el Bueno. 

Compro dei souvenir di fronte al Castillo e cammino fino a raggiungere la passerella che divide il Mare Mediterraneo e Oceano Atlantico.

All'inizio il vento è forte con granelli di spiaggia che vola in faccia.

Bellissimo.
Torno verso il centro dove si notano molte agenzie che ti portano a vedere le balene. 
La città , visto il vento, è famosa anche per il Kite Surf.

A 40 km in linea si può vedere l'Africa, infatti Tarifa è la punta più estrema dell'Europa. 


Da Tarifa arrivo a Istan. Un bellissimo paese,  sulla collina,  sopra Marbella, dove si può vedere un bellissimo lago.

Dormo in bellissimo hotel con piscina Hotel Rural Los Jurales.

Purtroppo il ristorante è chiuso, quindi vado in paese dove mangio un Secreto Iberico nella taverna Entresterras.

Vado a dormire. 





4° giorno Da Istàn a Malaga

“In viaggio la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora, che il viaggio comincia” Nicolas Bouvier


Da Istàn parto per Malaga.
In modo molto strano trovo nebbia durante il viaggio.

Essendo una città già vista non vedrò molte cose, ma potete leggere il mio viaggio precedente  (
Malaga)

Dopo aver lasciato la macchina , torno verso il centro. Passeggio per Malaga per poi andare in albergo. (http://hotel-domus.malaga.top-hotels-es.com/it/). Si dorme la mattina dopo si parte.



sabato 24 aprile 2021

I BORGHI D'EUROPA DOVE IL TEMPO SI è FERMATO

SANTILLANA DEL MAR

Oltre ad essere uno dei borghi più belli della Spagna, qui è possibile ammirare la storia e tronare indietro nel tempo : siamo a Santillana del Mar, e lungo le sue viuzze rimarrete incantati dal suggestivo fascino medievale che vi si respira. A due passi dal paese, la Grotta di Altamira offre uno scorcio sull'arte paleolitica - un vero viaggio nel passato.

Scherzosamente si dice in Spagna che è la città delle tre bugie perché scomponendo il nome non è santa (santi), non è piana (llana) e non ha il mare perché è senza spiagge nel territorio comunale.



                                                                GORDES

Piccolo villaggio francese arroccato su uno sperone di roccia e immerso nella natura, Gordes è un gioiello di rara bellezza. L'antica abbazia circondata dai campi di lavanda, il castello medievale e i piccoli mulini a vento che si stagliano nei pressi del paese sono un delizioso esempio di quello che, in passato, era il panorama di queste terre.



                                                           CHIPPING CAMPDEN

In epoca medievale, Chipping Campden era un borgo fiorente grazie al commercio della lana. Il fascino antico di questo luogo è ancora intatto tra gli archi del mercato coperto che si trova proprio nel cuore del paese, ma anche nella splendida chiesa di St. James


                                                            DUBROVNIK

Affacciata sulle limpide acque del mar Adriatico, lungo le coste croate, la città di Dubrovnik è una famosa meta turistica: la sua parte più antica è circondata da bastioni medievali e accessibile solo tramite alcune porte che risalgono ad un lontano passato. Attraversandole, ci si trova catapultati in un mondo completamente diverso. Qui il tempo, in effetti, sembra non essere mai trascorso. Anticamente chiamata Ragusa di Dalmazia.La città fu fondata originariamente su un'isola rocciosa con il nome di Ragusium nella prima metà del VII secolo da abitanti della vicina città di Epidaurum (l'attuale Ragusa Vecchia, che dista 18 km da Ragusa) in fuga dalle invasioni degli Slavi e degli Avari.


                                                          CHAZHASHI

Alle pendici del Gran Caucaso, nel meraviglioso paesaggio della valle del fiume Enguri, spunta un minuscolo paesino che prende il nome di Chazhashi. Siamo nel cuore della Georgia, in una zona così recondita da essere rimasta fuori dal tempo. Il villaggio, abitato permanentemente solo da 28 persone, si trova a quasi 2.200 metri di altitudine e ospita antichissimi edifici d'epoca medievale.  Le sue strutture fortificate medievali sono iscritte nel registro dei monumenti culturali inamovibili di importanza nazionale della Georgia ed elencate come sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO come parte dell'entità Svaneti Superiore



                                                       CASTELLO DI DUNLUCE

In Irlanda, dove immense distese verdi e incantevoli scogliere a picco sul mare offrono uno spettacolo da mozzare il fiato. Proprio lungo la costa accidentata di Antrim potrete trovare un angolo di paradiso in cui le lancette dell'orologio si sono fermate: ecco il Castello di Dunluce, le cui radici affondano nel XIII secolo. Oggi l'antica fortezza è in rovina, e ciò contribuisce a donarle un fascino incredibile.Il castello di Dunluce è protetto dalla Northern Ireland Environment Agency, un'agenzia pubblica che si occupa della difesa e conservazione dei beni artistici e ambientali nordirlandesi.



                                                            BRUGES

Impossibile non citare, tra le bellezze europee in cui il tempo si è fermato, l'antico villaggio di Bruges. Il suo centro storico si snoda lungo gli splendidi canali che in passato venivano utilizzati per trasportare la merce: qui si conserva intatta un'architettura medievale dal fascino incredibile, motivo per cui è stato proclamato Patrimonio dell'Umanità tutelato dall'UNESCO.


                                                                    TRAKAI

Viaggio straordinario in Lituania, e più precisamente nel paesino di Trakai. È proprio a due passi da qui che sorge un antico castello affacciato sulle acque dell'omonimo lago, un gioiellino medievale che mantiene intatto il suo fascino antico, sebbene sia stato rimaneggiato più volte dopo essere stato distrutto durante alcune battaglie sanguinose. Trakai vanta un illustre passato e un importante patrimonio artistico, essendo stata uno dei principali centri del Granducato di Lituania. All'interno della città vive una delle più importanti e antiche comunità caraite d'Europa.

giovedì 18 marzo 2021

NASCE ILPASS COVID PER CHI AMA VIAGGIARE

Tra poco arriverà il  pass Covid , che studiato dalla Commissione europea , si  speri salvi  aiuti l'economia e ,soprattutto, il turismo a  a riprendersi dopo la pandemia. Consenso unanime degli Stati membri permettendo. Il certificato proposto  è gratuito per i cittadini e consiste in un QR code da tenere nello smartphone o da stampare su carta, come quelli utilizzati per i biglietti aerei, con tre alternative per dimostrare di poter viaggiare: essersi sottoposti alla vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. C'è, insomma, la possibilità di scegliere che strada percorrere per varcare le frontiere nazionali.

Prima cosa da dire che è  un certificato e non sarà riservato ai soli cittadini europei vaccinati ma lo potranno avere tutti coloro che vorranno viaggiare e si saranno sottoposti a test anti-Covid (con esito negativo) o avranno sviluppato gli anticorpi dopo la guarigione.

Il certificato viene rilasciato dalle autorità dei vari Stati, ad esempio ospedali, centri di test o da autorita sanitarie. La versione digitale può essere salvata sul cellulare o  averlo anche stampato. Entrambe le versioni disporranno di un Qr Code con le informazioni essenziali e di una firma digitale a garanzia contro la contraffazione 

Il certificato verde digitale sara accettato in tutti gli Stati membri dell’Unione ma anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.  Durante i viaggi, tutti i cittadini dell’Ue  in possesso del certificato, dovranno essere esentati dalle restrizioni alla libera circolazione allo stesso modo dei cittadini dello Stato membro visitato. Quindi niente quarantena e sarà scritto oltre che nella lingua del Paese di rilascio anche in inglese.

Il certificato verde digitale non sarà prerequisito per la libera circolazione, anzi è stato pensato proprio per agevolarla. Il certificato, in caso di assenza di vaccinazione, potrà fornire i dati su test o guarigione dal Covid. 

I certificati di vaccinazione saranno rilasciati per ogni vaccino contro il Covid-19. Tuttavia per le deroghe alle restrizioni saranno considerati solo i vaccini autorizzati nell’Ue. Resta prerogativa degli Stati membri aprire anche ad altri sieri 


Il certificato conterrà le informazioni fondamentali necessarie quali nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico.  I dati non potranno essere conservati dai Paesi visitati. A fini di verifica, vengono controllate solo la validità e l’autenticità del certificato, verificando da chi e stato rilasciato e firmato. Tutti i dati sanitari sono conservati nello Stato membro che ha rilasciato il certificato (e quindi dove è eseguita la somministrazione del vaccino).

Il certificato contiene un Qr Code con una firma digitale. Al momento del controllo del certificato, si procede alla scansione del Qr Code e alla verifica della firma. Ogni organismo di rilascio (che sia un ospedale, un centro di test o un’autorità sanitaria) ha la propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi sono conservate in un database protetto in ciascun Paese. La Commissione europea creerà un gateway, mediante il quale tutte le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l’Ue. I dati personali del titolare del certificato non passeranno attraverso il gateway dato che non sono elementi necessari per verificare la firma digitale.


Il periodo di validità dei certificati dipende dalle prove scientifiche e sarà determinato dai ricercatori secondo le rispettive norme nazionali. Con l’emergere di nuove prove scientifiche, i periodi di validità dei certificati ai fini della non applicazione delle restrizioni potrebbero essere modificati. In ogni caso, i certificati saranno rilasciati da altri Stati
membri siano accettati secondo le stesse regole applicate a quelli rilasciati a livello nazionale. Inoltre, i certificati di guarigione non potranno superare un periodo massimo di validità di 6 mesi.

domenica 21 febbraio 2021

UN GIORNO A PARMA

 Settembre 2020


Un giorno a Parma. 

Dalla stazione di Bologna raggiungo Parma. Circa 1h e 30' di viaggio.


Superando il monumento della stazione, mi inoltro una via per raggiungere la mia prima tappa. Dopo aver attraversato qualche negozio di salumi, grande gioia di gusto e vista, arrivo al Palazzo della Pilotta.

Il suo nome deriva dal gioco nobiliare della “pelota”che si praticava nei suoi cortili in particolari occasioni di rappresentanza.

Originariamente concepito come contenitore dei servizi della corte dei Farnese, atto ad integrare il sistema delle residenze ducali, collegando il Palazzo di rappresentanza (attuale Palazzo del Giardino), posto al di là del torrente e il più modesto edificio che ospitava la sede della corte farnesiana


In un unico Palazzo possiamo visitare Museo Archeologico nazionale, Teatro Farnese, Biblioteca Palatina, Galleria nazionale e il Museo Bodoniano.

Il prezzo a settembre era di 10 euro, per vedere Teatro , la Galleria e la Biblioteca. Il museo era in ristrutturazione. 

Grande scalinata per giungere al primo piano. Si entra nella Biblioteca. La terza istituzione culturale ospitata nel Complesso Monumentale della Pilotta è la Biblioteca Palatina, che nasce l’1 Agosto 1761 grazie alla volontà di Don Filippo di Borbone, Duca di Parma, che vuole dotare il suo ducato di una biblioteca di utilità pubblica perseguendo un illuminato progetto culturale promosso dal suo primo ministro Guillaume Du Tillot.

Da ammirare  c’è il “Salone Maria Luigia“, dove troverai i libri disposti in nicchie , con il  soffitto decorato da Francesco Scaramuzza, che raffigura Prometeo che, protetto a Minerva, ruba una scintilla al Sole

Francesco Scaramuzza dipinge con soggetti danteschi e anche  per questo motivo è chiamata “Sala Dante“. Volgendo lo sguardo alla parete Nord potrai ammirare L’incontro di Dante e Virgilio con i poeti, mentre in quella Ovest Aristotele seduto tra i filosofi. Altri bellissimi su altre pareti.

Dalla Biblioteca si passa al Teatro Farnese.


Il Teatro Farnese, opera lignea di Giovan Battista Aleotti, fu voluto da Ranuccio I Farnese nel 1618 per festeggiare la sosta a Parma di Cosimo II de’ Medici e venne collocato nel Palazzo della Pilotta trasformando l’originaria Sala d’Armi. L’inaugurazione avvenne nel 1628 in occasione del matrimonio tra Margherita de’ Medici e il Duca Odoardo Farnese.

Dopo un forte bombardamento nel 1944 fu operata la ricostruzione  secondo disegni originali: le parti lignee, un tempo completamente decorate, vennero lasciate al naturale per evidenziare le poche, originarie, recuperate.


La Galleria Nazionale di Parma, che diventa pubblica all’inizio dell’Ottocento grazie a Maria Luigia d’Austria. Lei incarica l’architetto Nicola Bettoli e il pittore Paolo Toschi di progettare uno spazio adeguato a dare massimo risalto alle grandi pale d’altare di Correggio, accanto ai numerosi dipinti e alle acquisizioni via via effettuate.

Ma la Galleria Nazionale di Parma come vista oggi è stata realizzata tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, grazie ad un’imponente opera di ristrutturazione guidato dall'architetto parmigiano Guido Canali.

Oggi gli spazi espositivi che potrai visitare nella Galleria Nazionale di Parma sono ben 9. Nello specifico: “La Rocchetta” dove sono espose bellissime opere del Parmigianino e del Correggio, per proseguire con i tre magnifici “Saloni Ottocenteschi” nei quali spiccano, all’interno del salone ovale, le 2 statue colossali romane di Ercole e Bacco, provenienti dal Palatino.


Il terzo spazio, che si sviluppa nelle ali Ovest e Nord dell’edificio della Galleria Nazionale di Parma è intitolato “Dal Medioevo a Leonardo“, e culmina proprio con La Scapiliata del maestro fiorentino. Mentre lo spazio intitolato “Rinascimento in Emilia” è dedicato agli artisti parmensi ed emiliani attivi tra fine Quattro e inizi Cinquecento.

Il percorso prosegue sulla linea temporale con la sezione intitolata “Dal Rinascimento al Barocco“, ospitata nell’ala Nord.  Inoltre si viaggerà tra “Seicento e Settecento” dove troverai opere di pittori seicenteschi lombardi e genovesi, e settecenteschi della scuola veneta.

Poi arriverai alla magnifica “Sala del Trionfo“, che ha come protagonista lo splendido Trionfo da Tavola dello scultore catalano Damià Campeny del 1803, caratterizzato da elementi allegorici che rappresentano lo scorrere del tempo e il ciclo della natura. È realizzato con materiali preziosi, tra i quali marmi pregiati, pietre dure e bronzi dorati.

Sei quasi al termine della visita della Galleria Nazionale di Parma, ma ti mancano ancora i due bellissimi spazi dedicati alla famiglia Farnese: la “Collezione Farnese“, che raccoglie molte delle opere pittoriche delle collezioni famigliari provenienti dalla scuola locale, e la “Passerella Farnese“, un lungo corridoio nel quale sono mostrati i ritatti di famiglia realizzati da diversi artisti locali.


VIAGGIO A SKOPJE, MACEDONIA DEL NORD

 Giugno 2026 Si parte per Skopje, Macedonia del Nord.  La città si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar (Assio), il suo  nome de...