VIAGGI DI UN SEMPLICE VIAGGIATORE

giovedì 25 ottobre 2018

VIAGGIO DI TRE GIORNI A DANZICA (GDANSK) E SOPOT

Ottobre 2018


Dopo due mesi e mezzo di stop , si riprende l'aereo. Si riparte per un viaggio. Meta è un paese dell'est europeo : Polonia. Ci sono stato alcune volte , ho già visto Breslavia, Cracovia e Varsavia. L'ho trovata sempre affascinante e sicuramente avanti come paese. Strade pulite, persone affabili, cibo buono, carta di credito accettata dappertutto ( persino all'interno del bus per il biglietto).
La mia città di arrivo è Danzica ( e dintorni)


Arthur Schopenhauer filosofo tedesco, ma nato a Danzica disse " Maggiore è il desiderio di conoscere le cose ignote che di rivedere quelle note"


Si parte da Bergamo con andata Ryanair e ritorno con la compagnia Wizz Air. Il biglietto è stato economicamente molto buono : 32 tra andata e ritorno. Danzica nome italianizzato per una città che si chiama in polacco Gdansk. Questo dovuto forse alla sua travagliata storia. Successe che Nel dopoguerra Danzica entrò a far parte del territorio polacco. La città riprese possesso del suo nome polacco, non più la Danzig, in tedesco, ma nuovamente Gdańsk, in polacco.


Dall'aeroporto si può arrivare in centro mediante bus o treno. Io ho scelto il bus. Fuori dall'aeroporto , nel marciapiede, è impressa una linea colorata da seguire  a seconda della scelta del trasporto scelto ( il bus è blu). Arrivo alla fermata del 210 che mi porterà alla stazione centrale. In web segnalano di stare attenti di prendere il bus della direzione giusta ( l'aeroporto non è capolinea), ma non c'è da preoccuparsi , nelle fermate è scritto in grande la direzione per il centro. Compro il biglietto alla biglietteria automatica 3,20 zloty per un viaggio. Io non ho fatto la scelta di un abbonamento e carnet, visto che Danzica è abbastanza piccolina per vederla a piedi. Il bus ci mette 40 -45 minuti ad arrivare in centro.
Ho prenotato un hotel non lontano dalla stazione e dal centro, ottimo per la sua posizione ed economico. So Stay Hotel (So Stay Hotel). Buon albergo, pulito, ha anche un ristorante alla sera per chi si vuole fermare. Discreta la colazione per gli italiani : buona per la continentale, ma con pochi dolci.

Effettuato il check in e preso possesso della stanza. Fatto la doccia , recupero zaino e vado a conoscere la città. Dall'hotel al centro di Danzica sono 5 minuti a piedi. Entro da una delle porte che mi aprono alla città e percorro  Ulica Długa (Strada Lunga) e Długi Targ (Piazza del Mercato Lungo).
La strada di sera con i ristoranti e negozi di souvenir è particolarmente affascinante.  

Compro già i vari souvenir e regali da portare ai vari amici e familiari. Oltre a qualche gift per me per aumentare le mie collezioni di ricordi. Fotografo molto e vedo ,  come in tutta la Polonia, una città pulita e ordinata. Le temperature non sono freddissime essendo ottobre, ma con felpa e giubbotto si sta bene senza patire il freddo.
Arrivo alla fontana di Nettuno , simbolo della città , che si erge nella piazza. Di notte sembra come se proteggesse il municipio che si trova alle sue spalle.

Vado oltre e tra qualche negozio o banchetto di negozi che vendono l'ambra. Questa pietra chiamata anche " l'oro del Baltico”, è  un tipo di resina fossile, sottoposta per milioni di anni ai processi geologici. Questa pietra è  protagonista di numerose leggende e per secoli il suo valore ha innescato conflitti tra la Polonia e i paesi confinanti.
Infatti  nella II Guerra Mondiale, avvenne il famoso  mistero della Camera d'Ambra (la preziosa decorazione della stanza regalata allo zar Pietro I) scomparsa alla fine del conflitto.

Seguendo la strada centrale sulla destra si arriva alla famosa Amber Street ( la famosa via dell'Ambra) che costeggia un canale interno. Bellissima da vedere.

La città centrale è quasi finita dopo aver superato la gigantesca ruota panoramica torno indietro da una strada parallela. Queste strade strette sono belle da vedere , non fermatevi solo sulla via centrale. Guardate e osservate tutto.

In una strada , affianco a quella centrale, trovo una fontana colorata. Dove bambini, ancora svegli, giocano con i loro colori.

Prima di andare in albergo mi fermo al centro commerciale Forum che si trova sulla strada dell'albergo. Giro negozi in qualcosa di buono, visto i prezzi, e salgo al piano superiore dove c'è il punto ristorazione. Stavolta la scelta ricade su Mc. Mangio e finisco la vista del centro per poi tornare in albergo contento.



2° giorno Domenica


Dopo aver fatto colazione in albergo, con  Cappuccino,  panino con marmellata e qualche dolcino ( niente cornetti/Torte), parto per la mia mattinata dedicata alla Storia.
Arrivo fino al centro commerciale Forum , dove di fronte c'è la fermata dell'autobus. Il mio viaggio è Westerplatte. Si trova a 5 Km dal centro ed è un museo all'aperto, con un monumento ai caduti. Tutto per 
ricordare l’incredibile atto eroico di circa 200 soldati polacchi che nel settembre del 1939 lottarono contro l’esercito tedesco  per difendere la penisola.


Per arrivarci i bus sono il 106, 138, 606. Hanno orari abbastanza particolari quindi prima organizzare rispetto alla tabella che trovi nella fermata. I bus a Danzica sono abbastanza puntuali e regolari. Preso bus per andata e ritorno (6,40 zloty) aspetto l'arrivo. Non fate come me che aspettava l'apertura automatica della porta per entrare. Per poter salire  devi premere il pulsante presente al lato della porta. Per questa figura non fatta , o parziale, ringrazio una signora che ha premuto per me. Grazie.


A Westerplatte il tragitto del bus è di circa 30-40 minuti. Sceso dal bus ci trova la gigantesca effigie di pietra del luogo. Da qui si passeggia ed è possibile vedere i bombardamenti lasciati dai tedeschi .
Ci sono resti di  magazzini e caserme bombardate. Rimasti dei bunker ancora interi. C'è persino una torre di avvistamento.


Il museo è all'aperto quindi non è controllato dai gesti di persone incivili. Trovi , purtroppo, bottiglie vuote e cartacce in giro per la passerella di tutto il museo.


Ci sono spazi dedicati a mostre con foto della storia di Westerplatte.
Tutto si conclude con il museo dei caduti sopra una collinetta. Dove selfie e foto del monumento. Si riposa un po' e si gode un bellissimo panorama.

Ritorno verso la fermata del bus e torno verso Danzica.
E' ora di pranzo quindi percorro Amber Street e mi fermo in un Ristorante (repubblica) dove decide di soddisfare il mio stomaco. Davanti al galeone pirata mi mangio una patata condita ( con wurstel, bacon e funghi) e bevo una birra. Spendo 42 zloty (circa 10 euro). Tutto veramente buono e veloce.

Finita la pratica pranzo mi appropinquo verso la Cattedrale. L'ingresso è gratis. La visita all'interno costa 2,5 zloty mentre il campanile con i suoi 400 scalini 10 zloty.

Decido di farmi , e stavolta li ho sentiti tutti ahimè, i 400 scalini che mi portano sopra al campanile. La vista è bellissima. Si vede Danzica in tutto il suo splendore.


Il fiume, i ponti . Le persone che percorrono la Strada Lunga. Da assolutamente fare. Prendetevi i vostri tempi e godetevelo tutto.




Scendo giù. La cattedrale non soddisfa le mie aspettative.
Giro intorno e percorro alcuni vicoli non visti il giorno precedente. Devo far arrivare sera. Il mercato chiuso è aperto da lunedì a sabato ,  quindi decido di vederlo domani. Supero il ponte con i lucchetti degli innamorati , chissà quante coppie sono ancora insieme , chissà chi si è lasciato, chi ha avuto dei figli.
Comincio ad esser stanco e diventa buio. Mi fermo in un negozio presso la strada principale e compro qualcosa da mangiare per la sera.


Percorro le luci di Danzica e torno in albergo.












3° giorno Lunedì


Danzica ormai vista , decido di visitare città vicine. La scelta, visti anche recensioni e commenti, cade su Sopot. Insieme a Gdansk e Gdynia costituisce la cosiddetta Tripla Città.
Fatta colazione , mi muovo verso la Stazione. Vado verso una biglietteria dove pago per Sopot andata e ritorno 10 zloty. Il viaggio dura meno di 30 minuti. Fate attenzione alle sigle dei treni: in Polonia esiste la PKP intercity, la PolRo quella regionale e la SKM. Se comprate un biglietto Skm potete prendere solo quel tipo di treno. Considerate che per Sopot esiste un treno ogni 10/15 minuti.


 
Dalla stazione di Sopot mi dirigo verso la strada principale per poi arrivare sulla spiaggia e il molo.
Il centro è molto carino, con localini e caffetterie.

Nella piazza è presente un museo e un centro commerciale.


Il pezzo forte di Sopot, secondo me, è il molo con la spiaggia. Il molo lunghissimo sul Baltic Sea (Mare baltico) con gabbiani e cigni come compagni di viaggio.
Il tempo è brutto , infatti ,  comincia a piovere a intermittenza.
In fondo al molo si può avere uno sguardo sul mare. Un gabbiano ( o almeno credo che lo fosse) schedato , con numero identificativo sulla zampa, mi si avvicina come fosse un cane o un gatto. Mi riempie di tenerezza e gli lancio , era quello che si aspettava, un biscotto.

In poco tempo passeri e un altro gabbiano mi si avvicinano per mangiare.
La cosa è molto carina.

Dai parapetti del molo sono presenti dei gabbiani che si riposano prima di riprendere il volo. Il quadro panoramico, anche se piove, è molto bello. Questa città mi piace.
Dal molo si vedono i grandi alberghi che danno sulla spiaggia antistante.




Scendo dal molo e dirigo versi la spiaggia. Ci sono molti gabbiani che riposano ma mi si avvicinano. Mi intenerisco e comincio a dare anche loro dei biscotti. Comincia un vortice di pennuti che cercano cibo e emettono suoni.





Sono lontano anni luce dall'Italia e dalle preoccupazioni del lavoro. Sono a dar da mangiare ai gabbiani.


Piove ancora. Percorro una parte della spiaggia e una parte di passerella esterna. Nella piazza antistante il molo compro dei souvenir di Sopot.


Torno verso la stazione, ripercorrendo il viale e godendomi qualche locale. Mi fermo a Costa Coffee per un cappuccino take Away. Assaporo questo viale e i suoi edifici.


In stazione il treno mi riporta a Danzica. Vicino alla stazione , nella carreggiata opposta , c'è un altro centro commerciale. Visto che anche è abbondantemente ora di pranzo perlustro qualche ristorante/fast food. Trovo una tavola self service che serve pietanze polacche e non. Il prezzo è calcolato al peso del cibo che hai preso. Olympo.
Prendo qualche pierogi (pierogi) e una zuppa polacca molto speziata, buona la seconda un po' meno i primi.
Mi fa compagnia , nei tavolo vicini, qualche anziano , una giovane coppia e qualche impiegato in giacca e cravatta.


Superato la fase fame , decido di vedere il mercato coperto Hala Targowa. Non è un granché. Molti negozi che vendono abiti scontati , qualcuno che vende magliette di calcio e della città. La parte più interessante è il piano interrato con banchi di carne e prodotti tipici della Polonia. Qualcosa si può anche comprare e portare a casa.





Torno verso la strada principale è ora di salutare la città. Danzica una città distrutta dalla guerra e ricostruita come nel periodo anteguerra.  Dopo la pace una corrente di pensiero sposava la soluzione della ricostruzione di Danzica su una città ex-novo, senza tener conto del passato, mentre un secondo gruppo sosteneva la necessità di ricostruirla così com'era prima della guerra. Vinse questa seconda linea di pensiero e così la Danzica che vediamo oggi, soprattutto la vecchia città, è identica a quella dell'anteguerra. La ricostruzione pose sfide non facili, soprattutto per quanto riguardava il recupero di materiali e documentazione. Il primo problema fu quello di fare un accurato inventario di ciò che restava. Pezzi di muro, pietre e mattoni si ammucchiavano alla rinfusa per ogni dove. Gli archivi del catasto erano andati distrutti e quindi era un problema sapere cosa c'era stato in un determinato posto. Si lavorò soprattutto in base a vecchie fotografie.
Ma il lavoro posso dire che è riuscito. Prendo il bus per l'aeroporto per prendere Danzica, grazie di questa vacanza. Grazie per questo viaggio.




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lunedì 1 ottobre 2018

EASYJET , LANCIA LA NOVITà LOOK&BOOK: CONDIVIDI UN IMMAGINE DI UN POSTO E L'APPLICAZIONE PRENOTA PER TE

EasyJet ha deciso di introdurre una bellissima novità per i fruitori della sua applicazione mobile:  “Look&Book”, si può oggi prenotare  un volo  utilizzando semplicemente una fotografia.





È la prima volta in assoluto che viene impiegata una tecnologia avanzata  per effettuare la prenotazione di un volo aereo. Grazie ad uno screenshot si possono catturare le immagini più belle e suggestive, da caricare e condividere poi sull’app di EasyJet.




Look&Book” utilizzerà  avanzate tecniche di riconoscimento delle immagini,  in modo di identificare la posizione e di abbinarla ad una tantissime destinazioni che raggiungono gli aerei della compagnia. Riesce anche a suggerire  l’aeroporto in cui atterrare, e compila in automatico il modulo di prenotazione.



La  celebre compagnia aerea permette così di prenotare  un viaggio Instagram-inspired. «”Look&Book” aiuterà le persone ad esplorare l’Europa con facilità, e a scoprire nuove destinazioni e luoghi di vacanza.   È fantastico il modo in cui la tecnologia ci permette di migliorare e snellire  la ricerca e l’esperienza di prenotazione dei clienti», ha dichiarato Daniel Young, Head of Digital Experience di EasyJet.

Mentre David Masterman, Creative Director di VCCP (l’agenzia creativa che ha sviluppato la nuova funzione dell’applicazione, in collaborazione con Travelport Digital), ha aggiunto: «A tutti è capitato di vedere la foto di un luogo su Instagram e desiderare di essere lì. Il bello di “Look&Book” è fare in modo che i sogni diventino realtà in pochi click».




Non  dovremo più scervellarci sull’indovinare quale sia la località della fotografia: sarà la tecnologia a farlo al nostro posto, e a prenotarci direttamente il volo per raggiungerla.
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Etichette: COMPAGNIE AEREE

mercoledì 26 settembre 2018

APRONO AL PUBBLICO LE LOCATION DEL TRONO DI SPADE IN IRLANDA DEL NORD



La HBO, il canale che distribuisce la serie Il Trono di spade , ha deciso di aprire al pubblico , in Irlanda del Nord  , alcune delle location usate in alcuni episodi 

 “Game of Thrones Legacy” è il nome del progetto grazie al quale Winterfell, la città fortificata di Grande Inverno,  Castle Black, il quartier generale dei Guardiani della Notte, e Kings Landing, l’Approdo del Re, la capitale dei Sette Regni, potranno diventare visitabili. Tutti questi si trovano a  County Down, Magheramorne Quarry e County Antrim.


 Il tour guidato comprenderà anche la visita dei Linen Mill Studios, dove vengono girate quasi  tutte le scene interne. Si potranno vedere Costumi di scena, armi, modellini e tutto quello che ha fatto diventare leggenda questa Serie Tv 


L’iniziativa è partita grazie ad alcune esperienze , sullo stesso tema :  “Touring Exhibition” e “Game of Thrones Live Concert Experience”. Per gli appassionati, che sono tantissimi , sarà un’occasione per vedere da vicino come viene girata la loro serie preferita. 


Verranno  ricreati, per l’occasione,  alcuni set per un’esperienza ancora più indimenticabile. Si vedranno anche alcuni trucchi usati per gli effetti speciali. 


“Non vediamo l’ora di aprire i cancelli e condividere l’emozione di entrare in questi fantastici set con i fan di “Game of Thrones” di tutto il mondo”, ha dichiarato Jeff Peters, vice presidente di HBO. “L’opportunità di celebrare il ruolo cruciale dell’Irlanda del Nord nella vita e nell’eredità di questa serie e condividerne la cultura, la bellezza e il calore è una grande fonte di ispirazione per questo tipo di progetti”.

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Etichette: LOCATION SERIE TV

mercoledì 19 settembre 2018

7 HOTEL PER GLI AMANTI DELLA BIRRA

Ci sono posti nel mondo in cui esistono particolari tradizioni. Ma ci sono queste particolarità anche negli hotel.
Amate la birra? Volete vivere un grande Oktoberfest non scegliendo sempre Monaco e il mese di Ottobre?
Ci sono hotel dove tutto questa è realtà





Nell'Ohio Il DogHouse , situato a Columbus ,  è il primo hotel al mondo dove ci si può svegliare in un birrificio . In camera presenti rubinetti da cui esce birra BrewDog, mini-frigo in ogni stanza, doccia e massaggi al malto d’orzo per una "birrosa" esperienza.  Appena arrivati , presso la reception , un barista offre da bere birra. Si possono portare amici a quattro zampe con voi.







Presso l'Hotel Suite Home di Praga potrete vivere l’esperienza della Spa , dove potrete godere dei trattamenti termali a base di materie prime naturali della birra. Oltre al consumo illimitato di birra chiara e scura, l’hotel offre il bagno alla birra, il riposo su un letto di paglia di grano e pane di birra fatto in casa.



















Se hai la fantasia di un bagno in una botte colma di birra puoi andare in  Svizzera, presso l’Hotel Hof & Post di Innertkirchen, dove tutto diventa realtà. . Il bagno dura circa 20 minuti, poi ci si avvolge in asciugamani di lino e ci si riposa per circa mezz’ora su un letto di paglia.     






















Se ti è piaciuto il bagno nella botte in Svizzera  , oppure ti trovi in Austria, potresti farlo anche presso il  Landhotel Moorhof a Franking . Il procedimento è simile a quello degli altri hotel: prima ci si immerge in una botte piena di birra, approfittando dei tanti benefici della preziosa bevanda sulla pelle, e poi ci si stende su un letto di paglia.










All’Hotel Weierich a Bamberg, in Bavaria, prima la casa di un birraio, ora si possono assaggiare 9 birre diverse Sono presenti  corsi con i più grandi sommelier  . Alcuni pacchetti includono anche un tour alla scoperta delle migliori birrerie della città.




The Old Cannon a Suffolk, nel Regno Unito, offre soggiorno per coppia con 7 camere, Presente un birrificio, naturalmente, e un ristorante. Qui gli ospiti hanno la possibilità di vedere come viene fatta la birra che gli viene servita a pranzo.




 Inoltre, sono previste escursioni e visite guidate al Greene King Brewery, uno dei più grandi birrifici della Gran Bretagna, risalente al 1799.









Nel resto del mondo  a Shangai, in Cina, c’è il Kerry Hotel, un lussuoso hotel che dedica molto spazio agli amanti della birra. Degustazioni di birra artigianale, visita al microbirrificio interno e cene a tema. A settembre, l’hotel ospita un festival della birra artigianale, con oltre 50 varietà di birra
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Etichette: HOTEL

martedì 11 settembre 2018

IL VIAGGIO NELLA SELVAGGIA MINORCA

Luglio 2018


Finalmente le sospirate vacanze estive! Si parte da Milano per Minorca, certamente più Selvaggia della mondana Maiorca. Appartenente allo stesso gruppo di Isole (Baleari).
Si parte da Malpensa la mattina presto , quindi decido , visto che non ho voglia di trovare un albergo nelle vicinanze per una notte, di dormire in aeroporto. Non sono l'unico , come credevo, anzi. Ci sono gruppi di famiglie in procinto di partire per le isole Greche o Minorca (Come Me).
Di notte c'è una lotta per accaparrarsi le poche prese al muro per caricare il telefono. Io sono tra i vincitori e ne usufruisco fino alle 2. Sono presenti  rumori e persone che camminano ,  ma riesco a dormire , per così dire, anche io. Alle 6.30 aprono i varchi sicurezza.
Si parte con Easy Jet.
Il viaggio è stato tranquillo senza scossoni.
Per andare e tornare dall'aeroporto ho prenotato un posto sul pullman mediante Holiday Taxis ,  con 22 € me la sono cavata. Holiday Taxis mi aveva comunicato via email come trovare il luogo della partenza e con quale compagnia avrei effettuato il viaggio.  Il mio albergo si trova a Ciutadella , Hotel Alfons III, che dall'aeroporto sono circa 1 h - 1h e 1/2.


Troviamo sulla strada dei lavori per rifacimento asfalto. I tempi di arrivo aumentano. Mi lasciano presso la Fermata Bus Perimetral. Mediante Google Maps arrivo in albergo. La struttura è accogliente e carina , bagno in camera, e soprattutto aria condizionata.
Dopo una doccia di ristoro parto per visitare la cittadina. Ho programmato il viaggio in due tronchi : prima parte  visita dell'isola e la seconda parte solo mare.

Ciutadella : Oltre ad essere stata la base per il viaggio è stato anche il posto dove finivo ogni giornata nell'isola. Dopo il mare o dopo la visita di altre città, tornavo a Ciutadella. Mi perdevo tra locali, negozi di souvenir, tramonti dal porticciolo, e vicoli con negozi particolari. Questa cittadina , piena di storia , è stata l'antica capitale dell'isola.
Bellissima è la piazza principale, Plaça d’es Born,  che si arriva dalla via principale. Da qui si può ammirare il porticciolo dall'alto e gustarsi il tramonto. Lo spettacolo è ancora più bello  se salite al belvedere dietro il Palazzo del Municipio.
Il porticciolo non è assolutamente da perdere con i vari locali , ristoranti (anche a prezzo fisso) e gelaterie. Verso sera la scalinata che dalla piazza arriva al porticciolo si riempie di bancarelle che vendono monili e prodotti locali.
Nella via principale è presente L’edificio religioso più importante di Ciutadella ,  la Cattedrale. Ad essere sinceri io non sono entrato ( l'ingresso è a pagamento). Al di fuori , come in tutta la Spagna araba, si nota l’antico minareto, visto che la Cattedrale  sorge su una vecchia moschea.

Quando passeggiate nel porticciolo non fermatevi al cancello, oltrepassatelo e camminate su una passerella di legno. Arriverete su una passeggiata che dà su una parete rocciosa dove le onde si infrangono. Tra un elica gigantesca e un ancora fermatevi. Rimanete in silenzio e chiudete gli occhi. Assaporate l'odore del mare  , il vento che ti soffia in faccia, il rumore delle onde.
Niente rumori di città.

Mahon (Maò) :  Mahon , o Maò come la chiamano i minorchini , è la capitale dell'Isola. Si può raggiungere tranquillamente in autobus ( come ho fatto io) o in macchina . Da Ciutadella si può prendere l'autobus numero 1 che in un ora e un quarto ( in alcuni momenti della giornata è presente il diretto che compie il tragitto in 45 minuti circa) ti porta a Mahon.
Posto ideale per lunghe passeggiate. Il lungomare è veramente interessante.
Per mangiare non mancate al mercato del pesce vicino alla cattedrale. Si possono mangiare tapas o paella con buona cerveza (o vino). Posto suggestivo e carino con prezzi modici. Non può mancare Placa de S’Esplanada, che svetta sul porticciolo della città.
Il centro di Mahon è collegato al porto grazie ad una lunga scalinata. Lungo la passeggiata di Baixamar si incontrano caffè, negozi, ristoranti e qualche laboratorio di ceramica. Qui arrivano i traghetti, le grandi navi da crociera ma anche i piccoli pescherecci e le imbarcazioni turistiche. Andate verso est dove si estende la parte più bella, dove si possono vedere ancora le vecchie case dei pescatori con le grandi porte arrotondate .

A Mahon è presente la Fortezza di Isabel II. Grandissima da visitare e vedere. Io sono andato a piedi verso la fortezza, considerate però che dalla città sono circa 3-4 Km.
La storia racconta che Fu costruita tra il 1848 ed il 1875 per far fronte alla continua minaccia da parte degli inglesi di tornare a Minorca per farne una base di difesa contro l’esercito francese che minacciava il controllo navale del mar Mediterraneo.
Il prezzo d'ingresso è 8 euro. Una cartina ti indica la strada da percorrere. Palazzi fatiscenti o ben saldi , tunnel e piccola chiesa ne fanno come luogo da visitare. Alla fine del percorso sono presenti dei cannoni rivolti verso il mare.
Per chi non si accontenta ( ma attenzione che è chiusa alle visite, ma...) è presente un faro lungo la parete che arriva al mare. Le scale per arrivarci sono ancora funzionanti e sane.

La foto al Faro de la Mola non può mancare.














Es Mercadal e Santuario del Toro: Mercadal è una cittadina al centro dell'isola. Ci si arriva mediante il bus che da Ciutadella ti porta a Mahon. E' facilmente visitabile, non è grande. Il suo centro cittadino è molto carino. Fermatevi a mangiare presso la   pasticceria Ca’s Sucrer i famosi biscotti alle mandorle o semplicemente prendete un aperitivo  in qualche locale che trovate.
Si trova ai piedi del monte Toro. Per arrivare al Santuario del Monte, alto 358 metri e il più alto dell'isola, si può andare a piedi ( o macchina).
Devo essere sincero il Santuario, visto con un tempo brutto, non mi ha entusiasmato ( ad esclusione della grande statua di Cristo).

Sui resti di quella che era un’antica chiesa gotica, venne costruito (nel 1670) l’attuale santuario, in cui è custodita l’immagine della “Virge del Toro” incisa su legno.

Leggenda:

Si narra di come, una notte, un anziano monaco avesse visto alzarsi dal Monte Toro verso il cielo una colonna di luce splendente, un fenomeno che si ripeté nelle notti successive. Credendo che si trattasse di qualcosa di soprannaturale decise di raccontare ciò che aveva visto al Priore del convento. La notte successiva tutti i monaci della comunità salirono al Monte, in una specie di processione: il cammino era difficoltoso, in salita, al buio, e per di più nessuno dei monaci era mai salito prima, quindi non conoscevano bene la strada da seguire. All’improvviso un toro infuriato uscì dalla boscaglia, fermando il cammino dei monaci, i quali si ritrassero per lo spavento. Il toro, però vedendo la “Croce Guida” della processione e i crocefissi che i monaci indossavano, si ammansì di
colpo, si pose alla testa della processione e guidò i sacerdoti fino alla sommità del Monte, attraverso la fitta boscaglia. Quando il cammino si fece impossibile, perché il sentiero era ostruito da enormi macigni, il toro venne di nuovo in aiuto ai monaci, liberando il passo con la sua forza poderosa (e da allora la via che porta al Monte si chiama “passo del toro”). Arrivati alla cima il toro si distese davanti all’entrata di una caverna, da cui saliva la luce vista dai sacerdoti: all’interno della caverna i monaci trovarono l’immagine della Vergine, che teneva in braccio Gesù bambino. I monaci, felici per la scoperta miracolosa, portarono l’immagine al convento.  Il giorno successivo l’immagine era sparita, e di nuovo i monaci la trovarono nella caverna sul Monte. I monaci allora compresero che il volere della Vergine era quello di abitare in quel luogo, e per questo vi costruirono il santuario, trasferendovi l’ordine della “Merced”.

Molto bello è particolare è la vista di Minorca da quest'altezza. Se bel tempo è visibile l'isola fino al mare. Vicino alla chiesa è presente un negozio di souvenir e un bar.

Fornells: Non potete non far tappa su questo villaggio dei pescatori. Una cittadina che sorprende, tra gli altri, per la sua  tranquillità e autenticità.


Bellissimo il passaggio lungomare, dove si possono ammirare persone che effettuano windsurf.
Il mare è splendido, azzurro come il cielo.
Se hai fame non puoi non sederti e prenderti una zuppa di aragosta , famosissima nei vari ristoranti.







Mare : Io sono stato sulle spiagge di Cala Santandria, Cala Blanca e Ca Saletta. Sono spiagge completamente libere. Il mare è stupendo e trasparente. Portate maschera e respiratore per vedere i pesci. Non sono presenti ombrelloni o sdraio, visto che è libera, quindi in quel caso venite forniti.

Per arrivare a queste spiagge basta incamminarsi per 30 minuti , 45 minuti per Cala Blanca.
Per i più pigri , però, è presente un bus che vi porta tranquillamente.

 

Cala Santandria è attrezzata con bagni e docce.
In tutte le spiagge ( o calette) sono presenti bar e ristoranti.




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Etichette: Spagna

lunedì 23 luglio 2018

VIAGGIO A NEW YORK

Maggio 2018


Sognato. E poi sognato. Poi sognato. Alla fine realizzato.
New York è quei sogni da ragazzo che vedi irraggiungibile ed irrealizzabile, ma che continui a sognare. Ad un certo punto dello scorso anno mi sono detto "Od ora o mai più, basta prorogare sempre". Confrontato i prezzi  e verificato la fattibilità economica e logistica, e  alla fine dopo aver vagato  tra siti ho digitato il famoso Tasto "Confermo".


La partenza decisa fu  Maggio ( per 5 giorni) Partenza da Milano con scalo New York (JFk) il ritorno con Scalo a Madrid , tutto per 400 euro compreso di assicurazione. Buono. Finalmente il dado era stato tratto. Finalmente il sogno stava diventando realtà.


La scelta del posto dove dormire è stato più complicato. I prezzi per dormire a  New York non sono economici. Mi imbatto in B&B , appartamenti ed Hotel. Un proprietario di un appartamento a Brooklyn molto carino , rispetto alle foto presenti su un sito, mi ha cancellato la prenotazione a due mesi dalla partenza. Si riparte da zero. Trovo un hotel abbastanza economico, con delle buone recensioni, a Manhattan ( 42nd Street) con bagno in comune. Chi legge il blog sa che non sono propenso a queste scelte , ma vista l'approssimarsi della partenza e ai prezzi che si trovavano in giro , ho deciso di prenotare una stanza. Hotel Vanderbilt Ymca (Vanderbilt Ymca).
Mancava di fare solo Esta per ingresso Usa. Via internet in mezz'ora me la sono cavata con il prezzo di 14 dollari. Ora nessuno mi potrà fermare.


Dopo le varie elucubrazioni mentali ( resistere 9 ore in aereo, il mangiare, Esta e le domande presenti ) finalmente è il giorno della partenza. Dopo aver lasciato la macchina  in un parcheggio   con navetta gratuita,  arrivo in aeroporto. Seguo le indicazioni che leggo su vari display e vado alla postazione check-in della American Airlines. Mi fermano due ragazzi che mi chiedono dove sono diretto e mi aiutano con il check-in mediante la "postazione automatica". Con il biglietto mi dirigo al banco, dove una ragazza "di prassi" mi rivolge delle domande (perché vado negli Stati Uniti? Cosa vado a fare ? etc etc). Biglietto fatto, valigia consegnata, ora vado ai "Controlli di sicurezza".
Sbaglio ingresso perché non sapevo esistesse Ingresso per voli intercontinentali e per Voli Continentali.


Sono davanti al Gate. Manca poco alla partenza. Neanche il controllo a sorpresa prima di salire sull'aereo ( il famoso $$$$  sul biglietto non è una leggenda metropolitana) mi può rovinare questo giorno.
Prima volta su un aereo intercontinentale ed è tutto "Grande". Supero la parte dei ricchi e arrivo nella parte poveri. Sono in un posto centrale. Il viaggio è stato abbastanza tranquillo : Tra il mangiare , dormire e la visione di qualche film.


Si arriva alle 13.30 ( 19.30 in Italia). Superato il controllo documenti con la presa delle impronte digitali di tutte le dita , vado verso il  nastro bagagli dove recupero la mia valigia. Ora sono a New York.
Prendo il treno (Airtrain)  che collega i vari terminal dell'aeroporto e arrivo a Jamaica Station , dove c'è la metro E. Il treno è gratis all'interno dell'aeroporto mentre  all'esterno il costo è di 5 $.  Alla biglietteria automatica prendo la tessera Metrocard che costa 1 $ , per la sola tessera , e puoi ricaricare quanto vuoi. Si hanno 11% di ricarica.  Per ogni corsa verranno scalati $2,75, il costo di una singola corsa. Senza costerebbe 3 $.
I treni passano ogni 2-5 minuti nelle ore di punta (6.30-9.30, 15.30-20 dal lunedi al venerdì), ogni 5-10 minuti durante il resto della giornata, ogni 5-15 minuti dalle 20 alle 24 e ogni 20 minuti dalle 0.00 alle 6.30.
Il viaggio dura circa 30 minuti e scendo a Lexington 53st.
Scendo dalla Metro e mi dirigo verso l'albergo, ma rimango affascinato.
New York è nei miei occhi.
I grattacieli, le auto e i taxi che camminano in queste larghe strade (suonano il clacson sempre), le bandiere americane fuori dai palazzi, la gente che corre camminando, il vapore che viene dalle grate dei tombini, i lavori stradali . Mi sembra di essere in qualche film americano.
L'hotel è anche una palestra , quindi cerco di raccapezzarmi all'interno mentre cerco di capire dove fare il check-in. Una ragazza mi accoglie , dopo le varie domande e la lettura documenti,  mi consegna chiave della stanza. Sono all'8 piano.
Ascensore e mi dirigo nella mia stanza.  La stanza è singola ed è grande il giusto. C'è il condizionatore esterno , che acceso fa un rumore della madonna, come in un vecchio film americano. Il bagno  che è esterno è abbastanza grande con doccia tipo palestra. Ci sono due bagni uno per uomo e uno per donna.
Fatta la doccia mi rivesto e gironzolo un po'. Il fuso orario di 6 ore, e il viaggio,  cominciano a farsi sentire. Da Lexington vado verso la Fifth Avenue ( all'incrocio tra la 51 e 52st) e qui trovo StPatrick , la famosa Cattedrale dei migranti irlandesi. E' stata edificata a partire dal 1858 contestualmente alla nomina della diocesi di New York ad “Arcidiocesi” sancita dall’allora Papa Pio IX. Complice un lungo ed estenuante intervallo scandito dal furoreggiare della drammatica guerra civile – venne terminata soltanto nel 1906 ma successivamente alla consacrazione ufficiale nel 1879.

All'ingresso zaini vengono controllati , come sia normale visti i tempi.
La cattedrale è stupenda , in ognuna delle tre navate sono presente statue di marmo. Bellissima quella dedicata alla Madonna. Il rosone con i suoi colori riempie la Cattedrale. Occhia e bocca aperta.


Cammino dove  coppie famose come Liza Minelli e David Gest, si sono sposate, o dove le persone hanno partecipato ai  funerali di Joe DiMaggio e Andy Warhol. Nel 2011, invece, s’impose una ben più triste circostanza, vale a dire la messa per le vittime del tragico attentato terroristico delle Twin Towers l’11 settembre 2001.

Dopo aver visto e fotografato a più non posso, esco dalla cattedrale. Di fronte alla Cattedrale c'è il RockFeller Center, che decido di vedere domani.

Ora sono concentrato a visitare Central Park. Dopo aver attraversato tutta la 5th Avenue , con tutti i suoi negozi famosi e la Trump Tower, arrivo finalmente al Parco più famoso del mondo.

 Il parco è meraviglioso. Oltre ad essere un oasi all'interno di una città frenetica e caotica, è un gioiello naturalistico.
Ho visto molti film con Central Park come sfondo in qualche storia d'amore o drammatica, ma vederla dal vivo e viverlo è un altro mondo.


Vista l'ora e visto che comincia ad arrivare un abbiocco ( sonno), decido di vedere solo una parte per poi tornare nei giorni seguenti.


Passo davanti allo zoo ( all'interno di Central Park c'è lo zoo e bene si) che all'orario in cui passo è chiuso. Giro verso Conservatory Water. Mi immergo completamente nella natura. Vado verso l'altro ingresso del Parco e arrivo a Bethesda Terrace. Posto incantevole. Il palazzo ( ristorante) a sfondo del lago è veramente molto suggestivo. Le tartarughe spesso fanno capolino dall'acqua. Fotografo e vivo. Bethesda Terrace è una tappa fondamentale della visita a Central Park.
Ormai il sonno la fa da padrone, ritorno in albergo. Prima di tornare mi fermo in una Pharmacy a recuperare un caricabatterie , visto che quello che ho portato (Usato a Londra) non funziona perché gli ingressi nella presa sono piccoli.


2° giorno                          C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile.
                                                                (Simone de Beauvoir)

Mi sveglio durante la notte e mattina presto , a causa del fuso orario. Alterno sonno ad una lettura di qualche pagina di un libro.
Sono pronto ad uscire e mi dirigo verso Times Square. Un altro punto focale e importante della Grande Mela. Times Square è un insieme di luci , video, colori. Apri gli occhi sul futuro. Videowall giganteggiano su questa piazza.  Il tempo non è dei migliori , nuvole nere fanno da padrone nel cielo.

Una curiosità sul nome della piazza : Si chiama così  da quando il New York Times , famoso giornale , si spostò lì vicino.

Durante il periodo della Recessione la zona veniva considerata pericolosa, poco adatta al turismo. Dagli anni Ottanta in poi fu un vero e proprio boom edilizio e in breve tempo Times Square risorse dalle proprie ceneri e divenne quello che vediamo oggi.

Al centro dell’incrocio si trova una grande scalinata rossa dove molti turisti salgono per una foto con una veduta dall'alto della piazza.
In un momento di follia penso sono all'interno della famosa foto del marinaio che bacia la fidanzata alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo sfondo era Times Square.
Parto da Times Square e a piedi, attraversando tutta la Broadway, arrivo a Battery Park.
Da questo parco partono i vari traghetti verso la Famosa Statua della libertà. Io il biglietto l'avevo già comprato online nel sito, così , oltre ad avere usufruito del cambio dollaro/euro favorevole , salto l'immensa fila alla biglietteria.


I controlli sono veramente imponenti, come in un aeroporto. Una famiglia straniera( credo pakistana)  dietro di te , che ha voglia di vedere in fretta la Statua, mi spinge. Faccio passare non ho fretta, mi godo i momenti. Fotografo con gli occhi per imprimere nella mente.


Il traghetto porta sia a Ellis Island, la famosa isola dei migranti , che alla Statua. Scendo verso questa grandissima donna con la toga che Rappresenta   La Libertà che illumina il mondo, questo il nome italianizzato dell'opera creata e progettata da Bartholdi. All'opera partecipò anche Gustavo Eiffel , famoso per "una piccola torre" a Parigi.
La corona della statua  , se non prenoti con largo anticipo, è off-limits a qualsiasi visita.
Si può vedere il piedistallo dove c'è un museo in cui , oltre ad essere presente la fiaccola originaria , c'è la storia della costruzione. Molto interessante.


Non manca un negozio di souvenir e ristoranti/bar per rifocillarsi.


 Nel 1924 la statua divenne monumento nazionale insieme all'isola sulla quale è posta, Liberty Island.


Fatto il giro , comprato souvenir, scattato foto ( tra skyline di Manahattan e statua) e mangiato un panino riparto con il traghetto per raggiungere Ellis Island.


Il nome ufficiale dell’isola è dovuto a Samuel Ellis che la acquistò nel 1785. Fu ceduta poi agli Stati Uniti nel 1808. Dal 1894 divenne stazione di smistamento per gli immigranti; venne adibita  a questa  funzione quando il governo federale assunse il controllo del flusso migratorio, resosi necessario per il massiccio afflusso di immigrati.
L'isola ha un bellissimo museo dell'immigrazione , servirebbe a molte persone vederlo e capire la storia della disperazione , della fuga, della fame, e di una vita migliore.
Il museo divide in settori. E'ì bellissimo e veramente emozionante. Ci sono
 giornali e foto dell'epoca, con interattività di persone che raccontano il loro viaggio e il fatto di avercela fatta.


Italiani, irlandesi , Dall'est dell'Europa tutti cercavano di scappare per stare meglio. A Ellis Island c'era  anche un ospedale , ora chiuso,  che funzionava come passaggio per i migranti per poter entrare in America. Il 2% di loro non superava i test fisici e mentali e l'isola diventava per loro Isola delle lacrime.


Dopo un full immersion nel museo in cui tour dura quasi tre ore, vado all'aperto e arrivo nel muro degli immigrati dove sono scritti ben 500 mila immigrati. Potrete cercare un vostro lontano parente che è venuto in America in cerca di fortuna.


Un ultimo sguardo a Manhattan e ormai sera recuperiamo il battello che ci riporta a Battery Park.


Sbarcato mi fermo  ad osservare i vari scoiattoli che scorrazzano a Battery Park , che con un qualche cibo in mano si fanno avvicinare.
Torno verso Broadway ma non posso non farmi una foto nel toro più famoso di New York. A Bowling Green Park c'è il toro, di cui leggenda metropolitana afferma che se tocco le sue parti intime diventerai fortunato. Il 16 dicembre del 1989 Di Modica ha installato il toro proprio di fronte alla sede della borsa di Wall Street, senza preventiva autorizzazione delle amministrazioni pubbliche, intendendo simboleggiarela forza, il potere e la speranza del popolo americano per il futuro.




Di fronte alla statua del Toro c'è una statua di una ragazza , "Ragazza Senza paura", che rappresenta la forza femminile contro lo strapotere maschile del Toro. Tra l'autore del Toro e l'Amministrazione newyorkese c'è una diatriba legale per la rimozione della statua.

Superato il famoso "Charging Bull" rifaccio la Broadway per tornare in albergo , ormai sono stanco.
Prima però devo fare la foto sotto il ponte di Brooklyn come nei film. Seguo le indicazioni e insieme ad altre persone,  che come me decidono di farsi il selfie,  immortalo questo momento.

Mi fermo in un Pharmacy per prendere qualcosa per il mattino dopo e raggiungo l'hotel















3° giorno                New York è costituita da milioni di persone diverse, e tutti vengono qui in cerca di qualcosa.
(Lindsey Kelk)


 Mi rimane qualche residuo del fuso orario , ma ormai possiamo dire che è un ricordo. Il tempo fuori non promette nulla di buono. Pioggia e nuvole basse fanno da contorno alla mia giornata di oggi a  New York .
Prevista la salita all'Empire State Building , ma non credo sia possibile visto il tempo. Intanto mi incammino e faccio colazione.
Mi fermo in un negozio di souvenir vicino all'Empire a comprare un ombrello, già piove. Decido , naturalmente, di saltare la visita e di sperare in domani un giorno migliore. I biglietti comprati online sono aperti e non vincolati al giorno.




Oggi sono vicino all'albergo visto il brutto tempo. Gironzolo per la 5 Avenue e trovo l'Nba Store. Mi riparo dalla pioggia ed essendo appassionato di Nba almeno mi vedo le magliette degli idoli del canestro.


Il negozio è grande con magliette dei famosi campioni, mentre la parte inferiore del negozio è dedicato ai cimeli.
Vedo ed osservo.

Torno a Rockefeller center e scatto foto. Sono insieme ad un gruppo di giapponesi che con kway e ombrelli visitiamo il Rockefeller.


All'interno del grattacielo sono presenti dei negozi, divisi in due piani. Oltre a quelli naturalmente non puoi andare ci sono guardie che bloccano i passaggi.


Per salire e per visitare con una guida bisogna avere un biglietto che io in questo viaggio ho declinato.


Guardo ed entro in quasi tutti i negozi, esco e piove ancora. Passo davanti a Radio Music Hall dove c'è una fila per prendere i biglietti per qualche concerto. Per fortuna sono riparati mentre aspettano il turno.


Arrivo al Madison Square Garden , il famoso tempi della musica e dello sport di New York. Qui hanno calpestato il pavimento campioni Nba e pugilato , o cantanti famosi. Il Madison Square Garden ha la possibilità di essere visitato con una guida e un tour.
Esco dalla parte coperta e mi fermo in una pizzeria ( dal nome italiano) a mangiare un pezzo pizza. Vendono anche la  pizza hawaiana posta  in vetrina è quella che noi italiani aberriamo ( con ananas).
Finita la pratica cibo con ancora pioggia mi dirigo verso i studi Nbc. Per chi segue la televisione c'è una parte dedicata tutta a Jimmy Fallon, dove vendono magliette e tazze . I prezzi sono un po' alti , devo essere sincero, ma se vuoi portarti via un ricordo una pazzia puoi anche farla...

Dalla 6 e 7 Avenue mi dirigo verso Central Park. Oramai sono zuppo.  Giro per negozi e mi perdo grattacieli , che  purtroppo oggi le nuvole riempiono un po' della loro altezza e maestosità.

La visita a Central Park è dedicata a Quello che mi mancava di vedere. Il silenzio di questo parco è meraviglioso , mi tufferei ogni volta che non ne posso più di sentire clacson delle auto per strada.

Finisco il giro e dopo che ormai sembro un pulcino torno in albergo.

4° giorno  
   
 I newyorkesi camminano più in fretta, parlano più in fretta, pensano più in fretta.
Non è necessario esserci nati per essere newyorkesi,
ma dopo sei mesi tu camminerai
parlerai e penserai più in fretta.
E da quel momento anche tu potrai considerarti un newyorkese.
Edward I. Koch


Il quarto giorno non piove ma il freddo è pungente, si esce con la felpa. Oggi è finalmente il giorno dell'Empire State Building. Nuvole basse zero. I biglietti li avevo già comprati online quindi salto tutte le file. Si potrebbe salire all'86° piano o al 102° piano, dove si gode un fantastico panorama di New York.
Con i suoi 443 metri di altezza è stato il grattacielo più alto del mondo.

 Dal 1981 risulta iscritto al National Historic Landmark Program come monumento nazionale.
Il freddo è pungente sul grattacielo ma non si può negare a nessuno di vedere una città come New York dall'alto. Nel negozio di souvenir all'interno , ben fornito e con vari articoli, compro il bicchierino. Segnalo una tazza del grattacielo con King Kong veramente suggestiva.
Finito il giro dove sarei rimasto tutto il giorno esco dal grattacielo e decido di prendermi un caffè con latte alla cannella da Starbuck's. Il prezzo non è proprio economico (4,45 dollari) ma la foto del bicchiere del brand con Empire da sottofondo è valso moltissimo.


Scendo verso la fermata degli autobus e da lì  decido di percorrere la baia. Incrocio una manifestazione di amici/parenti di persone morte per il bruttissimo male come il cancro. Ad un certo punto rientro verso la città e salgo verso la High Line , la sopraelevata pedonale che passa attraverso i palazzi di New York ed è stata costruita al posto della linea ferroviaria in disuso. Il percorso è anche un parco  gratuito e aperto tutti i giorni, dalle 7.00 alle 19.00 in inverno. In primavera ed autunno l’orario viene esteso fino alle 22.00 e in estate fino alle 23.00. Nel tragitto potresti incontrare bancarelle che ti vendono souvenir del parco, del cibo di varia etnia, acqua e libri. Vendono anche creme solari per non scottarti troppo.
Ormai infatti il freddo ha lasciato il posto ad una temperatura quasi estiva. La felpa cinta al bacino e si gira con una maglietta a manica corta.


Non poteva mancare un dibattito di un politico con i suoi concittadini. Non potete mancare tra l'altro un panorama sulle strada sottostante visto da un vetro, una bellissima foto particolare di New York. Qui la mappa  (High Line)


Scendo alla fine del percorso e in un chiosco da strada mangio un hot dog con una birra. Torno sulla strada che affianca la baia. E' assolutamente da vedere. Si vede New York con le sue sfaccettature. Graziosi e geniali i parchi costruiti su pontili.
Incrocio moltissimi runner che corrono che nel sudore almeno si godono la baia e la sua luce. Non mancano persone che fanno yoga o picnic sui parchi.
Ad un certo punto ti trovi davanti ad un campo da beach volley in un pontile con i grattacieli da sfondo. Ma quanto sono geniali questi americani.
Arrivo fino Battery Park. Anche oggi tanto camminare.

Da Battery Park vado verso World Trade Center. Ormai le due torri gemelle hanno lasciato spazio a due pozzi infiniti dove l'acqua sgorga in continuazione. A bordo dei due pozzi ci sono i nomi e cognomi delle persone morte durante il tragico attentato.
Il pensiero è assolutamente triste se i ricordi tornano indietro nel tempo e al 2001.
Nella piazza c'è anche un museo dedicato a quel giorno. Il prezzo si aggira sui 18 dollari.

Entro nella stazione dove è presente un grande centro commerciale. Giro e vago per negozi.
Dietro la stazione c'è una festa dedicata ai cittadini Romeni. Il mangiare e il cibo non è proprio della nazione , infatti si mischiano sapori sudamericani e orientali.
Dopo aver attraversato tutte le varie bancarelle arrivo fino al ponte di Brooklyn dove decido di percorrere. IL ponte è veramente colmo di persone , la velocità è veramente ridotta. Oltre alla eccesiva presenza anche al fatto dei selfie che le varie persone cercano di immortalare.

Arrivo quasi a fine ponte e poi decido di tornare indietro. Stupenda la luce che si riflette sul fiume.

Dal ponte vado verso Chinatown , altro luogo mistico. Pieno di uomini orientali che vendono frutta e cibo. Visto a New York , forse suggestionato da tanti film, la "città cinese" è uno spettacolo intriso di sapori e colori.

Mi fermo in una pizzeria dove mangio una specie di calzone ripieno di pollo. Niente birra solo Coca Cola.

La sera ormai scende su New York e l'hotel aspetta solo il mio rientro.



5° giorno   
A New York si ha l'impressione che le cose avvengano più velocemente che altrove.
Lawrence Block
Ecco il mio ultimo giorno.
Ho poche ore prima di andare in aeroporto per prendere il volo verso casa. Torno verso Times Square , sia perché devo comprare un souvenir incombente ( A Times Sqaure c'è un grande negozio con prezzi decisamente accettabili) e poi per entrare dentro il negozio di Mm's

Magliette , Gingilli , e per ultima la cioccolata riempiono questo negozio.
Gioia di bambini che urlano felici e papà che non sapevano esistessero negozi così.
Compro qualche dolce solo perché sembrava brutto uscire senza.

Finisco la mia ultima ora nel posto che mi ha più affascinato a New York "Central Park".
Mi godo quest'ultima passeggiata e mi siedo a vedere una partita di baseball di amatori.
Alla fine mi alzo con un sorriso sapendo che non è un addio ma un arrivederci.









alle luglio 23, 2018 Nessun commento:
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