mercoledì 30 agosto 2017

IL MIO VIAGGIO A MONT SAINT MICHEL ( e RENNES)

- Premessa viaggio


Nel momento in cui ho  visto le foto dell'Isola Mont St Michel  su internet, e i vari commenti entusiasti, ho deciso che era un viaggio che dovevo assolutamente fare.
Cercando e surfando sui vari siti di viaggio e voli , però, constatavo che un viaggio per l'isola era cara ( ho preso come punto d'appoggio Rennes, visto che era la città con aeroporto , e la più grande, più vicina). Per Rennes , nel periodo che avevo preso in considerazione , si aggirava sui 200-250 solo di volo ( con scalo).
Vie alternative. Quindi ho cominciato a studiare il viaggio e renderlo più economico. Dall'Italia verso Parigi scendevo da 250 a 40 euro a/r. Ed era il punto di partenza. Il treno da Parigi a Rennes costava sui 35/76 euro a tratta ( in caso di intercity o TGV) . Cercando su internet allora  m'imbatto su Flixbus ( lo conoscevo per fama, ma  mai usato). I Prezzi Parigi Rennes costavano 33 euro a/r. Un Altra bandiera del mio viaggio inserita .
Scelgo gli orari che s'incastrano perfettamente e prenoto tutto. Un viaggio di 250 euro diventa di 100 euro . Unico errore forse , ma non avevo verificato altri prezzi di voli per Parigi, è aver preso come scalo parigino Beauvais. Al volo si aggiungono i 29 euro a/r , online, per  il pullman dallo scalo a Parigi città.




1°giorno Trasferimento Italia -Rennes


Si parte da Treviso , piccolo aeroporto. Raggiungo il gate con tranquillità. Ryanair è una garanzia, almeno per me. Viaggio con valigia a bordo anche se sono quasi l'ultimo ad arrivare alla porta d'imbarco.
Il volo è tranquillo, con sedile finestrino. Come al solito dormo per tutto il viaggio.
A Beauvais ci sono nuvole ma non è brutta giornata. Ormai la strada verso il pullman per Parigi la conosco, terza volta che scalo in questo aeroporto.
Tranne per la mia vicina di sedile che ha parlato al telefono per tutto il viaggio 1H15minuti, possiamo dire che tutto è andato liscio. A Port Maillot , dove capolinea il pullman, prendo la metro (la "1" fino a Chatelet e la "14" fino a Bercy) e raggiungo il deposito bus.
Devo dire , per mia sincerità, che mi sono perso perché non capivo dove fosse l'ingresso per i pullman. Per fortuna un Flixbus di passaggio, ed io che lo seguo, mi hanno aiutato.
Faccio la procedura di check in biglietto, con stampa, ma sicuramente la  prossima sarà , come per Ryanair,  con l'app.
Il bus ha la presa per caricare smartphone, o altre cose che volete, e la connessione internet. I sedili sono comodi.
Il viaggio da Parigi a Rennes è durato 4 ore. Unica fermata ad un autogrill dove ho comprato cibarie e bevande.
A Rennes arrivo verso le 20.00 , capolinea la stazione.




 Da lì a piedi raggiungo  Hotel Arcantis Le Voltaire , un albergo molto carino e particolare. Appena decentrato ma raggiungibile in 20/30 minuti.
Ultimo piano dell'albergo con finestra in alto. A volte poco per essere felici o essere contento, per me basta che il mio primo step di un viaggio da me organizzato abbia funzionato perfettamente. Mi butto sul letto a peso morto a faccia in su. Un bambino felice. Dalla finestra mi godo il tramonto.
tramonto




2°giorno Rennes - Mont St Michel


Dormito come un bambino. Mi sveglio presto e rinunciando di far colazione in hotel , parto verso un bar e la stazione. Dopo mia esperienza vi dico di far colazione in hotel, prima delle 9 nessun bar nelle vicinanze era aperto e sono dovuto quasi arrivare in stazione. Il mio viaggio è stato in un we.
Preso un cappuccino e un croissant , mi dirigo verso la stazione dei pullman, che si trova dietro a quella dei treni. Compro il biglietto per l'isola che costa 30 euro a/r. Pago con carta di credito e mi dirigo nel piazzale. Un consiglio verificate sempre il timetable o gli orari nel sito della Keolis ( le partenze tutti i giorni sono alle 9.45 11.45 12.45 e ultimo 16.45). Il treno ha orari differenti ma il prezzo è quasi simile.
L'autista parla solo francese, cui io conosco assolutamente poco o niente, ma l'importante è godersi il viaggio. In un ora e 15 minuti tra paesi e strade statali arriviamo a destinazione.
C'è la possibilità di prendere  una navetta gratuita per arrivare all'isola vera e propria. Oppure a pagamento la carrozza trainata dai cavalli (La Maringote).  All'andata scelgo opzione navetta.
E dopo un po' eccola là. Appena  messo piede a terra, mi invade una grande emozione.
Foto a raffica. Era come mi immaginavo, NO! Più bella. La marea è bassa . Se volete vedere il gioco delle maree andate nel sito  ufficiale dell'isola è presente  il calendario.


Faccio i passi che mi portano all'ingresso. Varcata la porta  , attraverso le mura, accedo ad un piccolo mondo assolutamente affascinante. I turisti di varia nazionalità la riempiono e sicuramente  sfruttato, ma non per questo incantevole. Salgo i 350 gradini della Grand Rue tra negozi, ristoranti, bancarelle ed alberghi. Si fa fatica a salire , anche per lo stretto percorso.
Giro per negozi souvenir. I prezzi , ma vivono solo per questo, sono un po' alti. Non posso lasciare l'isola senza un ricordo, oltre a quello visivo e mentale.

Victor Hugo diceva  a suo tempo "Il Mont-Saint-Michel è per la Francia ciò che la Grande Piramide è per l'Egitto".

Dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO.
Ammiro tutto e ne assorbo ogni emozione, divento parte dell'isola. Niente fa paura e il mondo , brutto e cinico, ne rimane fuori. Anche i gabbiani non hanno paura : si avvicinano e si fanno fotografare.
Arrivo in cima all'abbazia. Prezzo d'ingresso è 10 euro più altri 3 euro per audioguida ( c'è la possibilità anche di una guida in varie lingue, tra cui italiano ,  a determinati orari).

Mi godo ogni piccolo passaggio dell'abbazia , ogni sua storia.
Secondo la leggenda l'arcangelo Michele  apparve nel 708 , al vescovo Di Avranches che fece innalzare un santuario in suo nome nel Mont-Tombe.
Venne  sistemato un primo oratorio in una grotta e la precedente denominazione di Mont-Tombe fu sostituita con quella già citata di Mont-Saint-Michel.
Gli uomini del Medioevo hanno sempre considerato l'isola e la sua abbazia la Gerusalemme celeste della Terra, l'immagine stessa del Paradiso.






Dentro l'abbazia, purtroppo , visti i recenti attentati girano e visionano armati dei militari. Presenti comunque in tutta l'isola.
L'abbazia va assolutamente vista.
Esco e comincio ad avere fame.
Visti i prezzi opto per un bar dove vendono panini, compro anche una birra. Sono molti turisti che scelgono questa opzione.

Mangiato. Mi godo un po' il panorama dai vari cornicioni. L'acqua è ormai quasi scomparsa , solo un immenso percorso di fango circonda l'isola.

Compro i vari souvenir e torno giù verso l'ingresso.
Scendo e faccio giro dell'isola . Mi tolgo scarpe e calzini,  e come tutti comincio a camminare nel fango.

 Sensazione infinita.
Un viaggio desiderato, poi cominciato a studiare, poi organizzato, e alla fine fatto.
Sono dove avevo programmato.
Torno al capolinea del bus verso Rennes ( orari sono 10.05 11.20 14.05 e 18.05) a piedi.
Gironzolo nei negozi prima del capolinea e mi compro un gelato. Salgo sul bus e mi accorgo che l'autista è la stessa del mattino.
Dormo un po' prima di arrivare a Rennes.



Arrivato in stazione vado verso il centro e Place de La Republique. (Place de la Republique).
Mangio da Quick (un fast food). Mi accorgo che in Francia difficilmente parlano inglese ( tranne Parigi). Sia a Rennes che sull'isola pochi parlano o interloquiscono con te in inglese , ma sempre in francese.
Finito il giro ancora emozionato dell'isola , torno in albergo.



3° giorno Rennes - Parigi


Mattina presto faccio check-out , chiedendo per cortesia all'albergatore di poter lasciare il bagaglio fino all'ora di pranzo. Ok.
Parto per il centro di  Rennes , prima di imbarcarmi per il pullman che mi riporterà a Parigi. Mi incammino sul lungofiume pieno di negozi e bar. Dove decido di fare colazione.
Il fiume che percorre la città , mi affascina con i suoi riflessi.
Lo guardo e ammiro.
Torno al centro e da Place de La Republique mi faccio i viali interni, verso la cattedrale e il municipio.

I negozi , essendo domenica sono chiusi, quindi rimango a vedere solo le vetrine.
Arrivo nella cattedrale, ma purtroppo è recintato. Cantiere. Sarà per la prossima visita.
Passeggio per il centro , attraverso  l’Esplanade Charles de Gaulle e il suo Parlamento.


Passo davanti l'Opera e poi mi dirigo nel quartiere antico e medievale, dove sono presenti case particolari e antiche. Risparmiata dall’incendio che distrusse Rennes nel 1720, conserva ancora le tracce della cinta muraria che racchiudevano la cittadina.
Nel quartiere c'è anche l'ufficio del turismo.
Cammino e il tempo è clemente con me, infatti esce il sole che riscalda l'aria.








Alla fine della Piazza svoltando verso sinistra c'è una strada dove sono presenti statue di donne
svestite con quattro colori differenti. Simboli per la  città.




Siamo quasi arrivati all'ora della partenza. Parto per l'albergo dove recupero il bagaglio e mi dirigo verso la stazione
Compro un panino vista l'ora e la fame.
In stazione il pullman arriva con 30 minuti di anticipo, scarica quelli che devono scendere nella città e carica i nuovi passeggeri. L'autista  parla solo francese e non riusciamo a capirci.
All'ora prestabilita si parte. Internet non funziona, dovrò fare rimostranza a Flixbus.
Arrivo a Parigi dopo 4 ore senza nessuna sosta. Dormito naturalmente.
Da Parigi Bercy ripercorro a ritroso quanto fatto all'andata, prendo le due metro e arrivo a Maillot, dove mi aspetta il pullman per Beauvais.

Arrivati all'aeroporto a piedi mi dirigo verso l'albergo che si trova ad un Km. La mattina dopo parto presto così non ho problemi.
Inter -City Hotel. Un buon albergo.
Faccio check-in ed è quasi ora di cena. Inorno ci sono tre posti dove mangiare :  una grilleria, un Mc Donald's  e un self service.
Mangio al Mc perché ho fretta di tornare in stanza.
Il giorno dopo si parte.




martedì 8 agosto 2017

VIAGGIO A SALONICCO

Luglio 2017


Si parte da Bergamo in mattinata per raggiungere Salonicco. Seconda città greca per importanza. Prezzo totale a/r di 89 euro , vista la stagione e il periodo un buonissimo prezzo. Arrivo a Salonicco alle 16 ( ore 15 italiane). Seguo indicazioni per il bus  e raggiungo il piazzale della navetta che mi porterà in città e in albergo. Pago 2 euro alla biglietteria e prendo il bus 78.
Viaggio fino in centro dura 45m /1 ora.
Seguo passo passo tutte le fermate in modo di non sbagliare a scendere. Dopo essere sceso raggiungo facilmente con maps.me il mio albergo Nea Metropolis (http://www.neametropolis.gr/). Buonissima la posizione, ottimo il prezzo (175 euro per 5 notti). Faccio il check in abbastanza facilmente, il personale parla un ottimo inglese. La stanza è singola , ma abbastanza grande.
Dopo essermi fatto la doccia , siamo sopra i 40 gradi in Grecia, verifico il wi-fi e non funziona. Quando esco faccio presente il problema al ragazzo in reception che risolve subito il problema.
Esco e parto per il lungomare. In 10 minuti sono al posto.
Mi fermo a comprare bottiglie d'acqua.
Mi accorgo di trovarmi in una foto di Salonicco su internet. A destra la magnificenza del  mare , di fronte la White Tower.
Nel tragitto verso la torre mi fermo sulla sx su  Piazza Aristotele (Piazza Aristotele ). E' veramente bella: piena di locali e hotel di semi-lusso. Al centro della piazza c'è un uomo che vende da mangiare per i piccioni , per poter far immortalare ai turisti delle foto con loro.

Continuo a passeggiare ma oggi la torre è chiusa per questione di sicurezza,   perché nella piazza antistante è presente una manifestazione. Decido di continuare la passeggiata sul lungomare.

Mi fermo ad ammirare la statua di Alessandro Magno : imponente. Ragazzi, o simil ragazzi, stanno facendo acrobazie con lo  skateboard di fronte la statua. Selfie e via.

Arrivo alla famosa opera degli "ombrelli sospesi":  “Gli Ombrelli” (UMBRELLAS 1993) dello scultore greco Georgios Zongolopoulos, nato ad Atene nel 1903 e morto nel 2004, alla veneranda età di 102 anni.
L’opera fu installata nel 1993 a Venezia, in occasione della 45esima Biennale. Nel 1997 venne collocata sul lungomare di Salonicco, quando la città fu nominata capitale europea della cultura. Da allora, i suoi abitanti hanno adottato la scultura che è diventata un punto di riferimento per la città.

Mi siedo di fronte all'opera dove c'è una specie di pontile di legno:  luogo di turisti stanchi , di bambini che giocano con la fontana con giochi d'acqua, di innamorati , di venditori di popcorn, e qualche cantante improvvisato.

Ammiro il mare con la sua bellezza e la sua forza. Un posto bellissimo. Dimentichi tutto senza confini.

Riprendo la passeggiata. Ci sono alcune statue nel percorso.
Mi fermo a comprare un gelato nei vari chioschetti siti sulla strada. Ormai ad inizio tramonto torno indietro.
Non può sfuggirmi, e sfuggirvi, il tramonto sul mare a Salonicco.
E' un opera eccezionale della natura , bellissima, da lasciare il fiato.
Una cosa che porterà sempre nel cuore di questa città è la magnificenza di questi tramonti.




Rimango a sguardare finchè il sole non muore all'orizzonte.
La bellezza non solo nei colori del cielo e del mare , ma anche dei palazzi sul lungomare, o dei colori che prendono vita intorno.
Assolutamente da non mancare ogni sera.

Comincio ad avere fame.
Prima  devo chiudere la pratica souvenir. Vicino la White Tower c'è una piazza con alcuni negozietti. Entro in uno e compro quasi tutto quello che mi ero prefissato. Prezzi buoni.
Dietro la piazza c'è un locale , con tavoli, che vende pita con gyros. Fatta. Una pita con birra e si risolve la serata.
Mi addentro in una strada parallela al lungomare, la percorro tutta.
Ormai è sera. Il viaggio e l'orario , mi portano un po' di stanchezza. Torno in albergo .



2° giorno - Salonicco


Dopo essermi alzato e fatto la doccia. Ho fatto colazione in un bar vicino all'albergo. E' parte di una catena di bar a Salonicco. Mangio una ciambella e un cappuccino , che assomiglia di sapore  molto al nostro, per 2.70 € .
Colazione fatta. Decido di visitare il mercato coperto "Modiano Market"  , che si trova nei dintorni prima di Piazza Aristotele. E' un concentrato di negozi che vendono  prodotti tipici greci ;  abbigliamento , non sempre originale;  spezie; souvenir.
Giro e curioso tra  i vari negozi.
Finito il mercato mi dirigo verso Agia Sofia (Basilica). L'esterno è molto bella e assolutamente spettacolare. Devo dire che l'interno mi lascia un po' deluso. Dopo aver visto varie chiese ortodosse ( sia ad Atene che a Sofia) mi attendevo qualcosa esteticamente di più bello.
All'interno mentre fotografavo mi si avvicina una signora greca , contenta delle mie foto ed occhi da turista. All'inizio mi scambia per inglese , colpa di un fraintendimento con la lingua, ma poi sapendo che ero  italiano mi disquisisce posti incantevoli italiani che aveva visitato. Le piaceva la musica classica quindi conosceva Arena e Scala. Lasciato  la signora continuo a visitare la Basilica.
La basilica venne realizzata negli ultimi decenni dell’VIII secolo sulle rovine di una basilica paleocristiana a cinque navate, andata distrutta nel corso di un terremoto, e quel che rimane dell’abside e dei contrafforti dell’edificio precedente è ancora visibile in un edificio situato ad Est rispetto alla basilica attuale.
Fu  trasformata in una moschea in seguito alla cattura della città da parte del Sultano Murad II nel 1430. Tale rimase fino al 1912, quando tornò sotto il controllo della Grecia, e l’edificio stesso venne riconvertito in chiesa cristiana.
Questa chiesa è una delle più antiche di tutta Salonicco, ed è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’UNESCO.
Uscito dalla Basilica vado verso la White Tower che finalmente trovo aperta. Il biglietto d'ingresso per arrivare in cima costa 4 euro.
White Tower.
Mi inerpico per i scalini della Torre . Ad ogni piano , o mezzo piano, ci sono teche e quadri con storia greca e della Torre. Il problema che è scritto tutto in greco/cirillico quindi non si capisce niente. Neanche una piccola didascalia in inglese. Si guardano le foto o gli oggetti.
In alto la visione della città e del mare è molto bella.
Ti godi tutto il paesaggio.



Scendo giù e attraverso il parco per andare verso Arco di Galerio. (Arco)
L'arco, chiamato anche Kamara,  è posto ad un passaggio trafficato di persone. Il posto intorno all'arco però è molto non curato , con immondizia in terra. Peccato.
Dall'arco verso nord si intravede la Rotonda , o Tomba di Galerio (Rotonda).
L'ingresso è di 2 euro.
Un gruppo di stranieri occupa tutto l'ingresso. Dopo essere riuscito in qualche maniera, e con difficoltà,  a superare i vari stranieri che ascoltano e fotografano mi addentro nel mausoleo.

Dentro è spoglio , con un altare in un angolo.
All'esterno una passerella su dei resti romani.

E' ora di mangiare. In una strada vicina c'è un bar dove mangio un hot dog e una birra gelata.
Ne approfitto anche per riposare un po'.

Finita la pratica pranzo decido di andare verso la Fortezza.
Per salire verso la Fortezza c'è la possibilità di prendere il bus o , come faccio io, farla a piedi.
Per arrivare al luogo ci sono scorciatoie con scale da salire .


Raggiunta la fortezza , passando dalle mura bizantine , con mio dispiacere trovo un posto lasciato completamente abbandonato. Erbacce ne fanno da padrone. Aperto solo una parte, gratis, con una torretta dove si può leggere la storia.


L'unica cosa consolante è la visione dall'alto della città , una panoramica stupenda di Salonicco fino al mare.








Deluso torno verso la città vecchia.
Decido di camminare per le vie interne , parallele al lungomare. Scoprire una Salonicco non adeguata alla legge del mercato dei negozi globalizzati. Piccoli negozi ne fanno ancora da padrone.
Oramai è sera ed è il momento del tramonto , appuntamento indimenticabile con la città.
Nella passeggiata lungomare mi fermo da Goody's  (Burger) e mangio un buonissimo panino speziato con una birra.
Dopo una passeggiata serale ritorno in albergo


3°giorno Kalamaria


Vista ormai quasi tutta la città. E' ora di mare.
Decido di vedere un paese vicino e opto per Kalamaria (Kalamaria). Faccio e colazione e arrivo a piedi fino alla stazione dei bus di Makedonia.
I biglietti per Kalamaria sono come un viaggio in città 1 euro,  i biglietti puoi farli sia al negozio di tabacchi o , se hai soldi spicci, alla macchinetta sul bus. La partenza del bus è ogni mezz'ora.
Dopo poco viaggio arrivo alla stazione di bus di Kalamaria.
Decido di andare a piedi fino al mare , seguo le indicazioni di Maps.me
Finalmente il mare. La cittadina è soprattutto di pescatori , c'è un porticciolo con barche da pesca.


Mi fermo su uno spiazzo verde con scogli prima del mare.
Stendo il telo e prendo il sole.


Mi viene fame e mangio un bel pranzetto da pesce vista mare  da Remvi (remvi). Tutto buono e spesa di 22 €.
Torno verso il mare.
Verso sera decido di passeggiare per la cittadina, devo essere sincero c'è ben poco.
Torno verso la stazione dei bus  con problemi , non ho memorizzato la stazione dei bus e quindi fatico a ricordare il tragitto.
Torno a Salonicco.
Tramonto e Gyros per chiudere la serata.


4° giorno Edessa


Fatte le procedure mattutine ( sveglia, doccia , colazione), torno alla stazione dei Bus di Makedonia.
Prendo il biglietto per Edessa, famosa per la cascata  (14 euro a/r).
Il viaggio in bus è tranquillo con dormiveglia e lettura di libro. In 1 h1/2 - 2 h arrivi a destinazione.
Ad Edessa scendo dal bus e seguo indicazioni che mi portano alla Cascata.
La città si presenta carina , con corsi d'acqua che riempiono le strade. Ponti ne fanno da padrona.
Arrivo nel piazzale antistante la cascata , due cose mi colpisce : la pulizia , rispetto a Salonicco, e la chiesetta. Il rumore dell' acqua riempie il silenzio.


Scendo le scale che mi portano alla visione dell'acqua che scende. Edessa
Bellissimo. Non può ammaliarti questa acqua che scende prepotentemente. Foto e selfie in abbondanza.
Si può scendere fino ad essere vicinissimo al bordo della vasca che raccoglie l'acqua che cade dall'alto , per poi prendere altre vie verso fondovalle.


C'è in fondo alle prime rampe di scale , sotto il getto della cascata , una grotta dove si possono ammirare stalagmiti o stalattiti formate dall'acqua per 50 cent.
Mi godo questo spettacolo della natura. Ci sono  panchine per sederti.
Intorno alle cascate ci sono negozi , giochi per bambini , la storia itinerante dell'acqua.


Il posto è molto curato,  ottimo per un giorno di evasione.
E' ora di pranzo vado verso il centro città.


Nel viale principale della città , pieno di negozi, ci sono altre piccole cascate. Circondate da bar e pub.
Mi colpisce un negozio di gyros in un angolo. Due signori di una certa età mi ricevono che gesti, parlando poco inglese, riusciamo a capirci.
Il problema è che non hanno possibilità di pagare con carta di credito, quindi mentre loro preparano il panino io esco per andare al vicino bancomat per un prelievo.
Passeggio per la città e arrivo fino all'arco bizantino.


E' arrivata l'ora di tornare in stazione di bus. Prendo un gelato e ritorno in città.
Mi godo il tramonto sul pontile dove è situato l'opera degli ombrelli sospesi. Guardo gli skateboarders. Mangio un panino da Goody's e dopo un po' a girovagare torno in albergo


5° giorno - Zona porto


Quinto giorno la prendo con Relax. Dopo aver fatto colazione mi dirigo verso la zona del porto.
La zona è un po' abbandonata. Tra negozi di cinesi e immondizia in giro.
Mi faccio tutto il lungomare condivido il percorso con persone in bicicletta, jogger, e turisti come me.
Verso l'ora di pranzo mi fermo nel quartiere dei ristorante (Ladadika)
Mangio da Zithos e con poco ho mangiato una buonissima moussakà e bevuto due birre ( tra le tante che offriva il menù).

Finita la pratica pranzo vado verso la White Tower e mi riposo su una panchina nel parco vicino. I piccioni mi fanno compagnia.

Vado a prendermi un gelato e girovago nei pressi di Piazza Aristotele.
Dopo aver goduto il tramonto , mi mangio un insalata di pollo da Goody's.



 Salendo su Piazza Aristotele in un parco mi incuriosisce una festa folkloristica con balli e canti di diversi paesi limitrofi greci.

 Mi affascina e rimango a vederlo fino a tardi.
Torno in albergo ormai buio pesto e all'indomani mattina torno in Italia.





mercoledì 28 giugno 2017

VIAGGIO A BILBAO E DINTORNI

Si parte da Venezia. Dopo aver cercato il parcheggio con navetta , un po' imboscato, arrivo all'aeroporto. Il viaggio totale è costato 73 euro per Bilbao. Per la prima volta mi tocca viaggiare con Volotea , sono assolutamente ignorante riguardo la compagnia aerea. Dopo essere stati chiamati arrivo al gate, sono in fila. Cerco di capire, mediante conversazioni , a cui mi unisco, cosa vuole dire imbarco a , b e c. (Imbarco A è il prioritario delle altre compagnie, quindi vuol dire che avrà pagato e s'imbarca prima; poi s'imbarcano la b e infine la c.).
Sull'aereo ho i posti dietro e scopro che, anche se sono davanti al finestrino, ho il motore dalla mia parte, quindi non vedrò nulla fino a Bilbao. Inoltre per tutto il viaggio mi ciberò il rumore.
Il viaggio per la Spagna dura 2h15 minuti. All'interfono l'hostess,  con meraviglia, dichiara che l'aereo ha 15 minuti di vantaggio rispetto a quanto stabilito. Io , a prescindere dal rumore, ho dormito tutto il tempo.
A Bilbao è una giornata di sole. In aeroporto seguo le indicazioni bus. Pago in un chiosco 1 euro e 45 cent e mi dirigo al termibus. Nell'autobus è previsto il wi fi ,  forse sono sfigato, ma non riesco a connettermi.
Al termibus , mediante l'applicazione maps.me ( ottima applicazione offline per la navigazione ) , arrivo alla fermata di San Mames della metro (C2). Pago 3,70 e raggiungo Zorrotza. Alla fermata mi perdo un po' prima di raggiungere la pensione dove ho prenotato alloggio (Pension Don Claudio).
Il numero civico su Booking segnava il 10 , mentre mi accingevo ad entrare un signore,  molto educato e gentile, mi indica il portone accanto. Suono ed entro. Per il check in devo aspettare la fila , davanti a me delle affascinanti ragazze e una ragazza singola. Arriva il mio turno , la ragazza in reception parla poco inglese, ma ci capiamo. Pago il soggiorno e vado nella mia stanza.
La stanza è molto piccola, anche per una singola. Il prezzo è  molto vantaggioso, quindi non mi lamento. Il bagno in camera come richiesto. Dopo una doccia e indossati abiti estivi, e vacanzieri, scendo e faccio un giro in città.
Dall'albergo per andare in centro città si può prendere la metro (c2) o a piedi attraverso il lungo fiume. Adotto la seconda. Molte sono le persone che corrono, passeggiano. Arrivo in centro percorro il viale dello stadio, e giro per vicoli. E' sera ed ho fame. Mi fermo in un fast food. Soddisfatto l'appetito ritorno verso l'albergo. Ormai è sera. E domani è un altro giorno.




Secondo giorno - Bilbao


Mi sveglio e mentre organizzo l'itinerario della giornata, mi sopraggiunge una languorino. Ho Bisogno di far colazione. Mi ricordavo di aver notato un bar vicino all'albergo. Mi doccio , mi vesto e parto. Infatti non sbagliavo il bar è proprio dove mi ricordavo. Caffè con leche (cappuccino) e croissant. Sono pronto per questo viaggio. Mi fermo prima al supermercato che trovo sulla strada : compro l'acqua e biscotti. Fa già molto caldo , siamo a quasi 32 gradi di prima mattina, la fortuna, rispetto a dove abito in Italia,  è che è temperato e non umido.
Riparto per il lungofiume. Il sole che splende nell'acqua da quel tocco particolarmente bello  a quest'inizio.
Dopo aver scattato moltissime foto, arrivo ad una specie di porticciolo. Nel ponte che lo sovrasta  ero passato la sera prima. Seguo il lungofiume, lasciandomi barche storiche e di gara. Continuo per il lungofiume , sulla destra rimango colpito dal grattacielo dell'Iberdrola. Bellissime foto coperte dalle palme. A sinistra,  sul fiume , ci sono  canoe  dove adulti e bambini vogano , chi in maniera dilettantistica e chi  professionisti ca.  Il panorama è molto bello.
Il  percorso  è  assolutamente pulito e ordinato. In alcuni tratti ci sono oasi di fiori ben curati.
Arrivo al Museo Guggenheim (Guggenheim museum). Subito mi colpiscono le varie sculture esterne. Il ragno,  prima del ponte che collega il centro di Bilbao con il quartiere vecchio, è  orribilmente bello.
Ci sono Le sculture a specchio all'interno della zona piena d'acqua tra il lungofiume e il museo vero e proprio. Fuori dal museo ci sono i vari artisti , persone che vendono ninnoli, braccialetti o quadri dipinti a mano.
In quel giorno c'era anche una dimostrazione di un arte  cinese ( o comunque asiatica) di movimenti e di rilassamento.
Salgo i scalini che mi portano verso l'ingresso del museo e lì trovo Puppy.
Il cane fiorato è  ormai icona del Guggenheim e di tutta la città di Bilbao.
Dopo le varie foto , e selfie,  entro all'interno del museo. I commenti che ho letto  sulla rete,  rispetto alla visita , sono discordanti: c'è chi scrive che vale solo la visita esterna, chi comunque vale dare un occhiata a tutto. Io dico la mia. Secondo me la visita all'interno può essere interessante se comunque hai un inclinatura per l'arte  . Il biglietto d'ingresso costa 13 euro , che non è poco, e se non ti piacciono le varie collezioni, alcune permanenti , che vengono proposte è meglio dedicarsi ad altro.
Finita la vista interna mi dirigo verso negozi di souvenir che si trovano di fronte al museo. Come al solito compro i vari bicchierini, magneti e tazze.
Finita la parte souvenir , mi avvio verso Plaza Nueva e la cattedrale di Santiago. Per arrivare passo per la Gran Via, strada principale e turistica della città. Mi soffermo in alcuni negozi.
E' ora di pranzo mi fermo un locale che mi ispira (Florida), mangio un piatto combinato ( cotoletta, uovo fritto, insalata e patate) e una cerveza.  Con 12 euro me la cavo.
Dopo un po' di camminata arrivo a Plaza Nueva , pregna di turisti che cerca di mangiare dei buoni pintxos ( tapas ) pintxos e bere un calice di vino spagnolo o cerveza.
Seguo tutta la piazza, poi mi appropinquo per i vicoli attorno alla cattedrale. Bellissimi da vedere. Prima del lungofiume e del mercato della Ribera  ci sono dei portici dove nei soffitti ci sono dei bellissimi affreschi colorati. Vale assolutamente la pena. Nel mercato della Ribera si possono mangiare dei buoni pintxos, oltre a comprare pesce,  e la mattina fino ad un certo orario c'è la possibilità di vedere una mostra ( al piano superiore).
Torno verso la cattedrale. Mi delude. Molto asettica,  niente di personale, mancanza di carattere e di forma . Non mi appassiona.
Vorrei ricordare che in Spagna " Dio " all'ora di pranzo mangia o dorme, quindi tutte le chiese sono chiuse.
 Mi fermo in una gelateria e prendo un gelato.
Torno verso la Gran Via. Mi soffermo ad osservare i vari artisti di strada che incontro e che si esibiscono. Oramai è sera ed è ora di  tornare verso l'albergo.
Durante il viaggio di ritorno mi fermo nel centro commerciale sul lungofiume prima del museo ( Centro commerciale Zubiarte) e mangio un pasto in un fast food.
Ritorno sul lungofiume e ripercorro la strada del mattino. Torno in albergo.


Terzo giorno - Funicolare Artxanda e Bermeo


La mattina , dopo aver fatto colazione al bar del giorno prima, mi dirigo verso la funicolare Artxanda.
Prima di arrivare alla funicolare attraverso il Parco Casilda Iturizzar, veramente bello. Famiglie tranquille, Runner , Turisti che scattano foto, Gente che portano a passeggio il cane in un concentrato di natura e di bellezza . Da vedere. (Parco ).
La stazione della funicolare si trova dalla parte opposta del fiume rispetto al Guggenheim Musem. Dopo il museo ci sono le indicazioni per attraversare il ponte e come raggiungere la stazione. La funicolare (Funicolare Artxanda) ti porta ad Artxanda , la collina della città. Dall'alto si gode un bellissimo panorama , dove puoi vedere la città basca. Ogni viaggio in funicolare costa 0,95 cent.
Arrivato in cima e scattato molte foto. Cerco di  arrivare alla chiesa che svetta sulla collina (San Roque). Fa molto caldo , siamo sui 39/40 gradi, e bevo molta acqua. Mi perdo seguendo dei turisti , pensando,  che come me,  cercavano la chiesa. Tornato al punto di partenza ci riprovo. Mi accorgo, con mio stupore e un po' di frustrazione, che sono presenti le indicazioni per arrivare alla chiesa ( Bastava seguirle!).
San Roque è una chiesa in mezzo al bosco , ma chiusa. Il panorama che si gode è quello dell'aeroporto di Bilbao.  Mi ristoro un po' prima di tornare alla funicolare e tornare in città.
Da Artxanda vado verso Plaza Nueva e mangio dei buoni pintxos e cerveza (Volapiè). Ottima scelta e ottima varietà. Nei dintorni c'è la metro e decido di andare verso il mare.
Prendo la metro per Bermeo, il capolinea . Città balneare. Il viaggio dura più di un ora e mi godo il paesaggio marino.  Mare e sole.
Bermeo è una specie di porticciolo. Molte imbarcazioni sono parcheggiate prima di prendere il largo al mare. La città è molto carina e vale assolutamente la pena di spendere una mezza giornata. C'è anche la possibilità di prendere il sole e farsi un bagno.
Nella piazza cittadina prendo un gelato e compro un bicchierino di ricordo della città.
Dopo una sosta nelle panchine della piazza torno in metro e vado verso Bilbao. Mentre torno in albergo mi fermo in un supermercato e compro qualcosa per la sera.



Quarto giorno - San Juan de Gaztelugatxe


La mattina dopo aver fatto le solite procedure : Sveglia, doccia e colazione. Parto per Bermeo per raggiungere l'isola di San Juan . Secondo vari articoli su internet l'isola è uno dei posti , assolutamente, da visitare a Bilbao.
Ci sono tre modi per raggiungere l'isola: in automobile, in autobus ( 3527 e poi il 3517 che ferma a 3 Km dal sito) o a piedi da Bermeo. Chi legge ormai  i miei post sa già quale scelta ho fatto: a piedi.
Arrivo a Bermeo in metro da Casco Viejo. Accendo l'applicazione maps.me e da lì parto per l'avventura. Per giungere all'isola ci vogliono 7,5 km a piedi immersi nel verde con temperature alte ( siamo a 37/38 gradi) e con saliscendi. Si può fare.
Parto. Il panorama che mi accompagna  è particolarmente affascinante : distesi di alberi con mare all'orizzonte. Nel tragitto spesso incrocio degli anziani che stanno camminando : un Hola non manca a nessuno. L'acqua non può mancare anche perché il caldo si fa molto sentire.
A 3 km dall'isola trovo la strada,  che devo percorrere,  chiusa,  sia al passaggio delle auto che a piedi. Non mi convinco. In lontananza dalla strada chiusa vedo dei turisti con zaino in spalla che arrivano verso di me. Il pretesto c'è,  quindi mi incammino. La strada è chiusa perché l'asfalto è tutto crepato e ci sono reti che bloccano eventuali smottamenti dalla montagna.
Dopo 2 km ancora di cammino  ci sono, finalmente ,  le indicazioni per San Juan. Cominciavo a pensare che  fosse l'isola che non c'è.
Mi manca una discesa per l'isola che intravedo, e l'unica frase che mi balena in mente (con la bocca spalancata) è :Wow .
Collegata alla terraferma da un ponte costruito nel XIV secolo. Un sottile e tortuoso ponte , e l’eremo dedicato a San Giovanni, alla terraferma: luogo di pirati, di streghe., portafortuna dei pescatori, amuleto contro le emicranie e, oggi, meta di pellegrinaggio per donne che desiderano la maternità. Gaztelugatxe è sora oprattutto meta degli amanti della fotografia per lo straordinario panorama che si gode dalla sua sommità ( come me). Gaztelugatxe.
Per raggiungere la vetta della chiesa bisogna salire 231 scalini. Arrivato in vetta con molta fatica.

Se avete la forza e pensate di avere un desiderio da esaudire : fate suonare tre volte la campanella della chiesa.
Il panorama ti lascerà mozzafiato. Non potete non visitarla e non innamorartene come è successo con me.
Dopo molte foto e selfie, mi godo il panorama e mi riposo prima di riscendere i scalini. La verità è che non voglio scendere, che qualsiasi dettaglio rimanga impresso nella mia mente.
Riscendo i scalini e a piedi torno a Bermeo, con un passeggero in più : la fame.
Mi fermo in una taverna , fronte mare , dove prendo dei pintxos e due cerveza. Cibo e mare ottimo connubio.
Percorro la parte alta della città e poi prendo il treno che mi riporta a Bilbao.
Ormai è sera e sono veramente distrutto. Dalla Fermata di Casco Viejo raggiungo il centro commerciale del giorno precedente. Mangio in un wok a prezzo fisso. Il sole tramontando si rispecchia nel lungofiume e io stanco , ma felice, torno in albergo.

Quinto giorno - Santurzi e Portugalete

Mi sveglio con il brutto pensiero che la sera si ritornerà a casa. Queste vacanze , purtroppo, sono finite. Dopo aver fatto il check-out e solita colazione mi incammino verso il termibus. Nel posto esiste un deposito bagagli ( 2 euro tutto il giorno e sono aperti fino alle 22.00) dove lascio la mia valigia per poi riprenderla dopo.
A San Mames prendo il treno per Santurtzi, oltre al mare si trova il ponte Vizcaya (patrimonio dell'Umanità). Arrivato nel posto faccio un giro per conoscere il posto.
La cittadina è molto carina e deliziosa. Sia visibile dalla parte verso mare che all'interno.
Da Santurtzi mi sposto verso Portugalete per raggiungere il ponte Vizcaya.
Ponte di Vizcaya. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, fu inaugurato nel 1893,  e attraversa il fiume Nervión, collegando le località di Portugalete e Getxo. E' stato il primo ponte trasportatore del mondo e permette la navigazione nel fiume, grazie a una barca sospesa che si sposta da una riva all’altra. Questa tecnica è stata utilizzata in seguito in molti ponti simili in Europa, Africa e America.
Per 0,40 cent , a passaggio, puoi farti un viaggio su questa barca sospesa.
Per Chi come soffre di vertigini non sente la sospensione  , quindi un viaggio fatelo.
Gironzolo dall'altra parte del fiume. Ne vale assolutamente la pena. Il posto è molto più carino e turistico. Inoltre c'è la spiaggia per godersi il mare e prendere il sole. Nella parte davanti alla riva ci sono palazzi e residenze , molto ricchi e sfarzosi , costruiti dai borghesi ai tempi dell'età d'oro.
Sono presenti , sulla passerella pedonale,  vari cartelli dove vengono indicati i dettagli storici di alcuni palazzi che si affacciano sul mare.
Arrivo a fine passerella dove è presente un agglomerato commerciale con vari ristoranti, ed essendo ora di pranzo mi fermo a mangiare. Da Krunch ( una catena di ristoranti) mi consolo con un piatto combinato e una cerveza, fronte mare.
Ormai è ora di tornare.
Ritorno sul ponte e vado verso la metro per tornare al Termibus.
Recupero la valigia e prendo il bus verso l'aeroporto.
Viaggio finito

lunedì 22 maggio 2017

VIAGGIO DI TRE GIORNI IN LUSSEMBURGO

Maggio 2017


Si parte. Dopo una mezza mattinata di lavoro si arriva a Bergamo per imbarcarsi verso il Lussemburgo. 26 euro per andata e ritorno con Ryanair. Pomeriggio si parte e in 55 minuti circa siamo in terra lussemburghese. Il meteo dava pioggia in tutto il weekend e invece si scende con il sole. In aeroporto seguo le indicazioni bus. Alla macchinetta per i biglietti c'è una fila immensa, mi accodo. Pago i due euro per il biglietto a "short term" ( a corto termine) che ha un tempo di due ore. Premessa : su Google maps aveva scaricato itinerario per arrivare in albergo, che consigliava di prendere il bus 29 fino in centro e il 28 dopo per arrivare fino a destinazione. Mi incammino verso il 29 e scontato che per me l'aeroporto è l'ultima fermata di un bus, non mi salta assolutamente in testa che potrebbe essere una fermata di intermezzo, parto. Ad un certo punto mi accorgo di essere in mezzo ad un viale alberato, ma boschivo, e unico passeggero. Mi sorge il dubbio. Rivolgendomi all'autista mi avverte che sto andando dalla parte opposta. Bene. Chiedo se devo scendere , ma mi consiglia di rimanere sul bus arrivare al capolinea e ripartire. L'autista è molto simpatico e cominciamo a conversare in inglese. Ad un certo punto mi chiedo da dove arrivo , e rispondo Italia. E scopro, che oltre a parlare un po' d' italiano, è portoghese trasferitosi in Lussemburgo con moglie calabrese. Simpaticissimo. Parliamo ancora un po' tra italiano e inglese. Mi dice che mi avverte lui quando è giunta la mia fermata.
Dopo essere ripassato dall'aeroporto arrivo in centro e scendo. Prendo il 28. A differenza del bus di prima qui ci sono segnalazioni sia vocali che visive ( mediante un display) delle fermate. Scendo a Strassen Geesseneck ed arrivo in hotel (Mandarina Hotel ) ormai a serata inoltrata. Faccio il check-in. Arrivo in camera e subito doccia. L'albergo è carino e anche l'ubicazione non è male. E' sera e ho fame. Un Mc Donald's in lontananza mi aiuta a scegliere la mia cena. Dopo cena passo da un negozio in una stazione di servizio e prendo l'acqua per la notte. E' nuvoloso e tardi per affrontare la città. Torno in hotel e dormo.


2°giorno


Mi sveglio e vado a far colazione ( apre alle 7.30). Con mio stupore e felicità vedo Brioche calde , cappuccino e nutella. Ottimo breakfast. Torno in camera e organizzo il mio itinerario. Decido, per chi mi legge sa già che amo camminare, di fare una lunga passeggiata verso il centro. Il percorso è di 1h e 15' minuti a piedi ( per chi non piace camminare ci sono parecchi bus che transitano a Strassen). Camminando passo davanti alo Stadio della città intitolato a Josy Barthel , mediante Google scopro che è stato (finora) l'unico medagliato olimpionico del paese ( oro nella corsa 1500 metri nelle olimpiadi del 1952). Prima di raggiungere Grand Rue , il vialone centrale e principale, prendo la decisione di passare per il parco presente nei due lati della strada.
Ecco la mia dimensione : Natura e i suoi rumori. Il parco è ben curato e ci sono diversi colori che lo rendono bello da vedere. Compare Una grande  scritta Luxembourg: diventa  oggetto dei miei selfie e foto. Finisco il tour e mi incammino verso Grand Rue.
Percorsa  tutta procedo verso il Palazzo Granducale.
 La piazza dove si trova il Palazzo pullula di gente e c'è il mercato. I colori dei fiori nei vasi sparsi per la piazza , oggetti di vendita dei banchi presenti, rendono più folcloristica ( e più bella) la foto.
Il Palazzo Granducale è ora la residenza ufficiale dei Granduchi , ed è il luogo dove vengono svolti i compiti di capo dello stato del granducato.  Palazzo Granducale.
Passo il Palazzo e sono costretto , visto che la strada si stringe e diventa passaggio per una persona alla volta , per causa lavori, a seguire ed ascoltare un gruppo di turisti di una certa età che si dirigono, come me, verso Casematte del Bock.


Le Casamatte è una fortezza sotterranea costruita nel lontano 963 , e poi fortificata e ampliata negli anni. Fu rasa nel suolo nel 1875 e solo 17 Km sono sopravvissute a noi. Nel 1994 sono state inserite come patrimonio mondiale dell'Unesco. Il prezzo del biglietto costa 6 euro ed è un viaggio in grotte sotterranee, con scale a chiocciola che ti portano nei vari livelli. Cannoni e porte verso la valle, e sul ponte rosso, rendono questo posto suggestivo. Ancora lontano nel tempo. Mi è piaciuto visitarlo. Il percorso dura circa 1 ora e mezza. FortezzadiLussemburgo.


Uscito mi trovo a vedere la bassa valle della città. Uno spettacolo. Il corso d'acqua , la piazza con disegnato un aereo , il resto della fortezza. Un piccolo mondo costruito su una piccola città. Scendo a valle dalla strada che affianca le Casematte. Arrivo giù e percorro tutto il lungo corso d'acqua (Alzette), amo la natura. Vi consiglio di farlo.
Ad un certo punto nella città bassa comincio ad avere fame. Una musica e dell'odore di cibo mi attira. Mi fermo in un locale (Oscar's). Il tempo è nuvoloso , ma con sprazzi di sole , quindi opto per un tavolino in terrazza. Mangio un panino enorme al pollo ( c'è anche vegano) con insalata e patate fritte. Non poteva mancare una birra chiara. Sono sazio e salgo con l'ascensore che mi porta nella parte "giuridica " della città ( Con tribunale etc etc). Mi soffermo e guardare il panorama dove prima passeggiavo.
 Esco da questa parte e mi incammino verso la Cattedrale di Notre Dame. Purtroppo c'è un evento con persone disabili quindi non si può entrare per un po' di tempo. Ne approfitto per guardarmi intorno. Giro per negozi di abbigliamento e souvenir. Guardo , ma ahimè non entro, nei negozi di dolci. Torno verso la Cattedrale. L'evento è ormai finito. Entro. Devo dire che l'interno non mi affascina assolutamente. Mi sembra spoglia , nuda . Non mi cattura, anzi mi lascia perplesso. CattedralediNotre-Dame(Lussemburgo).
Lascio la Cattedrale e vado verso Place d'Armes , piazza principale della città. La piazza è animata da tanti banchi e musica, c'è un evento della Comunità Europea. Ogni paese, almeno una buona parte, propone viaggi e bellezze della loro nazione. L'Italia non ha grande attrattiva e la ragazza che è all'interno non mi sembra molto convinta. Giro per tutti i banchi, ci sono anche quello per la Corte di Giustizia. La città pullula di gente e i locali che si affacciano sulla piazza sono pieni. Placed'Armes (Luxembourg). La piazza è carina. Mi sposto sul piccolo piazzale vicino in cui mi diletto a fotografare. Continuo a girare.
Da Gran Rue arrivo alla piazza del Teatro dei Cappuccini. Molto carina. Mi siedo su una panchina e mi riposo un po'. Si alza un forte vento a volte freddo. Guarda i bambini che giocano vicino alla statua della piazza.
Dalla piazza vado verso il parco che circonda Lussemburgo e continuo la mia passeggiata. Ormai è sera. Sono quasi stanco e il buio arriva veloce. Prendo qualcosa da mangiare in un supermercato e vado verso l'albergo. Secondo giorno è finito.



3°giorno


Dopo aver fatto colazione in albergo, in camera decido la strategia della giornata. Cosa vedere? Dove Andare? Consultandomi con Google e qualche sito di viaggi parto alla visita del Castello di Vianden. Un castello che si trova vicino alla capitale " Lussemburgo ", e come il più famoso castello tedesco, su un cucuzzolo della montagna.
Vado in stazione e prendo il treno per Ettelbruck, per poi prendere il bus (570) verso la città del castello. Nell'ufficio informazioni c'è anche la biglietteria. Il viaggio costa 4 euro ( per tutto il giorno per tutti i mezzi di trasporto all'interno della nazione). Il tempo è veramente brutto e nuvole nere minacciano una pioggia che in poco tempo arriva. Rapito dalla pioggia che scende copiosa aspetto la mia fermata, con la speranza che smetta ( per favore). Mi accorgo di aver commesso un grave errore , non ho scaricato le fermate del treno prima di Vianden. Non so quando è il mio momento di scendere, mi piazzo davanti alla porta del treno e ad ogni fermata guardo il nome della città o paese.
Per mia fortuna comincia a scemare durante il viaggio in treno ( dura 40 minuti circa) ed a Ettelbruck ha smesso. Non capisco dove prendere l'autobus. Una signora di una certa , che parla poco inglese, mi indica con la mano il centro della città. Chissà cosa avrà capito e non mi fido. Chiedo alla signorina , che si trova all'interno della finestrella della biglietteria all'interno della stazione, che mi indica tutto all'opposto della signora di prima. L'autobus, essendo domenica, ha le corse diradate e passa ogni ora. Ne approfitto per fare un giro nella città vecchia. Tutto chiuso naturalmente. Torno verso la fermata. Arriva il 570 e si parte. 25 minuti e arrivo a Vianden. CastellodiVianden


Scendo e comincio a salire verso il castello. Dalla fermata già si vede. E' lì in alto che troneggia sul paese.
Per salire attraverso un ponte sul fiume Our.
La salita come si poteva immaginare è irta. Ma finalmente arrivo. Il biglietto , con audioguida , per il castello costa 8 euro.
La visita è stata carina, il castello non è meraviglioso ma vale la pena di andare a vedere.
Mi fermo al bar del castello per mangiare. Hot dog farcito e una birra fruttata sono il mio pranzo. Un cono gelato da dolce.


Torno verso la città. Arrivati al lungo fiume lo percorro un po'. Prendo dei souvenir in un negozio aperto. Un signore con maglia fluorescente e con occhio alla Tv , che dava il Gran Premio formula 1, li impacchetta. Aspetto il bus e torno verso Ettelbruck, che letteralmente vuol dire "il ponte di Attila". L'origine del nome viene fatta risalire all'invasione unna : l'armata di Attila costruì infatti un ponte per attraversare il fiume Alzette.
Mentre arrivo in stazione il bus passa davanti ad un monumento circondato dal verde vicino ad un ponte. Scendo dal bus e incuriosito vado a vederlo. Il monumento è in ricordo del generale Patton , infatti la storia narra che il generale liberò la città dai nazisti.
Dietro il mausoleo c'è una salita che ti porta verso il bosco, lo percorro un po' poi torno indietro. Prendo il treno e torno verso la capitale. In città vado a vedere posti non ancora visti. Arrivo verso la Fondazione Pescatore , un bellissimo palazzo ora sede di un centro anziani. Affiancando il palazzo arrivo ad un ponte moncato, dove in fondo c'è il pavimento di vetro e un ascensore panoramico. Sfido le mie vertigini. Salgo sul pavimento e faccio foto della valle in basso. Vado verso Place Guillaume II. E' un cantiere ma ci sono molti truck food. Un forte vento , di pioggia, arriva verso la piazza. Da un truck prendo un fritto , sembrano verdure, e una birra. Intanto arriva un nubifragio. Turisti che cercano riparo sotto le tende dei banchi della piazza. In mezz'ora ha buttato giù veramente moltissima acqua. Smette e le piazze si ripopolano. E' sera torno verso albergo


4°giorno

Come giorno prima , dopo aver fatto colazione , studio cosa vedere nella giornata. La meta cade su Echternach.
Dopo aver preparato il bagaglio e lasciato la camera , raggiungo la stazione. Il deposito bagagli è ancora "umano". Lascio il mio bagaglio, dopo aver riso con l'uomo delle "valigie" perché non capivo che dovevo consegnare il documento. Nella fermata di fronte alla stazione prendo il 111 e arrivo nel paesino.
Oggi è una giornata meravigliosamente bella. Sole e solo "sole". Passo per la piazza dove fanno capolino dei ciclisti ed anziani in gita. Raggiungo l'abbazia. Molto carina. AbbaziadiEchternach
 C'è un locale dove ti poi sedere e vederti la loro "Processione danzante" in video. Mi giro nei dintorni mi intrufolo nell'Orangerie. Scatto foto e ammiro la struttura. Dall'abbazia passo verso il lungofiume. Prima però giro per qualche locale per vedere cosa mangiare visto che ora di pranzo. Tra pizze margherite a 11 euro , buffet tutto compreso , e un locale italiano dove si mangia la Piadina , scelgo quest'ultima. La Piada.
 Il ristoratore è italiano  , di Foggia, e mentre mi gusto la piadina facciamo due chiacchiere. Entrano molti giovani ,  io ho finito di mangiare quindi lo lascio lavorare   mi defilo. Come avevo programmato costeggio il lungofiume. In lontananza si vede un parcheggio per camper. La passeggiata è molto bella. Ci sono molti giovani con zaini che siedono nella panchine, forse hanno marinato la scuola? O sono già usciti? Le oasi verde sono tenute molto bene e curate , quindi ne vale assolutamente la pena. Arrivo in stazione, l'autobus per la capitale parte tra mezz'ora. Il tempo di prendere un gelato a due gusti, il commesso era italiano!.Torno in città. Ultimo sguardo alle piazze principali e allo spettacolo del panorama. Tono verso la stazione recupero il bagaglio e vado verso l'aeroporto.

giovedì 4 maggio 2017

VIAGGIO NEI DINTORNI DI MONACO

Si riparte. A Malpensa prestissimo per prendere un volo Easyjet che mi porterà in Germania. Si torna a Monaco ( già stato 2 anni fa) , ma stavolta voglio vedere i dintorni, i castelli, i laghi.
Il volo è buono, nessuna perturbazione. Come al solito ho dormito in tutto il viaggio.
Alle 9.30 sono  a Monaco. Il tempo non è ottimo, il cielo è grigio.  In aeroporto Seguo le indicazioni Bahn  (Treni e metro) e prendo due treni (S1 e U3) che mi portano a Machtlfinger Strasse. Decido di lasciare la valigia in albergo (Grand Hotel Palladium) per vedere un po' la città senza portarmi appresso il peso.
L'albergo è facile da raggiungere. La receptionist, che parla un ottimo inglese, mi consegna già le chiavi della camera. Molto carina e gentile. La stanza è graziosa e spaziosa per una singola ,  con letto matrimoniale. Faccio la doccia e invio qualche Whatsapp.
Si parte e si punta verso il centro. Oggi lo dedico a riassaporare e ripassare la città. Alla stazione della metro prendo il ticket per quattro giorni (27,90 €),  così fino alla partenza sono a posto.
Prendo la metro e già assaporo la città:  i nomi tedeschi della metro, le strade, le persone, il loro modo di vivere. Scendo a Marienplatz , il fulcro di Monaco.
Due anni fa c'era un cantiere enorme , ora è rimasto solo ad un angolo della piazza.
Eccolo là il municipio : Neue Rathaus (Nuovo Municipio),   edificio neogotico sede degli uffici del sindaco . Costruito tra il 1867 e il 1908 , all'interno presenta una complessa e articolata struttura caratterizzata da sei cortili.
La torre ospita il celebre Glockenspiel (letteralmente "gioco di campane"), il più grande carillon della Germania che si aziona tre volte al giorno: alle 11, alle 12 e, da marzo , anche alle 17. Il meccanismo cattura tutta la mia attenzione e quella dei turisti presenti. Ci godiamo tutto lo spettacolo.  Marienplatz.



Il campanile  Si compone di due piani: nel piano superiore sono rappresentati i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate von Lothringen (1568) mentre in quello inferiore viene rievocata l'antica danza dei bottai che simboleggia il ritorno di Monaco alla consueta normalità e alle feste dopo la fine della peste che la coinvolse dal 1515 al 1517.
Comincio ad avere fame e mi incammino nel mercato dietro la piazza. Subito stinco, carne di maiale con crosta croccante, polpette di alcuni chioschi mi riempiono gli occhi , prima dello stomaco. Una giapponese prima di me compra quasi tutto il chiosco , con la venditrice preoccupata che gli ripete più di una volta il costo del cibo. Tocca a me. Decido per un panino con  la carne di maiale e una crosta meravigliosa , una coca e una polpetta di maiale. Non potevo iniziare nel miglior modo.
Il mercato è pieno di negozietti che vendono carne, i salumi tipici tedeschi. Gli occhi hanno il loro piacere, il colesterolo un po' meno.
Mangiato e assecondato lo stomaco , mi incammino per le strade principali che sono piene di negozi globalizzati. Mi faccio seguire dai profumi, dal fatto che sono in ferie, dai tantissimi turisti presenti. In alcuni negozi entro anche, ma non compro. Più per niente che mi affascina che per un motivo diverso.
Arrivo alla fine della strada e vado verso il centro commerciale. Mi affascinano i vestiti tipici bavaresi in vetrina. Scatto foto. Comincio ad aver fame e quindi torno indietro verso Marienplatz.
Vado verso   il Rathausen, che decido di vedere in un altro giorno.
Decido di sbirciare nella Theatinerkirche (Chiesa di San Gaetano), e ne rimango catturato.  Una delle più belle chiese barocche della Baviera. Si trova alla fine della zona pedonale nella piazza Odeonsplatz, di fronte alla "Feldherrnhalle" (Loggia dei Marescialli). La chiesa fu inaugurata nel 1675, ma i lavori per ampliare e abbellire la chiesa andarono avanti per quasi 100 anni, fino al 1768.
Gli architetti e costruttori di questa chiesa barocca, quasi tutti italiani, si sono visibilmente ispirati alla chiesa di Sant'Andrea della Valle a Roma e alla Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia.
 Nella cripta ci sono le tombe di duchi e re , tra cui quella del re Massimiliano I.
La chiesa è difficile da scorgere perché dopo due anni è ancora un cantiere , ma non ve la fate sfuggire. Theatinekirche.


Da qui  giro verso il Englischer Garten (Parco o Giardino inglese).Englischer Garten. Il parco  è veramente bello. I ponti, il fiumiciattolo che passa all'interno del parco, le piccole cascate, gli animali tipici urbani di questi parchi. Relax pieno relax. Appena entri nel parco c'è un gazebo , dove spesso musicisti si fermano a suonare , l'acustica è stupenda e l'atmosfera anche. I fiori dei giardini che dal gazebo arrivano alle fontane danno quel tocco in più di bello al parco.
A Englischer Garten,  vicino ad un ponte,  dove l'acqua che fuoriesce è forte,  ci sono persone che cavalcano onde con il surf. Gente che si ferma a guardare,  spesso turisti,  che filmano e applaudono. A volte schizzati dall'acqua dalle peripezie acrobatiche dai surfisti.
Esco dal parco e vado verso il fiume Isar, il fiume della città
Camminando arrivo a vedere  l'Angelo della Pace, che serve a ricordare la fine della guuerra franco - prussiana.  Angelo della pace . Sotto l'obelisco dell'angelo c'è una fontana e una specie di grotta , suggestivo.
 Il lungoIsar è molto bello ci sono statue , ponti da attraversare, Englischer Garten che è veramente lunghissima.
Monaco è una città molto pulita e verde.
Ormai è quasi sera torno verso Marienplatz. Il tempo non è stupendo , e devo coprirmi con il piumino. Fa freddino anche essendo fine aprile.
Mi fermo al mercato dietro la piazza e ci sono tavoli pieni di persone con la birra in mano. Faccio una fila per la birra 3,80 € per mezzo litro. Dopo averla bevuta mi viene fame. Vicino al chiosco delle birre vendono famosi cibi di strada tedeschi ( maiale , patate, crauti). Prendo un piatto di carne con le patate e un altra birra. Sono in ferie a Monaco che altro fare?
Si tira sera.
E' ora di rientrare in albergo




2° giorno


Molto tempo fa leggendo un post sui viaggi si parlava di un famoso castello della Disney. Un castello fantastico , conosciuto in tutto il mondo. Le foto presenti nel post , che raffiguravano il castello, erano da sogno. Innevato , al tramonto. Da lì partì un mio "Devo andarci"
Il viaggio a Monaco è stato studiato e progettato per quello che avverrà in questa giornata. Vedere il castello di Neuschwanstein.
Non prendendo la colazione in hotel, 15 euro per me che faccio una colazione italiana mi sembra esagerato, mi avvio in cerca di un bar o una bakery. Prendo la metro e vado verso la stazione di Monaco, dove prenderò il treno che mi porterà a Fussen ( il primo paese che si incontra prima del castello).
Nella stazione mi fermo nei tanti chioschi: prendo un cappuccino e un cornetto (brioche) (4.00€). Vado alle macchinette per fare il biglietto per Fussen, con i vari sconti ( Treno regionale e per comprare un Andata e ritorno) pago 20.00 €. Il viaggio dura circa 2 ore (forse , ma questo lo capirete leggendo il seguito).
Mi porto un libro da leggere. Il panorama esterno al finestrino non è aiutato dal bel tempo, infatti secondo giorno con un cielo grigio. Almeno non piove.
A metà viaggio , circa, il treno si ferma un tempo molto lungo  in una stazione. Ad un certo punto nell'altoparlante del treno si sente qualcuno che comunica  in tedesco.  Alcuni scendono, tedeschi, altri come me rimangono al loro posto, turisti. Comincio a capire che qualcosa non va e ne ho certezza quando un signore tedesco dice "Let's go ! Bus!". Il treno si era rotto. Il controllore non parla una "ceppa" di inglese , unica cosa che ripete è Bus.
Ci ritroviamo a Marktoberdorf , un paese in mezzo al nulla. I bus fuori dalla stazione sono chiusi e non si vedono autisti in giro. Bene. Un viaggio tanto aspirato che finisce in fumo?
Si aspetta. Intanto il treno ritorna da dove è arrivato.
Dopo un ora e mezza il controllore dice che sta arrivando il treno per Fussen , quello successivo a quello preso. Bene ! Dentro di me  pensavo che potevo dormire un ora in più. Arriva il treno e ci carica, mentre i passeggeri  sul treno si saranno chiesti  se Marktoberdorf avesse  così tanti abitanti.



Si parte e comincia a piovere. Ma il panorama che si scorge è bellissimo , è caduta la neve da pochi giorni. Montagne innevate, i pochi raggi di sole sulla neve, le rotaie costruite intorno a boschi.
Arrivo a Fussen finalmente. In stazione c'è un bus che porta al Castello , non ci si può sbagliare è scritto ben grande. Pago all'autista  € 4,40 per andata e ritorno. Il bus è completamente pieno , il castello attrae molti turisti.
Scendo, sono contento ormai manca poco.
Il castello è già visibile.
Mi incammino per la strada che mi porta al castello.
Arrivo in biglietteria. Ho già prenotato il biglietto via web, quindi prendo la fila riservata ( e meno lunga!).
Comincio la salita verso il castello. La neve rimasta sui prati e quella sulle vette delle  montagne mi fanno da compagno di viaggio , non potevo desiderare un paesaggio migliore.
Ormai sono sul castello. Nel biglietto comprato  è presente il numero che devo aspettare per entrare, come alla fila del pane. Giro per i chioschi : Tra un gelato, un souvenir da appendere sul muro, e una calamita  è arrivato il mio momento.
Entro dopo i giapponesi, o cinesi, che entrano come se avessero aperto il Buffet. Prendo la mia audioguida in italiano e mi godo il giro. Castello di Neuschwanstein. La visita è ben organizzata, ma la guida controlla ogni possibilità di foto che è bandita.
Attraversando la sala da pranzo, sala del trono, una grotta (!), si è passata una mezz'ora immersa nella storia , e perché no, alle fiabe. Le tende, le tappezzerie e le coperte in blu bavarese (che sono il colore preferito del re) sono ornate da ricami rappresentanti lo stemma della Baviera, il cigno ed il leone dei Wittelsbach. Il cigno per eccellenza era l'animale simbolo di Ludwig II. Il tour ci è piaciuto moltissimo, forse il prezzo ( per il tempo della visita) mi è sembrato eccessivo, ma alla fantasia non si può chiedere di non essere pagata.
Mentre ero dentro al castello ho notato un ponte , sospeso nel vuoto, dove si poteva fotografare il castello da lontano. Il ponte Marienbrucke , dedicato alla regina Maria, madre di Ludovico II, si deve ad un intuizione del re Massimiliano II, padre di Ludwig, che era rimasto affascinato da questo angolo di paradiso immerso nelle rocce e sospeso sulla gola del Pollat con la cascata a completare il quadro. Quando, poi, a fine’800 Ludovico fece costruire il castello di Neuschwanstein, il ponte di Maria divenne un luogo imperdibile per godere di una vista mozzafiato sulla vallata e sul castello.
 
 
Al ponte si arriva nella strada laterale al castello, è chiuso in caso di maltempo o situazioni atmosferiche particolari. Ma niente è chiuso se vuoi farlo, nei limiti della sicurezza. Ed eccomi lì sul ponte , io che soffro di vertigini, su delle asse di legno che fa pavimento del ponte , che dà su un precipizio. Inoltre il vento è veramente gelido.
Ma selfie e foto fatte.
Torno giù verso la fermata del bus. Mi fermo a prendere dei dolci fritti in un chiosco durante la discesa.
In attesa del bus faccio il giro dei negozi e , visto che è ora di pranzo, mi compro una birra e della patate fritte.
Arrivo a Fussen. Faccio un giro per la città. Molto carina. In un emporio compro due tazze.
Bellissima la chiesa e il castello. Cammino nel Parco intorno al castello.
Oramai è ora di tornare. Il treno non ha problemi , stavolta, e vado dritto a Monaco senza problemi.
E' sera.
Mi faccio un giro per Monaco, tutto quello che non avevo visto il giorno prima.
Mangio un hot dog e una birra.
Si torna in albergo con la consapevolezza che è stata aggiunta un altra spunta nella lista delle cose da fare  nella vita.




3°giorno


Raggiungo la stazione e faccio colazione. Sazio e soddisfatto vado per le macchinette che erogano biglietti. Devo andare a visitare l'altro castello famoso di Monaco, Herrenchiemsee. (Herrenchiemsee). Un castello che si trova  su un isola del lago Chiemsee. Compro il biglietto per il tragitto fino a Prien am Chiemsee ( 25 euro a/r). Il viaggio finalmente è stato accompagnato da un pallido sole e il panorama ne ha agevolato. Inoltre nessun problema relativo a rotture di qualche treno.
Arrivao a Prien am Chiemsee mi dirigo verso il lago ( nella strada sono presenti le informazioni) , basta seguire (See). Mentre io passeggio per la città , è domenica, la gente dorme. I negozi sono chiusi. Solo qualche locale simil bar sta cominciando a svegliarsi e inviare i primi sbadigli.
Arrivo al lago dove è presente una stazione dei treni, non capisco se ancora utilizzata durante primavera/estate o se abbandonata.
Per raggiungere il castello bisogna prendere il battello. Compro il biglietto in biglietteria , la signora capisce che sono italiano e mi indica nella mia lingua il battello da prendere. Pago 8 euro andata e ritorno.
Non c'è molto da aspettare si parte abbastanza subito. Insieme a me altri turisti per il Castello ( Schloss). In men che non si dica ( 15/20 minuti) siamo all'isola, l'Herreninsel. Scendo e compro il biglietto per il castello in biglietteria. Mediante  la guida in italiano il costo è di 8 euro ( tassa fissa?).
Dalla biglietteria al castello bisogna attraversare 15 minuti a piedi il bosco. Si può fare tranquillamente. Zaino in spalla e si parte.
Appena esco dal bosco la visione del castello è da lasciare a bocca aperta. La facciata è una copia esatta di quella di Versailles ( Il castello infatti è soprannominato Versailles della Baviera). Herrenchiemsee si presenta come un inno alla potenza ed alla gloria del Re Sole, Luigi XIV di Francia, e Ludwig, da sempre profondo ammiratore di questa mitica figura storica, decise di erigere un castello che fosse l'esatta copia dell'originale francese Il grande interesse che nutre Ludwig verso il Re sole va oltre ad una semplice rimembranza storica o ad una passione-venerazione: Luigi XVI di Francia fu il padrino di battesimo di suo nonno, Re Ludwig I di Baviera.
Dopo aver espletato il mio ego con varie foto e selfie , entro nel castello. Per una fermata al bagno mi stavo perdendo l'ingresso del mio gruppo, le occhiate o occhiatacce delle guide la dicono tutto.
La guida è molto simpatica e parla un fluente italiano. Spiega la storia del castello e di Ludwig II.
Il giro durato mezz'ora è stato veloce e molto interessante.
Rimango stupito dalla stanza degli specchi con i suoi 98 metri di lunghezza (quella di Versailles si ferma a 73 metri), 52 candelabri e 33 lampadari.
Purtroppo dentro al castello nessuna foto.
Devo dire però l'esterno merita ogni foto che farete. Con le due fontane che schizzano acqua, i giardini, il lago come sfondo, i fiori curati.
Dopo aver visto e assaporato il castello mi incammino verso il molo. Prima di arrivare durante la  strada visto l'ex complesso abbaziale dei Canonici Agostiniani, acquistato da Ludwig insieme all'isola nel 1873. All'interno si può  visitare il piccolo appartamento privato del re e la sala dove si riunì nel 1948 la commissione incaricata della stesura della Costituzione della Repubblica Federale Tedesca. L'ingresso è compreso nel prezzo del castello. Fuori dal complesso c'è una piccola chiesa , molto carina.
Raggiungo il molo e aspetto il battello che arriva in poco tempo.
Rientro a Prien am Chiemsee. Faccio un giro della città purtroppo è quasi tutto chiuso. Riprendo il treno e intanto decido quale sia la mia nuova meta.
 Decido di andare a vedere il lago di Starnberg. Il lago è all'interno della rete dei mezzi pubblici di Monaco. Prendo la S6 e scendo alla fermata omonima.
Un sole fa capolino durante il mio tour turistico.
L'ambiente è molto curato . Dal kebbabbaro , vicino l'ingresso della città al lago,  compro delle patate fritte, le voglie devono essere esaudite. Mi siedo fronte lago e mi godo il momento.
Un cane randagio condivide con me metà porzione.
Cammino per tutto il lungolago , vedo negozi, entro tentenno, ammiro la varia fauna , ascolto il cantante di strada che canta una canzone, compro il mio bicchierino souvenir.
La storia racconta che il 12 giugno 1886 re Ludwig II, ormai deposto dal trono e dichiarato pazzo da una commissione medica venne trasferito da Neuschwanstein al castello di Berg, sullo sponde del lago di Starnberg . Il giorno seguente, 13 giugno, il medico curante del sovrano accompagna Ludwig a fare una passeggiata in direzione del lago... ormai sera e i due non fanno ritorno, iniziano le ricerche e poche ore dopo re Ludwig II viene trovato morto in acqua. Al suo fianco il corpo senza vita del dottore.
E' sera anche per me si torna verso Monaco. Mi fermo nella stazione e nel reparto gastronomia compro un paio di hot dog e una birra.


4°giorno

Oggi decido di far scegliere al caso. Vorrei vedere due posti , ma il tempo, visto che la sera parto, non me lo permette. Parto dall'albergo per chiudere la pratica soggiorno e pagare. La receptionist parla benissimo l'italiano e mi dice di essere sarda, visto il cognome mi chiede se vengo dalla bellissima terra. Faccio presente che sono di origine sarda di padre. Parliamo un po' e parto verso la stazione.
Dopo aver fatto colazione mi inoltro verso la fermata, la metro che passa per prima per uno dei due posti scelti la prenderò.
Arriva la S8 per Herrsching e quindi si parte per il santuario/abbazia  di Andechs.
Il viaggio in metro dura circa 45 minuti. Passano i controllori dell'azienda dei trasporti per verifica biglietto. All'inizio sbaglia a leggere il mio biglietto, poi si accorge che è per 4 giorni. Tutto a posto. Si torna a leggere.
Da Herrsching c'è il lago Ammersee, non sapevo che  Monaco sia abbracciata da tanti specchi d'acqua. Naturalmente lo spettacolo è affascinante.
Per arrivare nel monte Andechs ci sono 6 km. C'è un bus che ti porta direttamente, o c'è la possibilità di farla a piedi passeggiando nei percorsi naturali.
Opzione due naturalmente.
Lascio a voi immaginare la sensazione del passaggio nel bosco , la natura, il verde. Chi ama viaggiare , come me , è anche questo. Lasciare tutto all'avventura.
Dopo un ora abbondante arrivo al paese e poi via verso l'abbazia. Si sale una grande scalinata.
La chiesa è meravigliosa non ci sono parole. Deve essere vista.
Dagli altoparlanti esce un omelia in italiano per i vari turisti italiani arrivati a visitare l'abbazia.
Giro e ammiro. Come il mio solito. Mi piace. Quando il traguardo di una lunga camminata di un viaggio sono questi posti, vale farlo anche 100 volte.
Secondo la leggenda nel lontano X secolo san Rasso qui mise al sicuro delle reliquie, raccolte in Terra Santa, e nel XII secolo il conte Bertoldo radunò le “cose sacre”, cioè le tre sacre ostie. Nel 1388 ci fu un evento: il ritrovamento delle ostie sacre. A partire da questa data cominciò a fiorire il pellegrinaggio al “Sacro Monte”.
L'abbazia è anche famosa per la birra . Questa bevanda viene prodotta secondo un'antica ricetta dei Benedettini che vivono sul monte dal 1451.
Dopo aver comprato il bicchierino di souvenir, mi fermo  a mangiare e naturalmente a bere. Una trattoria self service con la divisione parte birra e parte cibo fa per me. Un boccale di Andechs e un bel piatto di carne con patate ( 8.90 € tutto!).
Dopo aver goduto il tutto è ora di tornare. Rifaccio lo stesso percorso per tornare alla metro.
Il lago a valle si è ormai popolato e vivo i vari indigeni della città.
Prendo la metro e raggiungo la stazione. Recupero il bagaglio e si va all'aeroporto. Con dispiacere lascio di nuovo Monaco , con il fatto di non averla ancora vista tutta.








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